In arrivo le multe per chi cammina troppo veloce

Non è l’idea di un sindaco, ma una provocazione dell’associazione “L’arte di vivere con lentezza”. L’obiettivo è inquinare meno.

«A Milano fermavo chi andava di fretta e lo “sanzionavo” simbolicamente, intervistandolo sul suo rapporto col tempo», ricorda Bruno Contigiani, fondatore di “L’arte del vivere con lentezza”, associazione nata nel 2005. Obiettivo: promuovere stili di vita che rispettino persone e ambiente.

La sede è a Ziano Piacentino, sulle colline emiliane, dove forse è più facile non correre. «Ma non è necessario vivere su un’isola, o fare gli skipper», sorride Contigiani. «Si può stare in città ed evitare l’aperitivo fuori tutte le sere, o preferire una camminata sotto casa al weekend fuori porta. Il punto è non avere i tempi di reazione dell’elettronica. Se ci arriva un messaggio non resistiamo tre minuti, lo leggiamo anche se stiamo parlando con qualcuno». Poi c’è chi usa la lentezza come pretesto: «Penso a chi è in ritardo e mi dice “tanto tu mi capisci”. Quella è maleducazione». L’idea è fare il contrario: organizzarsi per abbassare i ritmi, non mancare di rispetto e non inquinare. «Nel 2014 sono stato a Parigi a premiare la sindaca per il sistema di trasporti. Mezzi pubblici, car sharing, bici elettriche fanno andare più piano e ridurre lo smog».

L’associazione ha circa 50 soci, con impegni diversi: operai, preti, studenti, giornalisti. «Alle nostre iniziative partecipano in migliaia», dice il fondatore. C’è la “giornata della lentezza”, che inizia ogni anno un lunedì diverso e può continuare settimane. C’è un festival della lettura che si tiene a settembre. E ci sono attività sociali: da un mensile prodotto con i detenuti di Pavia a una scuola per bambini di strada in India, a Jaipur.

Andrea Monti

Andrea Monti

Giornalista, collabora con Radio Popolare e il Sole 24 ore

commenta