Cammina, rimani in forma, fai il pieno di energia (cinetica)!

“Un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l’umanità”: la storica frase pronunciata dal celebre astronauta nel mettere piede per la prima volta sulla luna ci introduce a un’innovativa e brillante idea che sta prendendo piede nel mondo della ricerca in materia di energie rinnovabili.

Ci riferiamo alla possibilità di utilizzare l’energia cinetica, presenza costante, inevitabile e inesauribile nelle attività quotidiane, per generare energia elettrica.

Cos’è l’energia cinetica?
Di energia cinetica ne vediamo produrre e ne produciamo ogni giorno, in un modo semplicissimo: camminando.

Per gli amanti delle definizioni, e semplificando un poco: si tratta dell’energia legata al movimento del corpo (dal greco kinetikòs – relativo al movimento), all’energia che un oggetto possiede quando non è immobile. Ovviamente più un corpo si muove velocemente, maggiore sarà l’energia cinetica prodotta: un’automobile che sfreccia sul tracciato della Formula 1 avrà un’energia cinetica di gran lunga superiore a quella della bicicletta del cicloturista domenicale.

Riflettendo su questi principi Laurence Kemball-Cook, un giovane ingegnere londinese, nel 2009 ebbe un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: sfruttare quel tipo di energia trasformandola in energia elettrica. Gli esordi non furono facili: la sua piccola start-up non trovava ascolto né presso finanziatori né presso potenziali fruitori della nuova tecnologia… anche se il giovane ingegnere credeva così profondamente nella propria idea da aver paragonato in un’intervista la propria invenzione alla molto più famosa Tesla, l’auto totalmente elettrica di Elon Musk: “anche la prima Tesla era orribile… stiamo facendo lo stesso percorso”.

 

Il primo pavimento generatore di energia

Se oggi siamo qui a parlarne, è perché Kemball-Cook non si è dato per vinto. La sua azienda, la Pavegen, dopo essersi candidata a rivoluzionare la fisionomia di molti luoghi urbani in tutto il mondo, ha finalmente ricevuto l’attenzione che meritava, compreso un prezioso endorsement da parte del paladino ambientalista Al Gore, e oggi siamo lontani dai primi prototipi snobbati da amministrazioni e multinazionali.

Le sue speciali mattonelle, che per convertire l’energia dei passi in energia elettrica sfruttano sia un effetto di induzione elettrica sia un effetto piezoelettrico, sono già arrivate alla versione V3 e si possono ammirare, e soprattutto calpestare, ormai in più di 100 luoghi in tutto il mondo: si va dalle location di Londra più famose (in Bird street, una traversa di Oxford street, nel cuore dello shopping londinese, ma anche al Terminal 3 dell’aeroporto di Heathrow, in prossimità del London Bridge, presso il lussuoso Harrods, nel Centro direzionale Canary Wharf,…), a pavimenti smart in scuole britanniche e statunitensi, a installazioni a Washington, in Francia, Australia, Sud Africa, fino al progetto di due campi da calcio, uno in una favela di Rio de Janeiro in Brasile e l’altro a Lagos, in Nigeria.

La piastrella intelligente: come funziona

La mattonella smart, nella sua semplicità, è un piccolo gioiellino tecnologico ma il suo funzionamento in dettaglio è gelosamente custodito dal fondatore di Pavegen: ciò che è dato di sapere è che grazie al peso del corpo la superficie in gomma – riciclata – si abbassa di circa cinque millimetri, una differenza “praticamente impercettibile per chi la calpesta”, sostiene Kemball-Cook, e tuttavia sufficiente perché questo movimento alimenti un generatore in grado di produrre dai 5 agli 8 watt per passo (a seconda del peso di chi cammina). In pratica si tratta di un’energia sufficiente a mantenere accesa una lampadina a led per circa 30 secondi.

Cifre piccolissime che se moltiplicate per i grandi numeri per i quali le piastrelle sono pensate possono però dare grandi risultati: una striscia di 25 metri di piastrelle installate in occasione della Maratona di Parigi ha generato 4,7 kilowatt di energia con la quale è stata alimentata una parte della segnaletica di gara; 5 ore di passeggio in una strada affollata danno l’energia per mantenere acceso tutta la notte un lampione presso una fermata dell’autobus; una partita nel campo sportivo permette l’illuminazione dei fari dell’impianto.

Diffusione e costi

La richiesta sempre più alta di risorse energetiche, il costo elevato dell’energia elettrica, accompagnato da un’emergenza ambientale ormai sotto gli occhi di tutti noi: sono soprattutto questi gli elementi che stanno spingendo il mondo della ricerca a individuare sistemi di generazione di energie alternative che siano economici, di facile installazione e immediato utilizzo. Dopo l’esperienza di Pavegen altri protagonisti si stanno affacciando sul mercato della generazione di energia elettrica da quella cinetica: da Veranu, una startup tutta italiana che ha a sua volta  brevettato un sistema di pavimento intelligente, a Energy Floor, un’azienda olandese con sede in Rotterdam, che nel 2008 iniziò la propria avventura aprendo una discoteca, la Club Watt, dove l’energia veniva generata grazie ai salti e ai movimenti prodotti sulla pista da ballo. Il successo dell’iniziativa ha ben presto portato alla commercializzazione del loro prodotto di punta (non l’unico), il Sustainable Dance Floor, che viene soprattutto noleggiato per eventi, festival, fiere e mostre in tutto il mondo.

La possibilità di avere una fonte di energia pulita pressoché inesauribile perché prodotta dal nostro stesso movimento sembra l’uovo di Colombo, eppure la sua diffusione non è così scontata: l’ostacolo maggiore è dato senza dubbio dagli alti costi di produzione, che rendono l’investimento ammortizzabile in tempi molto lunghi. In rete si parla di 40 euro a mattonella, o di qualche centinaia di euro per mq compresa l’installazione. Sono prezzi destinati a scendere? Sì, ma solo se il mercato recepirà l’innovazione e si riuscirà ad attivare un’economia su larga scala: all’appello sono chiamate ora le amministrazioni pubbliche lungimiranti e le grandi aziende con costi energetici ormai insostenibili.

 

Immagini: Disegni e fotomontaggio di Armando Tondo

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Maria Cristina Dalbosco

Maria Cristina Dalbosco

Fa parte della Redazione di People For Planet. Scrive e si occupa dell'editing e della revisione dei contenuti

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