Green Data Center Eni Ferrera Erbognone

Ciao, io sono HPC-4, il supercomputer italiano

Sapevate che uno dei dieci supercomputer più potenti del mondo è italiano?

Si trova nel Green Data Center di Eni a Ferrera Erbognone, Pavia, e si chiama HPC4.

Se tutti gli abitanti del mondo avessero a disposizione un computer personale in grado di fare due milioni e mezzo di operazioni matematiche al secondo, tutto il giorno, tutti i giorni, ecco che si avrebbe una potenza di calcolo paragonabile a quella di HPC-4, “High Performance Computing – 4th generation”, il nuovo mostro informatico di cui si è dotata Eni per migliorare e velocizzare l’elaborazione dei propri dati nel Green Data Center della Lomellina Valley, in provincia di Pavia.
All’accensione, il “cervellone” risultava nella top ten dei computer più potenti del mondo, al primo posto tra quelli di proprietà industriale, quindi non governativa e non istituzionale come è invece per i primi nove classificati.

Qualche dato tecnico: HPC-4 ha una potenza di calcolo di 18,6 petaFlops, che vuol dire avere la capacità di elaborare fino a 18,6 milioni di miliardi di operazioni matematiche al secondo. Come già detto, nulla di paragonabile ai normali computer domestici.
Il nuovo supercomputer HPC-4 affianca il fratello HPC-3, portando il totale della potenza di calcolo del Green Data Center a 22,4 PFlop/s, vale a dire 22,4 milioni di miliardi di operazioni matematiche svolte in un secondo.
Il Centro dati gestisce qualcosa come 22 Petabyte di dati (1 Petabyte è uguale a 1000 miliardi di byte) tutti su disco, l’equivalente, circa, delle informazioni contenute in 3 miliardi di libri. Si stima che la famosa Biblioteca di Alessandria non ne contenesse più di 500mila.

A cosa serve HPC-4?
Il supercomputer permette di trovare giacimenti di idrocarburi dove nessun altro immagina ve ne siano e di elaborarne, molto velocemente, simulazioni 3D tenendo conto delle “incertezze geologiche”. I dati raccolti dalle prospezioni sui terreni che i geofisici e geologi eseguono nel mondo arrivano a Ferrera Erbognone dove vengono elaborati da HPC-4, che ricostruisce immagini tridimensionali del sottosuolo. Questo dà la possibilità di trovare giacimenti analizzando aree di migliaia di kilometri quadrati anche a 10-15 km di profondità.
A maggio 2018 HPC-4 ha stabilito un record eseguendo l’elaborazione di 100.000 simulazioni di modelli di giacimento ad alta risoluzione in sole 15 ore. I normali computer riescono ad elaborare in alcune ore una sola singola simulazione.
I giacimenti di gas recentemente trovati nel nord del Mozambico e in Egitto sono stati scoperti grazie alle elaborazioni dai predecessori di HPC-4. Adesso HPC4 sta lavorando per migliorare ulteriormente la comprensione di questi giacimenti che si trovano a migliaia di metri di profondità.
Il supercomputer, insieme ai software di imaging geofisico messi a punto dagli ingegneri Eni, non solo velocizza i tempi e rende i dati più affidabili e precisi, ma riduce anche i rischi connessi alle operazioni esplorative, con benefici sia per la sicurezza dei lavoratori che per l’ambiente.

Il Green Data Center
E’ il centro elaborazione dati inaugurato nel 2013, una vera e propria cittadella informatica dove arrivano e vengono elaborate informazioni da tutto il mondo (ad esempio 40 milioni di fatture gas e luce all’anno).
Caratteristica peculiare del Data Center è la sua sostenibilità. Il campo fotovoltaico da 964 KW di potenza installato a poca distanza dalla struttura riesce a soddisfare fino al 25-30% del fabbisogno energetico di HPC-4. 17mila mq di estensione con 2.968 moduli fotovoltaici a inseguimento solare che ruotano per massimizzare la cattura della radiazione solare nell’arco di tutta la giornata.
All’interno del GDC, invece, per raffreddare i computer viene sfruttata la tecnica del “free cooling” (raffreddamento libero): l’aria viene prelevata dall’esterno tramite camini, purificata dalle polveri e utilizzata direttamente per raffreddare le macchine. Contemporaneamente l’aria calda prodotta dai computer fa il viaggio inverso e viene convogliata all’esterno. Per il 92% dell’anno non serve l’intervento di alcun sistema di condizionamento.
Il Green Data Center sorge anche a poca distanza dalla Centrale elettrica Enipower, che fornisce energia ai computer eliminando le dispersioni tipiche del trasporto sulla rete elettrica di distribuzione (pari al 5-6%, secondo l’Autorità per l’Energia).
Per far viaggiare tutte le informazioni del Data Center serve ovviamente una connessione molto potente, attraverso le infrastrutture dei primari provider di telecomunicazione. Così il comune di Ferrera, i due bar del paese, i pochi negozi, le sue case e le cascine possono aver accesso a uno dei collegamenti a internet più veloci del mondo.

Siamo andati a visitare il Green Data Center di Eni e a conoscere HPC-4 con le nostre telecamere, ecco cosa ci hanno raccontato…

L’era dei supercalcolatori (VIDEO)

Perché Green Data Center (VIDEO)

LINK PER APPROFONDIRE

https://www.eniday.com/it/technology_it/eni-green-data-center/

https://www.eniday.com/it/talks_it/supercomputer-hpc4-video-podcast/

https://www.eniday.com/it/technology_it/hpc4-ferrera-erbognone/

Immagine copertina: fotomontaggio di Armando Tondo, maggio 2018

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Simone Canova

Simone Canova

Scrittore, ricercatore, grafico, autore di “Cacao, il quotidiano delle buone notizie”, webmaster dei siti del circuito di Alcatraz/Jacopo Fo. E’ Coordinatore della redazione centrale di People For Planet.

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