Cosmetici naturali e bio: non farti fregare!

Anche nel settore dei cosmetici, la definizione di prodotto naturale e biologico può essere certificata, principalmente come garanzia per i consumatori.

Quando parliamo di cosmetici certificati ci riferiamo attualmente a circa il 45% del totale dei prodotti disponibili sul mercato. In questa fascia troviamo certificazioni di vario tipo.

Nella maggior parte dei casi sono etichette di tipo etico, che si riferiscono ad esempio alla responsabilità sociale delle aziende produttrici, o all’assenza di sperimentazione animale, o ancora, all’impegno delle aziende per limitare l’impatto ambientale dei loro prodotti. In una nicchia ancora più ristretta troviamo invece tutti i cosmetici certificati naturali, biologici ed eco-bio.

Le certificazioni, che non dimentichiamo sono un costo significativo per le aziende, vengono rilasciate da soggetti privati, Enti certificatori accreditati che verificano la corrispondenza degli ingredienti e/o della produzione e/o del packaging ai criteri della certificazione in oggetto.

Rappresentano certamente un valore aggiunto ma non sono sufficienti a fornirci un’informazione completa sul prodotto che acquistiamo. E non tutto ciò che è naturale è automaticamente benefico.

Pensiamo ad esempio a quanti prodotti cosmetici vengono preparati, in tutto o in parte, con materie prime vegetali OGM senza che questa informazione ci venga fornita in etichetta. Pensiamo anche a quante materie prime vegetali vengono importate da Paesi extraeuropei e che potrebbero essere state coltivate o contaminate da pesticidi o sostanze non più ammesse in Europa. A quante possibili contaminazioni possono essere state sottoposte nel viaggio o nella successiva trasformazione. Tutti prodotti che possono mostrare sul packaging etichette di certificazione relative al “made in Italy” oppure alla certificazione Vegan, pur non contenendo materie prime naturali o biologiche.

Come sottolinea una recente ricerca della Organic Monitor, società inglese specializzata in ricerche di mercato nel settore bio e naturale: “Che siano naturali, biologiche, eque e solidali o Halal le etichette etiche stanno diventando un elemento fisso dell’industria cosmetica. La domanda è se il numero di schemi e norme continueranno a crescere e proliferare o se è possibile un certo grado di armonizzazione”.

L’attuale certificazione ISO 16128 sui cosmetici biologi e naturali non è affatto in grado di garantire la naturalità e la provenienza bio dei prodotti; infatti, come lamentano tutti i principali operatori del settore, ammette tra gli ingredienti sostanze di origine petrolchimica e OGM (fonte: natrue.org)

La certificazione COSMOS che è la principale certificazione europea per i cosmetici naturali e bio, (Cosmos Natural e Cosmos Organic) presenta degli standard molto specifici che vengono armonizzati anche con altri standard extra-europei, ovvero quelli stabiliti per lo stesso tipo di prodotti in Canada, Australia, Brasile, Giappone, UK, USA.

Tra gli obiettivi dello standard Cosmos vi è la promozione dell’uso di prodotti da agricoltura biologica e nel rispetto della biodiversità; l’utilizzo delle risorse naturali in modo responsabile e nel rispetto dell’ambiente; l’impiego di lavorazioni e produzioni che siano pulite e rispettose della salute umana e dell’ambiente

L’ottenimento di queste certificazioni prevede un iter piuttosto complesso che le aziende del settore devono compiere, facendo riferimento ad un Ente certificatore autorizzato. Per i cosmetici prodotti o distribuiti in Italia l’Ente di riferimento è l’ICEA.

 

Paola Caselli

Paola Caselli

Giornalista pubblicista freelance, appassionata di tematiche
legate a tutela ambientale, salute, benessere.

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