Dall’atlante a Google Earth e al mondo visto in 3D

Oggi viaggiare dal divano di casa è possibile

Una volta a fantasticare su mete lontane ci aiutavano l’atlante, il mappamondo, le enciclopedie o i romanzi d’avventura. Oggi sognare è ancora più facile grazie alla tecnologia. Bastano un computer o uno smartphone e tutto il mondo è a portata di occhi. C’è chi non può viaggiare per motivi economici, di tempo, di salute, c’è chi semplicemente si lascia trasportare dalla fantasia, c’è chi cerca informazioni per poter pianificare al meglio il prossimo tour: indipendentemente dalle ragioni, le app e i dispositivi più comuni consentono ormai di fare davvero il giro del mondo restando seduti comodamente sul nostro divano.

Il primo atlante e Sandokan
Tra il 1817 e il 1823 fu dato alle stampe lo Stielers Handatlas, il primo atlante universale. Lo scopo era quello di raccogliere tutte le carte geografiche in maniera ordinata, precisa, e in un formato pratico. Ad avere questa intuizione fu Adolf Stieler, da cui l’atlante prese il nome.

In Italia dobbiamo aspettare il 1922 per l’uscita dell Grande Atlante Geografico dell’Istituto Geografico De Agostini di Novara e il 1927 per la prima edizione dell’Atlante Internazionale del Touring Club Italiano. L’intento dei primi atlanti era soprattutto quello di fornire un supporto ai professionisti, ma sicuramente hanno alimentato la voglia di scoperta dei ragazzini di tutti i tempi, almeno fino a quando, negli ultimi decenni, sono stati scalzati da prodotti più tecnologici.
E come dimenticare i romanzi d’avventura? Sandokan e i protagonisti delle storie di Salgari hanno fatto sognare mondi inesplorati e volti esotici. Poi ci hanno pensato le riviste di viaggio a diventare l’habitat perfetto per i racconti di viaggio e a raccogliere gli itinerari migliori da scoprire; oggi quelle sopravvissute agli attacchi del Web convivono con blog o siti Internet di professionisti o semplici viaggiatori, o hanno trovato proprio nella loro versione Web la chiave per mostrare in maniera ancora più efficace gli angoli più remoti del Pianeta.

Oltre le mappe: Google Earth e Google Street View
Quando vogliamo esplorare un luogo la prima risorsa che viene in mente è Google con tutti i suoi strumenti, accessibili da un computer o da uno smartphone, ovunque ci troviamo. Tutto può essere scoperto, perlustrato e ammirato, con il vantaggio di ottenere informazioni e contenuti sempre aggiornati e gratuiti.
Il caro vecchio mappamondo è diventato digitale e appare sui nostri schermi in qualche secondo grazie a Google Earth. Questo software restituisce immagini virtuali del Pianeta grazie a immagini satellitari ottenute integrando i dati del telerilevamento terrestre, fotografie aeree e dati topografici memorizzati in una piattaforma GIS. Ognuno di noi può inserire altre informazioni, l’aggiornamento è continuo e i contenuti permettono di avere un’idea completa di qualsiasi luogo. L’utilizzo è elementare: si può esplorare una zona inserendo le sue coordinate, oppure spostandosi con il mouse fino a raggiungerla, o inserendone l’indirizzo. Bastano pochi secondi per vedere comparire strade, case e persino automobili, come se davvero stessimo camminando. Non solo. Dal 2017 Google ha aperto le porte al 3D: ora alcuni luoghi si possono vedere come se li stessimo sorvolando. Per sognare alla grande, c’è anche una funzione che permette di lasciarsi trasportare nel globo.

Volete provare un’alternativa meno nota? Cliccate su Marble, altro software gratuito, basato sulla cartografia della NASA.

Il più popolare Google Street View è invece una caratteristica di Google Maps e Google Earth. Permette di visualizzare panoramiche a 360° gradi in orizzontale e a 160° in verticale. E’ come se, rimanendo con i piedi per terra, stessimo camminando per le strade spostandoci di 10-20 metri alla volta. Il modo più rapido per accedervi se stiamo utilizzando Google Maps è trascinare l’ometto arancione che vediamo sulla mappa direttamente là dove vogliamo “farlo camminare”. Anche in questo caso, gli utenti possono caricare le proprio foto panoramiche.

Siamo a corto di idee? Google e la sua funzione Voyager ci suggeriscono parecchi luoghi. Perché, ad esempio, non fare un tour del mondo alla scoperta dei graffiti di Banski? Se ci piacciono i grandi spazi espositivi invece potremmo regalarci una visita gratuita al Musée d’Orsay di Parigi. Oppure potremmo restare in Italia e goderci lo spettacolo dei fuochi d’artificio di Venezia durante la Festa del Redentore. Esiste un intero Grand Tour d’Italia tra passato, presente e futuro.


I social network
Come da definizione, i social network sono nati per consentire di condividere contenuti. E’ semplice allora ricavare informazioni su una destinazione grazie a foto, video e testi pubblicati da utenti comuni o su profili e pagine ufficiali di città e luoghi d’interesse. Su Instagram, ad esempio, è possibile esplorare curiosando tra le immagini scattate in un certo luogo: basta utilizzare un “#” (hashtag) al momento della ricerca specificando il luogo sognato per veder apparire in pochi secondi tutto ciò che è stato pubblicato. Piatti tipici, spiagge, attrazioni, strade, pezzetti di vita di persone che aiutano ad avere un’idea chiara su cosa ci aspetta se stiamo per metterci in viaggio o, semplicemente, per fantasticare.

YouTube è sicuramente tra i più efficaci a livello di marketing per svelare dettagli imperdibili di una destinazione. Il potere di un video è innegabile, basta dare un’occhiata al canale di Italia.it, il portale che promuove il nostro Paese e mostra i nostri tesori ai potenziali turisti anche grazie a video di luoghi simbolo.

Se siamo alla ricerca di informazioni più autentiche, non costruite per attirare ma soltanto per condividere, possiamo allora guardare i video di semplici viaggiatori e i loro racconti di viaggio. Meno professionali ma certamente realistici. Autentici quanto un cumulo di rifiuti che potrebbe scorrere all’improvviso davanti ai nostri occhi mentre camminiamo per le vie di una grande città come Roma con Google Street view.


Droni e smartphone
Questo connubio è irresistibile. Se i classici video girati con uno smartphone hanno già appeal da vendere, i video girati da videocamere o smartphone montati su droni sono ancora più ipnotici. Eventi, città, angoli remoti: le visuali dall’alto conferiscono un tocco di magia che i video girati dal basso o con le telecamere più sofisticate non riuscirebbero mai a eguagliare. Queste sono le cascate del Niagara.

Realtà virtuale e 3D
I tour virtuali e le panoramiche a 360° sono un’ottima soluzione per immergersi completamente in un’esperienza di viaggio senza uscire da casa. Ma si può andare oltre. Occorre però dotarsi di un equipaggiamento particolare – un visore o degli occhiali appositi – per entrare letteralmente in un determinato ambiente o rivivere una situazione perfino “toccando oggetti senza toccarli realmente”. Di fronte ad un torrente è possibile immergere i piedi senza bagnarsi, in un mercato è possibile afferrare frutta e verdura senza che si materializzino in salotto, in spiaggia è possibile sentire le onde infrangersi sugli scogli e sostare al sole senza scottarsi.
Alcune destinazioni, grazie alla realtà virtuale, riescono a trasmettere ai turisti quanto il passato ancora pervada le vie delle città. Bruges ha fatto del suo Historium una delle attrazioni imperdibili della città: entrati, si ripercorre insieme ad un personaggio di fantasia la storia della città, si sentono profumi e suoni del passato, infine la VR fa viaggiare il visitatore attraverso i canali cittadini dei secoli scorsi, solcati dalle imbarcazioni e popolati di mercanti.

La VR, tanto utilizzata nel gaming, è l’ideale per avere la sensazione di viaggiare davvero e vedere luoghi che tanto ci attirano. Utilissima anche per rendersi conto in anticipo, magari prima di prenotare un volo costosissimo, di cosa ci attende una volta atterrati. Purtroppo non si tratta di tecnologie di massa, o almeno non ancora. L’era dei cataloghi non è del tutto superata.
Google, cogliendone le potenzialità, ha anche pensato di offrirla come supporto agli insegnanti. Esplorazioni è lo strumento didattico confezionato per insegnare in maniera alternativa, facendo esplorare agli studenti il mondo grazie ad un kit senza mai uscire dalla classe.

 

Copertina: Disegno di Armando Tondo

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Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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