Detrazioni fiscali in campo energetico-edilizio per il 2018: tutto quello che occorre sapere

Per l’anno in corso, con la Legge di Bilancio 2018, sono state prorogate una serie di agevolazioni fiscali per interventi in edilizia che riguardano non solo ristrutturazioni ma anche interventi di riqualificazione energetica e risparmio, interventi di consolidamento antisismico, acquisti di beni mobili ed elettrodomestici.

Altre, sono state introdotte, come il Bonus verde: per la sistemazione di aree verdi, giardini pensili, coperture a verde su aree abitative. Analizziamo i vari tipi di detrazione e agevolazione previsti, le condizioni e i requisiti necessari.

Punti comuni

Le detrazioni:

  • non valgono per  le spese sostenute per la costruzione di un nuovo immobile, ma solo per l’esistente;
  • non sono in generale cumulabili;
  • spettano ai contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile o il condominio sul quale sono effettuati gli interventi e che hanno sostenuto le relative spese (es. i proprietari dell’immobile, gli inquilini in affitto, gli usufruttuari, i nudi proprietari);
  • i pagamenti devono essere effettuati comunque con sistemi tracciabili  (es. bonifico parlante,  bonifico o carta di credito/di debito);
  • chi usufruisce del bonus per le ristrutturazioni edilizie, analogamente a quanto avviene per l’ecobonus e per il sismabonus, dovrà inviare all’ENEA, per via telematica, alcune informazioni sugli interventi effettuati (sito attivato dal 1 aprile 2018). La comunicazione all’Enea degli interventi di ristrutturazione edilizia non riguarderà tutti i lavori, ma solo quelli in grado di produrre un risparmio energetico.

Bonus ristrutturazione edilizia (detrazione 50%)

È prevista la proroga a tutto il 2018 della detrazione fiscale in misura del 50% per le spese sostenute per interventi di riqualificazione edilizia che ricadano negli ambiti: della manutenzione straordinaria, della ristrutturazione edilizia, del restauro e risanamento conservativo, della manutenzione ordinaria sulle parti comuni dell’edificio. Ricadono in questo ambito inoltre i lavori finalizzati all’eliminazione di barriere architettoniche, gli interventi per la sicurezza nella propria abitazione, la bonifica dell’amianto, il contenimento inquinamento acustico, il conseguimento di risparmio energetico con produzione– per il proprio fabbisogno- da fonti rinnovabili (es. impianti fotovoltaici). In quest’ultimo caso l’agevolazione è prevista anche senza l’effettuazione di opere edilizie propriamente dette.
I contribuenti possono detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute per gli interventi su immobili adibiti a uso residenziale, fino ad un limite di spesa pari a 96.000 euro per unità immobiliare. Le detrazioni devono essere ripartite in 10 rate annuali.

Ecobonus riqualificazione energetica (detrazione 65%, 70% e 75%)

L’incentivo, detto Ecobonus, per la riqualificazione energetica degli edifici consiste anche in questo caso in una detrazione dall’Irpef o dall’Ires ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti.
L’Ecobonus è stato confermato per il 2018 con un orizzonte temporale che ora arriva fino al 2021, consentendo di programmare le manutenzioni delle case con tutta calma. La norma prevede la detrazione del 65% del costo.
Per i condomini, la percentuale sale al 70% se gli interventi riguardano il “cappotto”, ovvero l’involucro dell’edificio e al 75% se viene comprovato con certificazione il miglioramento della prestazione energetica invernale ed estiva. La detrazione viene spalmata, come di consueto, su dieci anni.
Gli interventi ammissibili sono quelli che conducono a: riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento; miglioramento termico dell’edificio (isolamento termico, pavimenti, infissi); installazione di pannelli solari; sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale; interventi di domotica, cioè installazione di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento (qui sono compresi i materiali relativi, le spese per le prestazioni professionali e  per l’installazione).
Ci sono però delle novità, a  partire dal 2018 gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione hanno una detrazione pari al  65% delle spese sostenute solo nel caso in cui:

  • il nuovo impianto sia dotato di caldaia a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto e siano contestualmente installati, sistemi di termoregolazione evoluti;
  • oppure, il nuovo impianto sia dotato di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro.

Mentre la detrazione scende al  50% per le spese sostenute dal 1º gennaio 2018 per:

  • l’acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi e di schermature solari;
  • la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto (sono esclusi dalla detrazione gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A di prodotto);
  • l’acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.

Sono detraibili le spese relative sia ai costi per lavori edili sia quelli relativi a prestazioni professionali; l’unico requisito fondamentale è che rientrino tra quelle effettuate con l’obiettivo di migliorare le prestazioni energetiche dell’immobile.
L’importo massimo di spesa ammessa all’Ecobonus nel 2018 e utile a determinare l’ammontare della detrazione è così determinato:
100.000 euro per gli interventi di riqualificazione energetica;
60.000 euro per gli interventi sull’involucro dell’edificio;
30.000 euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, ovvero installazione di impianti dotati di caldaie a condensazione, pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia;
60.000 euro per l’installazione di pannelli solari utili alla produzione di acqua calda per usi domestici o industriali.

Interventi condominiali
La detrazione del 65% si applica anche alle spese per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari del condominio, mentre sale al 70% per gli interventi sull’involucro con un’incidenza superiore al 25% della superficie dell’edificio ed è del 75% nel caso di miglioramento della prestazione energetica invernale e estiva. L’importo complessivo della spesa non deve essere superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Interventi condominiali nelle zone sismiche
Se le spese sono sostenute per interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3 e  finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica spetta una detrazione maggiorata all’80%, se i lavori determinano il passaggio a 1 classe di rischio inferiore, oppure dell’85%, se gli interventi determinano il passaggio a 2 classi di rischio inferiori. La detrazione è ripartita in 10 quote annuali di pari importo e si applica su un ammontare delle spese non superiore a 136.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.

Sismabonus per interventi antisismici (detrazioni 50%, 70%, 75%, 80%, 85%)

Ha un’orizzonte di ulteriori 4 anni per il recupero, anche il “sismabonus”, ovvero la detrazione che parte dal 50% per interventi antisismici su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1, 2 e 3), ma sale al 70% della spesa sostenuta, se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe di rischio inferiore e aumenta all’80% se dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori, secondo le linee guida che metterà a punto il Ministero delle Infrastrutture.
Se le spese sono sostenute per interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali le detrazioni sono ancora più elevate. In particolare, spettano nelle seguenti misure:

  • 75%, nel caso di passaggio a una classe di rischio inferiore,
  • 85%, quando si passa a due classi di rischio inferiori.

Le detrazioni si applicano su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio e vanno ripartite in 5 quote annuali di pari importo.
Tra le spese detraibili per la realizzazione degli interventi antisismici rientrano anche quelle effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili. Il “sismabonus” è esteso anche alle seconde case e alle attività produttive che si trovano nelle zone sismiche 1 e 2 (ad alta pericolosità), ma anche nella zona 3.

Bonus mobili

La Legge di Bilancio 2018 ha prorogato fino al 31 dicembre 2018 anche il bonus per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, l’incentivo è però sempre legato ai lavori di ristrutturazione.
La detrazione è pari al 50% per le spese relative all’acquisto di mobili e di elettrodomestici di classe non inferiore ad A+ (A per i forni) che rientrino nel limite di spesa di 10.000 euro.
La detrazione spetta solo in connessione agli interventi di ristrutturazione edilizia iniziati a decorrere dal 1° gennaio 2017. Per avere l’agevolazione è necessario quindi realizzare una ristrutturazione edilizia (e usufruire della relativa detrazione), sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali.
Gli interventi che offrono la possibilità di accedere al bonus mobili sono i seguenti: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti, manutenzione ordinaria su parti comuni.
La detrazione spetta per: l’acquisto di mobili nuovi, ed elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni). Per quanto riguarda i mobili sono ammessi: letti, armadi, cassettiere, librerie,scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione. E’ escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, altri complementi di arredo.
Rientrano nei grandi elettrodomestici, per esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

E’ importante notare che gli interventi per i quali si usufruisce per esempio della detrazione del 65%, finalizzati al risparmio energetico, l’Ecobonus, per esempio l’installazione di pannelli solari, non consentono di ottenere la detrazione per acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. Mentre se si sostituisce la caldaia, per ottenere effettivamente un risparmio energetico, rientrando questa negli interventi di manutenzione straordinaria, si po’ usufruire dell’agevolazione del bonus mobili.

Bonus Verde

Sempre la Legge di Bilancio 2018 ha introdotto per l’anno in corso una nuova agevolazione fiscale legata ad interventi di sistemazione a verde degli immobili: una detrazione dall’Irpef lorda pari al 36% delle spese sostenute, nel limite massimo di 5.000 euro, per la sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi; per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. Gli interventi devono essere eseguiti su unità immobiliari a uso abitativo.
Anche in questo caso la detrazione – ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.
Il cosiddetto bonus verde spetta anche per le spese sostenute per interventi eseguiti sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, fino a un importo massimo complessivo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo.

Agevolazione IVA

Altre  agevolazioni  sono state introdotte negli anni: tra queste, per esempio, la possibilità di pagare l’Iva in misura ridotta e quella di portare in detrazione gli interessi passivi pagati sui mutui stipulati per ristrutturare l’abitazione principale.

Per quanto riguarda l’IVA, per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, a seconda del tipo di intervento, l’agevolazione si applica sulle prestazioni dei servizi resi dall’impresa che esegue i lavori e, in alcuni casi, anche sulla cessione dei beni. Sulle prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sulle unità immobiliari abitative, è prevista l’Iva ridotta al 10%. Sui beni, invece, l’aliquota agevolata si applica solo se ceduti nell’ambito del contratto di appalto.

Tuttavia, quando l’appaltatore fornisce beni “di valore significativo”, l’Iva ridotta si applica ai predetti beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni stessi. Sui beni significativi (esplicitati dal Decreto 29/12/99: ascensori e montacarichi, infissi esterni ed interni, caldaie, video citofoni, sanitari e rubinetteria, impianti di sicurezza) quindi, l’aliquota agevolata del 10% si applica solo sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni stessi.

Non si può applicare l’Iva agevolata al 10% ai materiali o ai beni forniti/acquistati da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori o direttamente dal committente, né alle prestazioni professionali, anche se effettuate nell’ambito degli interventi finalizzati al recupero edilizio.

L’aliquota Iva del 10% si applica, inoltre, alle forniture dei cosiddetti beni finiti, vale a dire quei beni che, benché incorporati nella costruzione, conservano la propria individualità (per esempio: porte, infissi esterni, sanitari, caldaie, eccetera). L’agevolazione, in questo caso, spetta sia quando l’acquisto è fatto direttamente dal committente dei lavori sia quando ad acquistare i beni è la ditta o il prestatore d’opera che li esegue.

 

Fonti:

https://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2016/10/17/121185-legge-di-stabilita-2017-casa-le-agevolazioni-per-gli-immobili-della-nuova

http://biblus.acca.it/bonus-edilizia-2017-quadro-dei-nuovi-incentivi-previsti-settore-edile/https://www.guidafisco.it/legge-stabilita-ecobonus-65-spese-detrazione-come-funziona-1185

https://www.informazionefiscale.it/ecobonus-2018-novita-come-funziona-spese-ammesse-detrazione#

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/schede/agevolazioni/detrazione+riqualificazione+energetica+55+2016/cosa+riqualificazione+55+2016

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Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

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