Gli italiani bevono acqua minerale perché si paga

Il Disertore: gli italiani bevono acqua minerale perché si paga

Secondo l’Istituto Superiore della Sanità il 99% degli italiani ha accesso all’acqua potabile. Eppure siamo il terzo Paese al mondo nel consumo di acque minerali. Perché?

Le notizie sono due. Gli italiani non bevono acqua (in realtà nemmeno alcool, soprattutto se guardiamo al resto d’Europa). E quel poco di acqua che bevono, la comprano in bottiglie di plastica. L’Italia è il primo in Europa e terzo Paese al mondo per consumo di acqua minerale. Primo è il Messico, seconda è la Thailandia. Gli italiani bevono 196 litri di acqua minerale a testa. Che diviso per 365 giorni, fa circa mezzo litro d’acqua minerale al giorno. Ben lontano dai canonici due litri di cui ascoltiamo ogni qual volta abbiamo un problema fisico.

Ma perché compriamo l’acqua in bottiglia anziché utilizzare quel che sgorga naturalmente e più o meno gratuitamente dai nostri rubinetti? Non ovunque l’acqua è gratis ma di certo è la bolletta meno cara rispetto a gas ed energia elettrica. E probabilmente è proprio questa una delle possibili spiegazioni. Ciò che è gratuito, o comunque economico, per noi equivale a qualcosa di poco affidabile. E in più, l’acqua viene considerata pubblica (anche quando è gestita da privati). La nostra diffidenza nei confronti del pubblico è talmente radicata che non prendiamo in considerazione che l’acqua del rubinetto possa essere buona. Così come, invece, diamo per assodato che l’acqua minerale che paghiamo – e fatichiamo per portare a casa, quelle maniglie che segano le mani sono praticamente uno strumento di tortura – sia salubre. A prescindere, come direbbe Totò.

L’acqua minerale dobbiamo scartarla dalla confezione, ha un tappo, e si paga. Quindi è buona. Quella che esce dai rubinetti delle nostre case è fin troppo accessibile per avere tutto in regola. Nella leadership europea di consumo d’acqua minerale c’è la storia del popolo italiano.

Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo

Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.

1 commento

  • Pervicacemente in accordo. elenco altri esempi :
    1 – io possiedo una auto storica, un mercedes 2litri a GPL del 1986. pago 25,8 euro di bollo di circolazione, 90 di assicurazione, 150 di iscrizione al club.
    Ho venduto la chevrolet matiz mille del 2007 che fra bollo e assicurazione mi costava di più.
    perchè la gente si compera auto nuove costosissime ?

    2 – sto provando a vendere delle vecchie cose che ho in garage su ebay (una macchina da scrivere, cosine strane..) e metto dei prezzi irrisori, convinto così che si possa far scattare l’asta – invece no ! non funziona ! ancora la gente non ha la coscienza della differenza fra valore e prezzo !

    Ma fra una panda col pieno e una ferrari con cinque litri di benzina in mezzo al deserto cosa scegli ?

Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo

Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.