Reinhold Messner

Il Disertore: Messner ricorda che l’ambientalismo è una cosa seria

Un’intervista del celebre alpinista può essere l’occasione giusta per ripartire

E poi un giorno Reinhold Messner irrompe nella vita pubblica italiana con un’intervista a Repubblica che ha il merito di ricordare che cosa sia e quanto si possa ragionare e fare attorno a un tema che è in Italia è caduto nel dimenticatoio: l’ambientalismo. L’uomo che raggiunse la vetta dell’Everest nel 1978, esprime concetti che sono spariti dal lessico quotidiano della politica come ad esempio “governare il proprio destino”. Veste anche i panni del passatista («La priorità adesso è il pianeta e il prezzo da pagare è cambiare radicalmente vita»), ma sa anche fare i conti con la realtà. È tra coloro i quali hanno firmato per l’abbattimento dei lupi in Alto Adige. È tra i fautori della linea della concretezza e non quella del romanticismo che vagheggia forme di pastorizia che non esistono più.

Decreta finito il grande gioco dell’alpinismo e lo fa con cognizione di causa politica. «Le spedizione pesanti in Himalaya sono diventate turismo. Abbassare costi e difficoltà dell’alpinismo estremo si è rivelato un disastro. Interessi senza cultura assicurano che tutto è possibile ovunque per tutti». Fino alla frase clou dell’intervista, preceduta da una considerazione sugli abitanti delle montagne nepalesi che non battono i palmi dicendo “Namasté” ma stringono il loro telefonino: «L’addio a quel gesto è il congedo da una curiosità millenaria, sorgente della spiritualità. Lo sterminio sistematico della diversità è la tragedia più sottovalutata del nostro tempo».

Si può essere d’accordo o no, ma sono dichiarazioni politiche che colpiscono e che offrono una visione d’assieme che sembra scomparsa. L’intervista di Messner, che in passato è stato europarlamentare eletto come indipendente nei Verdi, dovrebbe essere l’occasione per tornare a parlare in maniera seria di ambientalismo, concetto decisamente più ampio della lotta per qualche spazio verde.

L’ambientalismo abbraccia il nostro modo di stare al mondo, è indissolubilmente legato a un’idea di futuro. È politica in purezza, in tempi in cui questa parola sembra diventata un’offesa impronunciabile.

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Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo

Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.

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