Donazioni di sangue: in Italia continuano a calare

Quello delle donazioni è un sistema virtuoso nel nostro Paese, ma i donatori continuano a diminuire

Qualche giorno fa era il World Blood Donor Day, la giornata mondiale del donatore di sangue, istituita per celebrare coloro che, volontariamente e senza essere pagati, decidono di donare il proprio sangue per salvare le vite di altre persone.

Gli italiani sono tra i migliori donatori di sangue in Europa, tra i primi posti quanto a donazioni e tra i più fedeli, come hanno rivelato diverse indagini svolte negli scorsi anni.

In questi anni però i donatori continuano a calare: nel 2017 le donazioni sono state ben 30mila in meno rispetto all’anno precedente, un calo che continua dal 2012. I dati sono stati resi pubblici dal Centro Nazionale Sangue, che ha registrato per il 2017 oltre tre milioni di donazioni, con cui sono state effettuate oltre 637mila trasfusioni. Sono stati raccolti poi quasi 830mila chili di plasma, indispensabile per la produzione di una serie di farmaci salvavita.

Presentando la situazione, si è spiegato che il sistema di compensazione tra Regioni permette di soddisfare i bisogni di tutte le Regioni italiane, ma è necessario che ognuna continui a fare la sua parte.

Proprio in questi giorni parte la campagna “Esserci per qualcun altro”, ispirata a quella lanciata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’obiettivo è quello di sensibilizzare anche i più giovani per evitare che la popolazione dei donatori “invecchi” troppo, perché il numero dei donatori continui ad aumentare e per insegnare ai ragazzi un atto di solidarietà volontario che fa bene alla società e a ognuno di noi, che in caso di bisogno, sapremo di poter contare su qualcuno.

Nella foto, due donatori volontari dell’Avis agli albori delle pratiche di donazione negli anni ’60

Nella foto, due donatori volontari dell’Avis agli albori delle pratiche di donazione negli anni ’60

 

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Margherita Aina

Margherita Aina

Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi

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Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi