Eco-Fashion Day, quando la moda è anche sostenibilità

Sei consapevole dei vestiti che indossi? Sapresti indicare la provenienza degli abiti che acquisti? Hai mai pensato se nella produzione sono state rispettate le norme lavorative, i diritti dei lavoratori o si è fatto ricorso a delocalizzazioni selvagge senza considerazione dell’ambiente?

Alla base della prima edizione dell’Eco-Fashion Day c’è questa riflessione! La giornata dedicata alla moda etica ha avuto luogo giovedì 12 aprile 2018 al Palazzetto Rosso di Genova accendendo i riflettori su questi delicati temi sempre più attuali, sensibilizzando e informando attraverso una tavola rotonda di esperti seguita da una sfilata di fashion brand eco sostenibili.
Organizzata da Sarsì – Laboratorio sartoriale, tessuti ecologici e filiere etiche, che utilizza materiali certificati nel rispetto delle norme di sostenibilità ambientale che si oppongono alle pratiche di sfruttamento del lavoro e Alliance Française de Gênes, sezione genovese dell’associazione fondata nel 1883 promotore della lingua francese e delle culture francofone nel mondo.

La manifestazione ha posto l’attenzione sul tema della moda sostenibile, ricordando le criticità emerse negli ultimi decenni: pessime condizioni dei lavoratori, sfruttamento del lavoro minorile, ricorso a materiali inquinanti e il diffondersi del fast fashion con il suo conseguente accumulo di rifiuti. 

L’evento ha visto la partecipazione di esponenti del settore tra cui: Zoe Romano, fondatrice del WeMake di Milano, esperta sul tema della tecnologia digitale come opportunità della moda; Pigna Mon Amour, realtà legata all’artigianato e alla sartoria sviluppata nell’ambito del progetto Art Lab Net del Dipartimento Architettura e Design di Genova, approfondendo come la moda possa fungere da mezzo di riqualificazione urbana; Radice Comune, spazio aperto in cui artisti e artigiani possono sviluppare idee e condividere esperienze per diffondere i valori di una creatività sensibile, ponendo l’attenzione sul tema della sostenibilità come mezzo di coniugazione tra artigianato e innovazione; i responsabili di Creazioni al Fresco, impegnati in attività legate alla moda con le detenute del carcere di Pontedecimo, hanno trattato il tema della moda come strumento di emancipazione, seguito dall’intervento del Centro antiviolenza Pandora e del brand Sarsì – Fatto con le mani. Da New York Camilla Mendini, graphic designer e appassionata di moda, prima Youtuber italiana a parlare di sostenibilità.

Successivamente al dibattito ha avuto luogo la sfilata multi-brand che ha visto scendere in passerella l’organizzatore Sarsì;  LaMafalda, i cui capi prodotti a mano si contraddistinguono per semplicità e carattere; LABITO, laboratorio artigianale di produzione di abiti dai tagli minimal con una coniugazione unica di colori e materiali; IUTY – It’s Up To You, il brand vegan fashion attento all’aspetto umano e sostenibile della moda; Parpaja sartoria creativa e refashion, laboratorio nel quale si producono capi e accessori ecosostenibili.

Eventi come l’Eco-Fashion Day pongono una reale attenzione a quelli che sono i bisogni del nostro tempo: maggiore attenzione al pianeta, rispetto dei diritti della persone e degli animali. Indirizzano e sensibilizzano a fare scelte più etiche di acquisto, facilitando nella ricerca di eco brand certificati per far in modo che tutti, anche nel nostro piccolo, possiamo contribuire a fare la differenza.

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Collabora con People For Planet come social media manager e content analyst

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