Elezioni: ma l’ambiente ha vinto o ha perso?

Questa volta si sa chi ha vinto e chi ha perso, anche se non si sa chi farà il Governo. Ma per l’ambiente come è andata? Ha vinto o ha perso?

Le cose stanno cambiando. A differenza del passato, assieme a chi ha vinto c’è anche chi riconosce di aver perso.
E l’ambiente? Non è stato certo tra i temi centrali della campagna elettorale (anzi, in pratica non se ne è quasi parlato) ma nei programmi in un modo o nell’altro era comunque presente. Vediamo allora, simulando che ci si possa fidare dei programmi, cosa ci possiamo aspettare, andando a sbirciare in quello che hanno scritto i partiti, i vincitori e gli sconfitti. E’ un tema che prima delle elezioni avevamo già affrontato e che qui in parte riprendiamo ma che adesso possiamo guardare con occhi diversi, ora che sappiamo quali partiti entreranno in Parlamento e quali, almeno sulla carta, si possono candidare a governare il Paese.

I vincitori.

Il centrodestra. Il centrodestra non sembra appassionarsi molto al tema. Lo testimonia già la collocazione nel programma: la tutela dell’ambiente è al decimo e ultimo punto. E francamente non si dice molto: si parla genericamente solo di “sostegno alle energie rinnovabili” e “risparmio energetico ed efficientamento della rete”.
I 5 stelle. Hanno preparato un documento di 180 pagine sull’ambiente. Innanzi tutto le bonifiche con la promessa di accelerarle, e una sezione a parte per la “terra dei fuochi”. Poi i rifiuti: si va dalla detassazione dei prodotti riciclati al blocco della costruzione di nuovi inceneritori. Al punto successivo troviamo l’acqua: un fondo da 500 milioni per ridurre le perdite della rete idrica. Dove si affronta il dissesto del territorio si prevede un censimento del patrimonio edilizio, mentre nel capitolo mobilità si annunciano investimenti per favorire gli spostamenti in bici. No alle trivellazioni e in particolare al fracking, la tecnica della fratturazione idraulica che preoccupa gli ambientalisti. Ultima segnalazione sui cambiamenti climatici: il Movimento 5 Stelle parla di formazione nelle scuole, oltre che di fondi alle Università che si occupano del problema e di impegno per il riconoscimento dei rifugiati ambientali che scappano da zone diventate inabitabili.

Gli sconfitti.

Il PD. Per il Partito Democratico, in un manifesto presentato in assemblea nazionale, la “sostenibilità ecologica dello sviluppo e della società” è la quarta di otto “idee fondamentali” elencate nel testo. Il PD parla di diminuzione delle tasse sui prodotti riciclati, e poi di de-carbonizzazione del Paese entro il 2050, di potenziamento dell’ecobonus e di obiettivi di sostegno alla mobilità elettrica e lotta al dissesto idrogeologico. Gli altri partiti della coalizione del centrosinistra (tra cui Insieme in cui erano presenti anche i Verdi e +Europa) non hanno raggiunto il quorum e quindi le loro proposte sono rinviate alla prossima tornata elettorale.
Liberi e Uguali. Il programma di questo partito prometteva due milioni e 700mila posti di lavoro grazie a investimenti nelle energie rinnovabili. Le linee programmatiche presentate da Rossella Muroni (ex presidente di Legambiente) comprendono un “grande piano verde”, secondo punto dei sette contenuti nel documento. All’interno l’impegno a rilanciare il sistema dei parchi, combattere il consumo di suolo e costruire un’Italia carbon-free entro il 2030.

Fin qui i partiti che hanno raggiunto il quorum come coalizione o come lista. Tutti gli altri (oltre ai già citati, per esempio Potere al Popolo) non hanno superato la soglia di sbarramento del proporzionale.

I partiti e le “3 leggi facili” proposte da People For Planet.

Il 29 gennaio, in occasione del lancio del magazine online, abbiamo proposto un Manifesto con “3 leggi facili”: sul controllo ex ante dei contratti al pubblico; sui filtri per le microfibre che inquinano l’ambiente; sulla vendita dei farmaci sfusi. Queste tre ipotesi di legge, oltre ad essere state sottoscritte spontaneamente tra gli altri anche da alcuni candidati alle elezioni, sono state proposte anche ai partiti perché le sostenessero nel prossimo Parlamento. Tra quelli che l’hanno sottoscritto uno, Liberi e Uguali, sarà presente nelle future Camere.
E’ già un inizio. A Camere insediate cominceremo la caccia ai parlamentari perché lo sostengano. L’ambiente ha bisogno di chi faccia lobbying nel suo interesse!

FONTI:
http://www.forzaitalia.it/speciali/Programma_centrodestra_condiviso_10_PUNTI.pdf
https://www.movimento5stelle.it/programma/ambiente.html
https://www.partitodemocratico.it/news/manifesto-italia-2020-costruiamola-insieme/
http://liberieuguali.it/relazione_rossella.pdf

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Bruno Patierno

Bruno Patierno

Project Manager di People For Planet

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