Farmaci inutilizzati non scaduti: recuperarli è possibile. Ecco come

Contro lo spreco di farmaci recuperare quelli inutilizzati e ancora non scaduti è possibile.

L’attività, promossa dalla Fondazione Banco Farmaceutico, viene svolta da una rete di farmacie in diverse città d’Italia

Quante persone hanno in casa propria confezioni di farmaci solo parzialmente utilizzate? E quante volte questi medicinali ancora validi rimangono inutilizzati o vengono gettati via? Uno spreco enorme di risorse, senza dimenticare le conseguenze prodotte sull’ambiente dal loro smaltimento – che non sempre viene svolto nel modo corretto.

In attesa che in Italia si arrivi a vendere farmaci sfusi come già accade in altre nazioni, così da avere a disposizione il preciso numero di dosi che consenta di portare a termine la cura in base alla prescrizione medica e, quindi, senza eccedenze (argomento molto sentito da People for Planet, che per informare e sensibilizzare sull’argomento ha all’attivo una  campagna a favore dei farmaci sfusi), un passo da fare nella direzione di un consumo di farmaci più responsabile è recuperare quelli inutilizzati, ma ancora validi: nel nostro Paese è possibile grazie al progetto “Recupero farmaci validi non scaduti” promosso dalla Fondazione Banco Farmaceutico, organizzazione nata nel 2000 per contrastare la povertà sanitaria.

Nuova vita ai farmaci

I farmaci raccolti tramite questa iniziativa vengono destinati a persone indigenti che non avrebbero altrimenti possibilità di accedere alle cure: consentire a coloro che vivono in situazioni di disagio economico di curarsi e, allo stesso tempo, evitare sprechi e costi per tutta la collettività – poiché il medicinale inutilizzato produce inquinamento anche quando viene smaltito correttamente – è un duplice risultato che potrebbe fare la differenza. Come spiega in una lettera Sergio Daniotti, Presidente Fondazione Banco Farmaceutico onlus, “in 10 città e provincie italiane, all’interno delle farmacie che aderiscono all’iniziativa, sono posizionati appositi contenitori di raccolta facilmente identificabili in cui ognuno, assistito dal farmacista, può donare i medicinali di cui non ha più bisogno. E’ un modello che non ha uguali in Europa riconosciuto, oltre che dalla legge, anche da convenzioni con ASL, ospedali, case di riposo e da donatori istituzionali e privati”.

Un progetto nato nel 2013

Il progetto, nato 5 anni fa, può ancora crescere molto e aumentare il numero di città e farmacie coinvolte: a oggi, infatti, l’iniziativa è attiva nelle città e nelle province di Torino, Milano, Monza e Brianza, Roma, Verona, Mantova, Varese, Macerata e Rimini, per un totale di circa 300 farmacie. Un’iniziativa che non solo evita enormi costi e sprechi per tutta la collettività, ma fa sì che molte persone che non possono permettersi di acquistare medicinali possano curarsi lo stesso.

 1,6 milioni di euro in un anno

Nel solo 2017 il Recupero farmaci validi non scaduti ha permesso di raccogliere oltre 113.400 confezioni di medicinali per un valore economico superiore a 1,6 milioni di euro. Dal 2013 a oggi sono state recuperate oltre 418.600 confezioni, per un valore economico pari a più di 5,7 milioni di euro.

Quali farmaci possono essere donati

Possono essere recuperati medicinali con almeno 8 mesi di validità, correttamente conservati nella loro confezione originale integra, con l’esclusione dei farmaci che richiedono conservazione a temperatura controllata, quelli ospedalieri (fascia H) e appartenenti alla categoria delle sostanze psicotrope e stupefacenti.

Come aderire all’iniziativa

All’interno delle farmacie che aderiscono all’iniziativa sono posizionati appositi contenitori di raccolta facilmente identificabili in cui chiunque, assistito dal farmacista, può donare i medicinali di cui non ha più bisogno. Sono i farmacisti a controllarne scadenza e integrità e, se il farmaco risulta idoneo alla donazione, viene apposta sulla confezione un timbro (o uno sticker) riportante la dicitura “Banco Farmaceutico. Farmaco donato. Vietata la vendita”. Gli enti e le farmacie aderenti al progetto sono consultabili cliccando sul link della singola città.

credit foto: ©grafikplusfoto – Fotolia.com

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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