Una fragola pesa cinque chili più di una mela

Inquinamento: quanto pesano i nostri comportamenti quotidiani?

I livelli di anidride carbonica nell’aria sono sempre più alti e abbiamo da poco superato un nuovo record. “Ma cosa posso farci io? Ci devono pensare le amministrazioni, le industrie….  Io sono già molto attento a usare poco l’auto, non posso fare nient’altro”. Questo è solitamente il nostro commento al centesimo servizio al telegiornale sull’aumento dei gas che causano effetto serra.

Ma siamo davvero sicuri di non poter fare nulla come singoli cittadini? Il nostro pensiero va subito all’uso dell’auto, ma in realtà quasi ogni nostra azione richiede uso di energia, e per crearla si produce anidride carbonica. E non poca: stiamo parlando di chili al giorno, tonnellate all’anno, prodotti da una singola persona.

Due “profili” di cittadini

Per averne un’idea possiamo riprendere un lavoro di qualche anno fa, in cui David McCandless, giornalista inglese esperto nell’interpretazione di dati, ha messo insieme dati Unesco con quelli della Environmental Protection Agency e della Energy Information Administration Usa, componendo due profili di cittadini con “consapevolezza carbonica” diversa: uno “consapevole”, cosciente del potenziale inquinante di quasi tutte le sue attività e che regola il suo comportamento di conseguenza, e uno “disattento” alle emissioni che la serie di sue attività comporta.

L’attenzione nel cibo…

Qualche esempio: il cittadino “disattento” fa uno spuntino con le fragole fuori stagione, quindi importate o cresciute artificialmente, e di conseguenza libera nell’atmosfera 5,75 kg di anidride carbonica. Il suo omologo “consapevole” ha scelto una mela, e ne emette solo 0,5. Sappiamo tutti che è meglio la frutta di stagione, ma potevamo immaginare che tra una fragola e una mela ci fosse una differenza di più di 5 kg di inquinanti?

… nell’uso degli elettrodomestici

Quando fa il bucato, il cittadino “disattento” regola la lavatrice a 90 gradi (1 kg di Co2 emessa) e poi mette i panni nell’asciugatrice, che produce 2,4 kg di Co2. Il suo concittadino “attento” ha fatto la lavatrice a 60 gradi, una differenza di 30 gradi che permette di produrre solo 0,5 kg di Co2. Per asciugare i panni, li ha stesi fuori: emissioni zero. Solo l’attività del bucato comporta quindi una differenza di emissioni di quasi 3 kg tra il cittadino “disattento” e quello “consapevole”.
La lavastoviglie del cittadino “disattento” è in classe di consumo D: consuma più elettricità della lavastoviglie del cittadino “consapevole”, che è in classe A. Per produrre elettricità si immette Co2 in atmosfera. Alla fine si può calcolare che la lavastoviglie del “disattento” ha prodotto 1 kg di Co2 e quella del “consapevole” solo mezzo.
Il cittadino “disattento” ha dimenticato acceso il pc di notte, che ha consumato elettricità e quindi 0,8 kg di Co2. Ha anche lasciato il televisore in standby (0,05 kg di Co2 prodotta) e il caricabatterie inserito nella presa (0,19 kg di Co2). Il cittadino “consapevole” è meno smemorato e ha staccato tutto: di nuovo emissioni zero.

… e nell’utilizzo dell’acqua

I due cittadini fanno la doccia, ma il cittadino “disattento” ha una vecchia doccia, mentre il cittadino “consapevole” ha montato un soffione a risparmio idrico: la prima consuma più acqua e quindi causa la produzione di 2,8 kg di Co2, la seconda solo 1,3 kg.

Quanto pesano questi comportamenti?

Si tratta di esempi di comportamenti-tipo che, quando si aggiungono ad altri, come la scelta di usare o meno l’auto per recarsi al lavoro, mostrano che il cittadino “disattento” produce al giorno più di 38 kg di anidride carbonica, mentre quello consapevole ne produce solo 16 kg. Moltiplicato per un anno, si tratta di circa 14 tonnellate di anidride carbonica emessa in atmosfera grazie a comportamenti “disattenti”, contro le 6 tonnellate emesse dal cittadino che si comporta consapevolmente. Una differenza di 8 tonnellate all’anno.

Tutti noi conoscevamo questi buoni comportamenti, ma sapevamo che “pesavano” ben 8 tonnellate? Un peso per l’ambiente, la salute ma anche per il portafoglio. Insomma, finito di leggere questo articolo, alzatevi a andate staccare quel caricabatterie che giace nella presa da questa estate.

Fonti:

David McCandless, “Information is beautiful”, edizioni BURextra, 2011
Unesco: http://www.unesco.org;
United States Environmental Protection Agency: https://www.epa.gov;
U.S. Energy Information Administration: https://www.eia.gov

 

Margherita Aina

Margherita Aina

Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi

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Margherita Aina

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Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi