Inquinamento plastica

Il ministro dell’Ambiente Costa: «Vietare bottiglie di plastica negli edifici pubblici»

Stop alle confezioni di plastica negli uffici e palazzi pubblici, l’acqua come bene accessibile per diritto a tutti.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa lo ha proposto nell’ambito del dibattito sulla revisione della direttiva acque potabili al Consiglio ambiente Ue di Lussemburgo, responsabile della politica ambientale dell’Unione Europea, che comprende la protezione dell’ambiente, l’uso prudente delle risorse e la protezione della salute umana.

La proposta, di estrema attualità, si sposa perfettamente con le nuove politiche UE per ridurre, limitare, disincentivare l’uso e la produzione delle plastiche monouso. Recentemente lunedì 28 maggio 2018 abbiamo assistito a uno dei primi (ci auguriamo di una lunga serie) successi: è stata varata la proposta di direttiva che ha messo al bando la commercializzazione di 10 oggetti monouso in plastica.

“Dobbiamo liberarci del monouso e dell’usa e getta e credo che le istituzioni siano le prime a dover dare il buon esempio” spiega Costa nel suo dibattito dove il ministro ha riportato l’attenzione anche sul tema “acqua potabile” sottolineando che è “Essenziale che l’Ue garantisca il diritto all’acqua potabile e l’accesso all’acqua a tutti”. Partendo dal presupposto che l’acqua sia un bene comune e in quanto tale non oggetto di mercificazione, secondo il ministro, la fornitura e la gestione delle risorse idriche non devono essere soggette alle logiche del mercato unico e i servizi idrici devono essere esclusi da qualsiasi liberalizzazione. La bozza della proposta presentata alla Commissione UE lo scorso febbraio ha l’obiettivo di rendere l’acqua dal rubinetto più sicura e accessibile, informare e sensibilizzare i cittadini in modo da renderli più consapevoli e attenti a risparmiare su bollette e bottiglie di plastica, inoltre prevede modifiche delle regole per i materiali da costruzione a contatto con l’acqua potabile che la Commissione suggerisce di modificare per motivi di mercato interno.

(Video intervista Costa)

Migliorando la qualità dell’acqua del rubinetto si potrebbe incentivarne l’uso riducendo conseguentemente i consumi dell’acqua in bottiglia e i rifiuti in plastica che ne derivano. Questa combinazione però non è per nulla scontata, purtroppo i dati sono tutt’altro che positivi: secondo l’Istituto Superiore della Sanità il 99% degli italiani ha accesso all’acqua potabile, eppure siamo il terzo Paese al mondo nel consumo di acque minerali.

 

Commenta con Facebook
Claudia Faverio

Claudia Faverio

Collabora con People For Planet come social media manager e content analyst

commenta

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Collabora con People For Planet come social media manager e content analyst