Infant Jarvik 2015 mini cuore artificiale

Impiantato mini-cuore artificiale: salva bimba di tre anni

La vita di una bimba di tre anni in attesa di un trapianto di cuore è stata salvata dall’impianto di un cuore artificiale in miniatura (15 millimetri per 50 grammi di peso).

L’operazione, la seconda al mondo di questo tipo, è stata eseguita all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Il mini cuore artificiale

La pompa cardiaca miniaturizzata (Infant Jarvik 2015) per l’assistenza ventricolare è stata sviluppata con i fondi del National Institute of Health all’interno del programma statunitense PumpKIN (Pumps for Kids, Infants, and Neonates), promosso dal National Heart Lung and Blood Institute ed è ancora in fase di sperimentazione: i trial clinici partiranno infatti prossimamente negli Stati Uniti. Per poter utilizzare il mini-dispositivo l’ospedale romano ha ottenuto l’autorizzazione straordinaria dalla Food and Drug Administration statunitense e dal Ministero della Salute italiano.

Una svolta nella cardiochirurgia pediatrica

Fino a oggi per i bambini più piccoli (meno 25 kg di peso) in attesa di trapianto a causa di anomalie cardiache congenite o insufficienze cardiache severe l’unico modello di cuore artificiale disponibile era un dispositivo para-corporeo. Il mini-cuore artificiale impiantato nella bimba è invece un modello intratoracico, alimentato da una batteria esterna, che dà il vantaggio di non obbligare i piccoli pazienti all’ospedalizzazione fino al momento del trapianto. “Se le premesse di minore frequenza di patologie e minore mortalità verranno confermate dai clinical trial che inizieranno entro quest’anno, si tratta di una vera rivoluzione nel mondo dell’assistenza meccanica pediatrica – spiega Antonio Amodeo, cardiochirurgo a capo dell’equipe che ha eseguito l’intervento –.  Negli ultimi 20 anni, infatti, per i piccoli pazienti è stato disponibile un solo modello di cuore artificiale para-corporeo,  che se da un lato faceva registrare un 70% di sopravvivenza , dall’altro non permetteva la dimissione a casa dei pazienti. Adesso, invece, sarà possibile dimettere i piccoli operati dopo l’intervento, permettendo loro di reinserirsi nel tessuto sociale e familiare in attesa del trapianto di cuore”.

Come funziona il mini-cuore artificiale

Il mini-cuore artificiale, lungo 5 cm e con un diametro di 15 mm, viene posizionato dal cardiochirurgo nel ventricolo sinistro per supportare il cuore malato. La batteria che alimenta il dispositivo, che può essere sostituita e ricaricata, garantisce una autonomia di diverse ore; è questa a trasmettere energia al cuore malato attraverso un connettore posizionato sull’addome a pochi centimetri dall’ombelico.

Due autorizzazioni

Nei 14 anni del progetto PumpKIN, la FDA ha concesso solamente due autorizzazioni per l’uso compassionevole del mini-cuore artificiale, entrambe all’ospedale Bambino Gesù di Roma. La prima, nell’aprile del 2012, riguardava il prototipo dell’Infant Jarvik e il “via libera” all’impianto fu concesso per salvare la vita di un bambino di 16 mesi in attesa di un trapianto di cuore. La seconda autorizzazione è quella rilasciata all’inizio di quest’anno che ha permesso di salvare la vita della piccola paziente di tre anni ricoverata dallo scorso luglio nel dipartimento di cardiologia pediatrica dell’ospedale.

Il programma PumpKIN 

Scopo del programma PumpKIN è quello di mettere a punto il primo dispositivo miniaturizzato di assistenza ventricolare intracorporeo (VAD) per i bambini più piccoli (sotto i 25 chili di peso) tra quelli in attesa di trapianto, per i quali i dispositivi già esistenti non risultano purtroppo appropriati.

Mini cuore artificiale Infant Jarvik 2015

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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