Insieme senza muri Ricetta di Milano

Insieme senza muri

Milano propone la sua ricetta per una città inclusiva

Una tavolata-record al Parco Sempione, con 10 mila commensali, lunga quasi 3 km, con cibi da tutto il mondo: ognuno portava qualcosa da condividere con gli altri. Cibo come simbolo di cultura, di scambio, di convivialità. Prima e dopo una festa, spettacoli, musica, dj set e interventi delle tante associazioni che hanno aderito al mese di eventi promosso dall’assessorato alle politiche sociali del Comune di Milano.

Il mega pranzo di oggi andava a chiudere un mese di eventi per promuovere quella che è la Ricetta di Milano per l’inclusione: un percorso complesso ma che in questa città ha spesso portato esiti positivi. “Milano le paure le gestisce, non le butta addosso agli altri” – ha detto il sindaco Giuseppe Sala dal palco – “Milano non ha paura della diversità, ma ci costruisce sopra il futuro, lo facciamo da 26 secoli: questa magnifica città è arrivata dove è arrivata integrando e mettendo assieme le qualità di tutti noi. Quindi affrontiamo le nostre paure e amiamo la diversità. Noi ovviamente siamo qui per dire dei no, ma in sé questi non bastano, serve costruire e avere una proposta. Non saremo mai accondiscendenti verso un atteggiamento che sta dilagando da Trump all’Europa. Non possiamo accontentarci di sentirci diversi, questo è il momento di allontanare da noi il senso di superiorità morale. Dobbiamo tirare fuori le nostre idee, che ognuno faccia la sua parte”.

“Milano è una città che, ricordiamoci, ha il 20% di immigrati, voglio dimostrare nei fatti qual è il valore dell’integrazione” – ha aggiunto il sindaco. Nel mese trascorso, i vari municipi milanesi hanno ospitato incontri, feste, proiezioni di film a tema, organizzati dalle tante associazioni che hanno aderito, dai circoli culturali, dalle comunità delle tante etnie che ospita questa città.

Non sappiamo se la ricetta di Milano sia quella giusta perché è una ricetta che si sta ancora scrivendo. Immigrazione è sinonimo di complessità. E quello che non si può negare è che Milano sia una città che ha sempre gestito la complessità, una città difficilmente inquadrabile, in cui gli stessi abitanti dicono che si vive bene e si vive male allo stesso tempo. Una città che ha ancora tanti problemi, soprattutto nelle periferie, ma che in questi anni è cresciuta globalmente perché i sindaci che si sono avvicendati hanno costruito sulle basi lasciate dalle giunte precedenti, anche se di colori diversi.

La ricetta milanese allora pare essere questa: cominciare dal concetto che al giorno d’oggi non ci si può permettere di semplificare e si cresce solo se si collabora per comprendere e gestire la complessità, senza urlarsi addosso.

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Margherita Aina

Margherita Aina

Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi

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Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi