La Ciclofficina Tr22o di Crotone

Formata da ragazzi under 35, la Ciclofficina Tr22o di Crotone rappresenta un esempio di associazione che coniuga impegno sociale e rispetto dell’ambiente. Ma è anche molto di più: bike sharing, assistenza tecnica, riciclo creativo. Insomma, un laboratorio innovativo nel quale nascono pezzi unici e idee brillanti.

Non chiamatela solo ciclofficina

“Chi pedala cambia il mondo dolcemente”. Quello che potrebbe sembrare un semplice slogan, in realtà, è molto di più: una teoria, come quella declinata da Giammarco Ercole nel suo libro “Andare in bici”, o un principio da seguire, come quello contenuto nel manifesto di Cyclo Pride Italia.
A Crotone, per i ragazzi di Ciclofficina Tr22o, quelle sei parole sono una vera e propria fonte di ispirazione.

Basta andare a trovarli nella sede dell’associazione, guardarsi intorno e fare due chiacchiere con loro per capire quanto semplicistica sia l’idea che comunemente abbiamo della bicicletta. Che non è solo un mezzo di trasporto.

“Per noi è uno strumento per veicolare messaggi al territorio, per sensibilizzare istituzioni e cittadini su temi importanti come il rispetto dell’ambiente e lo sviluppo di una mobilità sostenibile” sottolinea il vicepresidente dell’associazione, Giuseppe Scali.
E aggiunge uno dei suoi fondatori, Giuseppe Aiello: “Potevamo essere una semplice ciclofficina, invece abbiamo voluto creare un’associazione culturale perché siamo convinti che a questo nostro territorio serva proprio una rivoluzione culturale, che parta dai giovani e coinvolga le istituzioni”.

Ci crede ancora, Giuseppe Aiello. Crede che anche in questo lembo di terra calabra le cose possano cambiare. Una rivoluzione, appunto, in una città, quale è Crotone, ricca di contraddizioni: grazie alle innumerevoli bellezze naturalistiche, architettoniche, storiche e culturali, potrebbe vivere di solo turismo eppure resta relegate al fondo di ogni classifica nazionale ed europea per ricchezza e occupazione.

Da queste parti, il dramma si chiama disoccupazione giovanile ed è per questo che l’idea di questi ragazzi assume i connotati di una sfida ambiziosa, quasi visionaria. Sia perché hanno deciso di restare nella loro “povera” terra, sia perché vogliono investire in settori innovativi come il riciclo creativo – in un territorio che attende la bonifica delle ex aree industriali da oltre 20 anni e con la raccolta differenziata ferma all’11,90% (dati Arpacal, novembre 2016) – o la mobilità sostenibile, in una città che non ha infrastrutture e vie di collegamento adeguate.

L’idea di Ciclofficina Tr22o

L’idea embrionale di Ciclofficina Tr22o nasce a Cosenza, dove due dei soci fondatori, Giuseppe Aiello e Giuseppe Macirella, avviano una prima realtà che si occupa di riparare ma anche realizzare biciclette, mettendo insieme diverse componenti recuperate da vecchie bici. La città bruzia, che li ospita per motivi di studio, dà loro molte soddisfazioni, qui costruiscono 12 modelli originali e diventano un punto di riferimento per appassionati del genere.

Tre anni fa, Aiello rientra a Crotone e Macirella si trasferisce a Perugia per continuare gli studi. La distanza non allenta il legame, né diminuisce la passione per la due ruote. Anzi, dall’incontro con altri ragazzi crotonesi – Giuseppe Scali, Fabio Todarello, Vincenzo Macirella e Gerardo Cusato –  pieni di idee ed entusiasmo come loro, nasce ufficialmente l’associazione culturale, che si occuperà anche di sviluppo e salvaguardia del territorio.

Nella casa di Ciclofficina Tr22o è racchiuso un mondo, 500 metri quadrati – concessi in comodato d’uso in un edificio che ospita altre associazioni e cooperative sociali – in cui trovano spazio un’officina, un’area fai-da-te, un’area relax e ovviamente il parco bici in dotazione

La realtà odierna

Guardandosi intorno in questo vecchio deposito rinato e rimesso a nuovo – “grazie al prezioso aiuto di Sara Greco e Fabio Amoruso” – è facile scorgere anche curiosi oggetti d’uso comune realizzati recuperando componenti di vecchie bici destinate a finire tra i rifiuti. Così un pezzo di una vecchia catena da bici è diventato un portacandele, una ruota si è trasformata in lampada e un’altra in un orologio da parete. Insomma, Ciclofficina Tr22o è anche laboratorio di riciclo creativo.

Questo vizio di smontare vecchie bici e crearne delle nuove accomuna molti degli associati, che ad oggi sono circa un centinaio. “Chi tra i nostri soci ha le competenze, viene qui e sa che trova attrezzi e componenti per riparare la propria bici o montarne una completamente nuova” raccontano i due soci fondatori. In questo modo si abbattono i costi sia per la manutenzione che per l’acquisto di una due ruote.

Al momento, nella sede dell’associazione, ci sono circa una cinquantina di biciclette, la maggior parte delle quali – a pedalata assistita – concesse dal Comune di Crotone, che ha affidato a Ciclofficina Tr22o la gestione del “Park & Ride”, un servizio di bike sharing in una zona centrale della città. Le restanti sono di proprietà e vengono utilizzate per il noleggio, la vendita o per escursioni organizzate.

Tra le bici presenti in casa Ciclofficina Tr22o, una svetta letteralmente su tutte, la tall bike. Si tratta di un pezzo unico realizzato con due telai di bicicletta saldati uno sull’altro. Grazie a qualche piccola modifica, la bici è perfettamente funzionante ma destinata a veri esperti visto che ha un’altezza di circa un metro e sessanta. Dimensioni, a quanto pare ridotte, per il suo genere: in America esistono modelli di tall bike che superano anche i due metri.

All’appello mancano alcune delle biciclette costruite negli ultimi tre anni. Alcune, i ragazzi di Ciclofficina Tr22o le hanno donate a bambini le cui famiglie vivono in condizioni economiche disagiate. Un gesto sincero, partito dal cuore perché “non è giusto che siano i bambini a pagare il prezzo della crisi economica o della povertà sociale”. Altre ancora sono state donate a Terre Joniche, la cooperativa aderente a Libera, che gestisce i terreni confiscati alla ‘ndrangheta a Isola di Capo Rizzuto, in collaborazione con la quale sono stati realizzati diversi progetti e molti altri sono già in cantiere.

Crotone, bicicletta e serie A? Una connessione c’è…

I ragazzi dell’associazione, dunque, sognano una Crotone da serie A sul piano culturale, sociale, ambientale. Ma per ora la massima serie è stata raggiunta solo dalla locale squadra di calcio. Una grande occasione per una città che sperava in un riscatto di immagine e un ritorno economico grazie alle prodezze sportive dell’F.C. Crotone.

Il primo anno tra le grandi non è stato semplice per i rossoblu, che hanno rischiato di retrocedere. “Se ci salviamo vado in bici da Crotone a Torino” disse poco prima della fine del campionato l’allenatore, Davide Nicola, in una intervista. “E noi veniamo con te” risposero quasi per gioco i ragazzi di Ciclofficina Tr22o su Facebook. Il caso ha voluto che il Crotone si salvasse e Nicola ha mantenuto la sua promessa realizzando la pedalata della salvezza attraversando l’Italia sulla due ruote. A seguire il mister per un supporto tecnico, Giuseppe Scali e Giuseppe Macirella. “Un’esperienza faticosa ma indimenticabile” racconta ancora emozionato il presidente.

Pedalando verso una rivoluzione culturale

Torniamo alle nostre biciclette: Ciclofficina Tr22o è un luogo di aggregazione per esperti e appassionati ma non solo: c’è anche chi si è avvicinato all’associazione completamente inesperto.
“Io stesso non sapevo pedalare” ammette Scali con un sorriso. E come lui, tanti altri si sono avvicinati alla bicicletta in età avanzata proprio grazie a Ciclofficina Tr22o, scoprendo che la città può apparire diversa se guardata in sella a una bici.

E Crotone potrebbe essere davvero un modello di città bike friendly. Il suo clima mite tutto l’anno e la sua conformità pianeggiante la rendono ideale per pedalate quotidiane.

E’ quello che l’associazione cerca di far capire a cittadini e istituzioni. Anche perché “l’utilizzo della bicicletta ha un impatto positivo, spesso sottovalutato, su quattro macro aree: viabilità, ambiente, salute ed economia” spiega Giuseppe Scali.
“Più biciclette in giro significa meno automobili sulle strade, quindi traffico decongestionato e riduzione di emissione di CO2 nell’ambiente. Pedalare, inoltre, fa bene alla salute e aiuta tenersi in forma”. Infine, chi usa la bicicletta ottiene benefici anche per le proprie tasche perché “risparmia sull’acquisto di carburante e sui costi di manutenzione del mezzo”.

 

 

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Francesca Caiazzo

Francesca Caiazzo

Giornalista freelance, si occupa di comunicazione ed
editoria online

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