Per le zanzare è una “questione di sangue”

Pungono per mandare avanti la specie…

Ma sono fastidiose e possono dare reazioni allergiche

E, poiché sono in grado di trasmettere malattie, l’uomo ha messo a punto nel tempo diversi sistemi per difendersi da questi insetti. Ecco come funzionano repellenti e insetticidi compresi quelli biologici, che ci proteggono senza gravare sull’ambiente

Le zanzare hanno bisogno del nostro sangue per nutrire le loro larve e farle crescere, per permettere loro di svilupparsi e diventare adulte. Le uniche a pungere sono le femmine, che sono le sole responsabili della deposizione delle uova e della loro cura: ogni volta che uccidiamo una zanzara, quindi, non facciamo altro che eliminare una madre di famiglia che sta solo cercando di procurarsi nutrimento per i suoi piccoli. Può suonare crudele, ma è proprio questo che accade.

Sistemi anti-zanzare

Poiché però, oltre a essere fastidiose e a provocare reazioni allergiche in diverse persone, alcune specie possono risultare pericolose per l’uomo perché portatrici di malattie anche gravi come la malaria, per limitare il più possibile l’incontro con le zanzare l’uomo ha messo a punto nel tempo diversi sistemi: dalle barriere meccaniche come le zanzariere, all’uso di sostanze zanzaricide in grado di uccidere questi insetti, all’impiego di repellenti per tenerle lontane.

Gli insetticidi chimici

Due sono le tipologie di sostanze zanzaricide chimiche in grado di eliminare le zanzare: quelle che agiscono sulle larve (larvicidi) – funzionano soprattutto per ingestione, ovvero vengono inserite nell’acqua in cui vivono le larve che, una volta filtrata, risulta letale – e quelle che agiscono sulle zanzare adulte (adulticidi) – che funzionano perlopiù per contatto, in seguito al quale la zanzara adulta muore. “I larvicidi funzionano in maniera molto mirata e bastano pochi grammi di prodotto per debellare interi focolai di zanzare – spiega Claudio Venturelli, entomologo dell’Ausl Romagna – , mentre le sostanze adulticide per agire devono essere impiegate in grandi quantità, con spese economiche più alte e maggiore impatto sull’ambiente, senza contare la minore efficacia rispetto ai larvicidi”.

L’impatto sull’ambiente: oggi meglio di ieri

L’impatto sull’ambiente dovuto all’utilizzo di queste sostanze non è di poco conto, se si considera che soprattutto delle sostanze adulticide viene fatto un ampio uso a livello urbano per le disinfestazioni delle città, con utilizzo di grandi quantità di prodotti diverse volte all’anno, e in ambito agricolo per bonificare aree a rischio. “In passato gli insetticidi chimici prodotti erano tutti ad ampio spettro e dunque a maggior impatto sull’ambiente, come il famoso Ddt, il cui uso ha comportato la rarefazione di alcune specie di insetti non nocivi. Adesso la ricerca si sta specializzando nella messa a punto di insetticidi più selettivi, mirati all’eliminazione delle sole zanzare, ad esempio  mediante l’arresto del processo di crescita, a tutto vantaggio dell’ambiente”, spiega Venturelli.

Gli insetticidi biologici

Per debellare le zanzare senza nuocere all’ambiente basta utilizzare insetticidi biologici: “Attualmente sul mercato sono disponibili insetticidi biologici realizzati a partire da un batterio isolato da alcune larve di zanzara trovate morte in Israele. Sono molto selettivi perché in grado di uccidere solo le larve di zanzare e pochi altri insetti, e a bassissimo impatto sull’ambiente”.

I repellenti

Esistono diversi tipi di repellenti: alcuni si spalmano sulla pelle, altri si spruzzano sui vestiti. L’obiettivo comune è confondere l’olfatto delle zanzare, disincentivandole dall’avvicinarsi troppo alla nostra cute. “Il Deet (o dietiltoluamide o N-dietil-m-toluammide) è quello che funziona meglio. La molecola venne selezionata a metà dello scorso secolo prima per essere utilizzata per uso militare: venne impiegata in Vietnam e in Cambogia per evitare che i soldati venissero punti dalle zanzare del posto, portatrici di malaria. Ha un’ottima riuscita contro le zanzare e una bassa tossicità sulle persone, se ben utilizzata”, spiega Venturelli. “Un’altra sostanza repellente per le zanzare è l’icaridina, che insieme al Deet è la sostanza chimica anti-zanzare più diffusa nelle preparazioni in commercio. Poi ci sono diversi repellenti naturali a base di aromi estratti da piante (geraniolo, mentolo, citronella), ma meno persistenti”.

Zampironi e citronelle

Quanto ad altri due metodi molto utilizzati per tenere lontane le zanzare da giardini e portici, zampironi (così chiamati per via del cognome del farmacista italiano che li ideò nel 1800, detti anche “spirali fumogene”) e candele con varie profumazioni (prima tra tutte la citronella) sono molto utilizzate. “La loro efficacia, però, è limitata pochi metri nel raggio della combustione”, precisa Venturelli.

Dispositivi a ultrasuoni

Piuttosto diffusi sono poi i dispositivi a ultrasuoni calibrati per imitare il richiamo amoroso della zanzara maschio: risultano come repellenti per la zanzara femmina che, gravida e in cerca di sangue per nutrire la propria covata, cerca di sfuggire al maschio in cerca di attenzioni. Fino ad oggi sono stati messi in commercio diversi dispositivi, ma la loro efficacia sembra essere piuttosto limitata.

Forse non tutti sanno che…

Le larve di zanzara sono in grado di filtrare l’acqua stagnante e di renderla pulita, assorbendo alghe, funghi e batteri.

In Italia ci sono diversi tipi di zanzare e ognuna ha le sue ore preferite per pungere: la zanzara tigre (Aedes albopictus) preferisce agire nelle ore diurne, la Anopheles punge di notte, mentre la Culex pipiens (zanzara comune), che è quella più tipica del nostro Paese, punge sia di giorno che di notte.

 

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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