Salvare le Biblioteche si può

Una soluzione dalla Gran Bretagna

Non so quanti romani conoscano la Casa delle letterature, un gioiello nel pieno centro storico di Roma. Non è solo una bella biblioteca comunale, ben attrezzata e ben organizzata: è uno spazio di vita condivisa della città. Un giardino in perfetto ordine, sale e aule come se fossimo in un’università anglosassone, aree per stare insieme, non solo a leggere. Mettere piede in un luogo del genere significa respirare fino in fondo l’aria e il significato delle biblioteche. Un grande patrimonio nazionale che purtroppo stiamo sprecando e disperdendo. I numeri sono impietosi. Negli ultimi dieci anni il personale che lavora nelle biblioteche pubbliche (nazionali, comunali, regionali) è dimezzato: siamo a circa 900 persone in tutto, la metà del 2008. Meno lavoratori significano più chiusure degli spazi, e orari sempre più corti. Così le biblioteche muoiono. Si può fare qualcosa per salvarle?

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Simone Canova

Simone Canova

Scrittore, ricercatore, grafico, autore di “Cacao, il quotidiano delle buone notizie”, webmaster dei siti del circuito di Alcatraz/Jacopo Fo. E’ Coordinatore della redazione centrale di People For Planet.

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Scrittore, ricercatore, grafico, autore di “Cacao, il quotidiano delle buone notizie”, webmaster dei siti del circuito di Alcatraz/Jacopo Fo. E’ Coordinatore della redazione centrale di People For Planet.