Angese, il guerriero divertente

10 anni fa moriva il fumettista Sergio Angeletti, in arte Angese.

Sembra ieri e sembra tantissimo. E ci verrebbero da dire un sacco di cose ma sappiamo per certo che se scrivessimo delle banalità o delle frasi retoriche, Sergio ci manderebbe uno “ZOT!”, il fulmine dei fumetti. E allora che dire?
Noi stiamo zitti e lasciamo la parola a Jacopo Fo che di Angese ha scritto una biografia quasi autorizzata.

Angese inteso come artista.
Sergio AngeseUno sport al quale ci siamo dedicati a lungo era quello di raccontare le storie che avremmo disegnato.
Disegnare è un lavoro lento e faticoso e raccontare la storia è invece un piacere immediato. Per questo alla fine mi sono messo a scrivere e a far l’attore.
E devo dire che alcune storie di Angese, di Vincino o di Pazienza raccontate erano ancora più ricche e complesse. Poi disegnando semplifichi.
Ad esempio, Angese aveva a un certo punto deciso di trasferirsi a vivere sul mare e di scolpire pezzi di mare con onde in legno. Non ha mai fatto neppure una scultura di onde. Ma io so esattamente come sarebbero state perché me le descrisse nei minimi particolari. Lui parlava e muoveva le dita per farmi capire come immaginava le onde, e io vedevo il solco arrotondato che le sue dita lasciavano nell’aria e vedevo formarsi onde vorticose costituite da fasci di solchi di dita che si sovrapponevano.
Sculture di legno chiaro, che si sarebbe scurito con il tempo. Immagino che avrebbe lasciato il colore del legno, sicuramente, ma io vedo queste onde dipinte, con gli spruzzi bianchi, le goccioline sulla cresta dell’onda che si rompe, goccioline che stanno per staccarsi, che si protendono.
Blu, azzurro, celeste, prussia, turchese, cobalto, smeraldo.
E spero che tu leggendo questa descrizione le veda, queste onde. E senta anche il profumo del mare, perché se io penso alle sculture del mare di Sergio sento anche il profumo.

Le onde di legno sarebbero state un’opera d’arte in linea con quel che Angese ha sempre fatto come autore.
Cosa fa, di un artista, un grande artista?
Io credo che sia la capacità di creare un modello del mondo, una rappresentazione coerente, una mappa cifrata, un codice di interpretazione, una chiave di decodificazione.
In altri termini: guardo un viso disegnato. Se mi sembra che sia vero, se mi emoziona, se mi dice qualche cosa, se innesca una sensazione, allora quella è arte. Grande arte.
Guarda qualunque vignetta di Sergio e vedi che i personaggi ci sono veramente, non sono solo segni sopra un foglio, sono vivi e ti comunicano una sensazione.
La costruzione delle storie e delle vignette era della stessa qualità. Angese riusciva a esprimere un punto di vista emozionante sul mondo e riusciva a restare sempre coerente con questo suo leggere diversamente il mondo.
La sua tensione poetica era centrata proprio sul cercare un’altra descrizione del creato, diversa da quella corrotta e banale, industriale e vigliacca, egoista e piccinina che va per la maggiore.
Sergio odiava i furbetti, ribelli a ore, pronti a vendersi l’anima alla prima buona occasione, Disprezzava il loro modo di pensare, di sudare, di fare sesso. Li riteneva esseri che hanno scelto coscientemente di essere inferiori.
E mi derideva per una mia certa passione missionaria e la voglia di spiegare.
Lui era piuttosto uno che derideva, che si prendeva la soddisfazione di dare del coglione al coglione.
Non credeva nella rivoluzione, soltanto in una lenta evoluzione. Viveva in un mondo che non aveva scelto lui. Aveva scoperto che poteva guadagnare vendendo quel che pensava e che anche gente che lui disprezzava era disposta a comprare i suoi insulti. Peggio per loro.
Ma comunque non gli interessava poi neanche tanto insultare. Almeno nei suoi fumetti. Lui raccontava storie e contesti che erano di per sé stessi insulti ai pecoroni.
Di persona invece si divertiva a dire cose spaventose. Attaccava con decisione i benpensanti, specie quelli di sinistra, rivoltando le loro idee fisse.
Dire adesso che anche a sinistra rubano è facile, 30 anni fa era un’idea sconvolgente.
Così come sostenere che i cortei non servivano a niente, o che i giornali non raccontavano la verità anche quando non tacevano i fatti.

Sergio Angese fumetti

Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

commenta