Sicurezza sui treni: un altro incidente, un altro treno deragliato

E’ di poche ore fa la notizia dell’incidente che ha coinvolto un Tir e un treno a Caluso, sulla linea che collega Torino a Ivrea: sono due le vittime e decine i feriti.

Si sta ancora studiando la dinamica dell’incidente: stando alle prime indagini ci sarebbe una responsabilità da parte del conducente del Tir.

In ogni caso quello era in qualche modo un passaggio pericoloso: secondo alcuni cittadini si bloccava spesso, come riporta La Stampa , provocando code. In più, come ha confermato l’assessore regionale ai trasporti Francesco Balocco, era un passaggio che doveva essere abbattuto per sostituirlo con un sovrappasso più sicuro, ma per lungaggini burocratiche ancora non era stato fatto.

La Stampa riporta anche un altro dato inquietante: nel solo 2017, su quasi 17 mila chilometri di rete, gran parte gestita da Rfi, si sono verificati 101 incidenti con 93 morti. 

I più colpiti, i pedoni. Nell’intervista  fatta ad Amedeo Gargiulo, direttore dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, egli stesso ammette che, nonostante una riduzione degli incidenti negli ultimi 10 anni, il valore registrato in Italia è superiore a quello dei maggiori Paesi Europei.

Può darsi che si scopra che questa sia una tragica fatalità, un errore di una sola persona, non lo sappiamo: la logica però porta a pensare che perchè avvenga uno schianto del genere c’è più di una cosa che deve andare storta. 

Come ci chiedevamo anche in questa lettera di qualche tempo fa, non può anche darsi che tra lungaggini burocratiche e scelte di budget, passi un po’ troppo tempo prima di decidere di spendere i soldi in sicurezza e a vantaggio dei pendolari e dei cittadini che prendono il treno?

Ogni volta che si sale sul treno è una odissea, e chi ne prende tanti non può che concordare.

Esiste il mal d’aria, il mal d’auto e il mal di mare. Probabilmente in Italia tra un po’ inizieranno a diagnosticare il mal di treno.

 

 

 

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Margherita Aina

Margherita Aina

Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi

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