Caccia militare F35

Spendi 500 euro all’anno in bombe e armi. Lo sapevi?

E se la tua famiglia è composta da quattro persone spendete 2.000 euro all’anno.

Circa 500 euro a testa, questo è quanto spenderà nel 2018 ogni italiano, neonati e ultanovanovantenni compresi per gli armamenti. E’ quanto risulta dal bilancio della spesa militare italiana, 25 miliardi nel 2018, 3 milioni all’ora (1.4% del PIL). Una spesa in crescita costante, confermata dal Governo Gentiloni che rafforza la crescita del Governo Renzi e che continua la dinamica delle precedenti legislature, nonostante la crisi economica (+26% dal 2006 ad oggi).

A cosa servono tutti questi soldi? Anche per il riarmo: nuove navi da guerra, tra cui la portaerei Thaon De Revel, nuovi carri armati ed elicotteri da attacco, nuovi aerei da guerra Typhoon e F-35.

Particolarmente interessanti gli F-35, ampiamente noti per i loro difetti strutturali, il cui costo globale compresi i costi operativi si aggirerà sui 50 (sì, proprio così, cinquanta) miliardi. Gli F-35 secondo il Pentagono, rappresentano “un fondamentale contributo alla missione nucleare americana”.

E, visto che si parla di nucleare, ci sono costi che sosteniamo per lo stoccaggio e la sorveglianza delle testate atomiche (per esempio, 23 milioni per l’aggiornamento della sorveglianza agli hangar nucleari della base bresciana che contiene venti B-61, bombe nucleari all’idrogeno).

Il 60% della spesa complessiva comunque va al costo del personale militare, uno strano personale dove ci sono più comandanti (87.000 ufficiali e sottufficiali) che comandati (83.000 graduati e truppa). Nel personale militare abbiamo ancora anche 200 cappellani militari che costano 15 milioni all’anno.

Al finanziamento delle spese militari contribuisce sostanziosamente con il Ministero della Difesa il Ministero dello Sviluppo Economico che destina gran parte dei suoi sostegni economici alle imprese italiane dell’industria degli armamenti.

Così è ovunque? Non proprio. L’Italia è all’undicesimo posto al mondo per spese militari, spende di più per esempio di Stati “militarizzati” come Turchia e Israele, di più in rapporto al PIL rispetto a Germania, Spagna, Canada, Olanda, Belgio

L’Italia è nel mondo con le sue truppe: è presente in 21 Paesi, con un costo annuo di 1,3 miliardi, con 8.000 militari. Siamo in Iraq da 14 anni,  in Afghanistan da 16.

Sarà interessante vedere cosa farà il nuovo Governo. Un po’ di pressione per la riduzione delle spese militari da parte degli altri media e dell’opinione pubblica non guasterebbe.

Fonti:

www.sipri.org  (Stockholm International Peace Research Institute)

www.milex.org (Osservatorio sulla spesa militare in Italia)

Il giorno dopo la pubblicazione di questo articolo è arrivata la dichiarazione del Ministro della Difesa. “Non compreremo altri F-35, stiamo valutando se mantenere o tagliare i contratti in essere”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, in risposta a una domanda sui costi dei cacciabombardieri durante un’intervista a Omnibus su La7.

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Bruno Patierno

Bruno Patierno

Project Manager di People For Planet

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