Batteri buoni contro batteri cattivi disegno di Jacopo Fo

Troppa pulizia fa male all’intestino (e al sistema immunitario): ecco perché

Batteri buoni contro batteri cattivi, un nuovo capitolo della nostra inchiesta sull’eccesso di igiene. Clicca qui per vedere tutti gli articoli sull’argomento

Ormai il meccanismo, per quanto complesso, lo abbiamo afferrato: un’eccessiva pulizia porta, oltre che all’eliminazione dei batteri ambientali (esogeni) “nocivi”, anche alla riduzione dei batteri esogeni “buoni”, ovvero quelli che “insegnano” al nostro sistema immunitario come difendersi dagli agenti cattivi. Di conseguenza le nostre difese immunitarie si disorientano e iniziano ad andare alla ricerca di nuovi nemici da combattere individuandoli, spesso, tra le prime sostanze con le quali sono venute in contatto nella vita fetale – ad esempio gli alimenti assunti dalla mamma durante la gravidanza – dando vita a risposte infiammatorie (ovvero le allergie) verso sostanze che, invece, dovrebbero essere perlopiù facilmente tollerate.

L’importanza dei batteri endogeni
Se, da una parte, l’iper-igiene porta a un cambiamento nella composizione dei batteri ambientali con un aumento delle allergie soprattutto nei bambini, dall’altra parte le modifiche ai batteri esogeni si ripercuotono anche sui batteri che vivono nel nostro intestino (i batteri endogeni). A spiegare come questo meccanismo funzioni è Maria Rescigno, professore di Patologia generale dell’Humanitas University, group leader dell’Unità dell’immunologia delle mucose e microbiota dell’Humanitas Research Hospital: “Il nostro organismo è popolato da una miriade di microorganismi (complessivamente chiamati ‘microbiota’) che colonizzano tutte le superfici a contatto con l’ambiente esterno, come la pelle e le mucose (intestinali, boccali e vaginali). Il microbiota è composto da due tipologie di batteri: i simbionti, fondamentalmente buoni, e i patobionti, più aggressivi. E’ l’equilibrio tra queste due classi di batteri a garantire il nostro benessere”.

Squilibrio batterico=infiammazioni
Se il contatto con le sostanze chimiche è eccessivo e prolungato, soprattutto nei bambini che spesso vivono in un ambiente troppo pulito, continua l’esperta, “il microbiota intestinale può andare incontro a delle modificazioni importanti, come lo sbilanciamento tra i batteri simbionti e quelli patobionti. Quando questi ultimi prendono il sopravvento, perché magari più resistenti all’azione dei disinfettanti, il sistema immunitario può subire delle conseguenze come ad esempio lo sviluppo di reazioni infiammatorie. Inoltre lo sbilanciamento tra i batteri simbionti e quelli patobionti può far sì che alcuni batteri nocivi, purtroppo a volte anche molto pericolosi, trovino più facilmente ‘terreno fertile’ dove espandersi”. E’ quello che accade, ad esempio, nelle infezioni causate dal batterio Clostridium difficile: “I pazienti colpiti da questa infezione non hanno un numero sufficiente di batteri simbionti all’interno del proprio intestino in grado di tenere a bada il Clostridium difficile e, di conseguenza, questo si diffonde in maniera indiscriminata, causando infezioni spesso molto gravi”.

Il trapianto di microbiota intestinale
Spesso contratta in ambiente ospedaliero da persone con le difese immunitarie compromesse, l’infezione da Clostridium difficile negli ultimi anni è divenuta più frequente, più resistente al trattamento a base di antibiotici e mostra una maggiore tendenza alla recidiva, causando molti decessi ogni anno. “Attualmente per trattare questa infezione si sta sperimentando il trapianto di microbiota intestinale, che consiste nella infusione di materiale fecale prelevato da un donatore sano nel tratto intestinale del paziente, con l’obiettivo di reintrodurre la normale flora microbica intestinale in grado di neutralizzare e contrastare il Clostridium difficile. Ebbene, nei pazienti finora trattati questa metodica ha dimostrato un effetto sorprendente di cura completa nel 95% dei casi”. Il nostro intestino, quindi, ha i mezzi per difendersi, ma deve essere messo nella possibilità di farlo.

Copertina: disegno di Jacopo Fo

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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