Libera Don Ciotti

Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità

Indossare nella giornata di oggi una maglietta rossa, per fermare “l’emorragia di umanità”, per dimostrare simbolicamente che è il momento di fermarci a riflettere sul cinismo che sta pervadendo l’Europa.

E’ l’iniziativa promossa da Libera e Gruppo Abele, Arci, Legambiente, ANPI e dal giornalista Francesco Viviano, alla quale stanno aderendo in queste ore moltissime associazioni, comitati, e singoli cittadini.

Un appello che viene dal prete presidente e fondatore di Libera, la rete di associazioni contro le mafie, un invito a rallentare, a calmare gli animi, a ragionare seriamente sulla situazione per cercare soluzioni al problema dei migranti che tengano conto dei bisogni di tutti, di chi dovrebbe accogliere e di chi ha necessità di essere accolto.

La maglietta rossa è stata scelta come simbolo, perché il rosso è il colore che ci invita a fermarci per strada, ma è anche il colore di cui erano vestiti i bambini migranti morti in mare in questi giorni. Fermarsi a riflettere sui discorsi di odio, sui rimpalli della politica, mettendosi anche nei panni degli altri per riflettere – ancora una volta – su cosa è accaduto perchè queste persone partissero, sulle crisi e le guerre che hanno devastato interi Paesi e su chi ha contribuito a causarle.

Insieme all’iniziativa simbolica ci sarà anche una manifestazione, proprio questo sabato 7 luglio, a Roma in Piazza Immacolata a San Lorenzo a partire dalle 11. Saranno presenti Luigi Ciotti, Presidente nazionale Libera e Gruppo Abele e Giuseppe Demarzo, coordinatore della rete di Numeri Pari.

Ecco il testo dell’appello, dal sito di Libera:

L’appello
Una #magliettarossa per #fermarelemorragia di umanità
Indossiamo una maglietta rossa per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà

Rosso è il colore che ci invita a sostare. Ma c’è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche.
Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori.

Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura.
L’Europa moderna non è questa. L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità.
Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini.

Per adesioni: organizzazione@libera.it

Una maglietta rossa per fermare l'emorragia di umanità

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Margherita Aina

Margherita Aina

Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi

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Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi