Vichinghi, Napoleone, i Migranti… le bugie fanno la storia

Il nazista Goebbels diceva: “Ripetete una bugia mille volte, diventerà la verità”. Purtroppo aveva ragione.

Oggi ci occupiamo delle bugie, delle falsità o, come si dice nel web, dei fake.

Fake che si sono diffusi e radicati nel tempo diventando, nella percezione collettiva, delle “verità”. A titolo di esempio ecco una piccola lista:

  • Napoleone era basso

Una storia inventata dai suoi detrattori. Misurava 169 centimetri. In realtà era al di sopra dell’altezza media di un uomo francese del tempo (164 centimetri)

  • I vichinghi avevano gli elmi con le corna

Il copricapo con questa forma è stato creato da un costumista del diciannovesimo secolo per un’opera di Wagner. I vichinghi non portavano le corna!

  • Cintura di castità

Non era uno strumento medievale anti-adulterio. E’ stata invece inventata dai puritani nel diciottesimo secolo per prevenire “pericolose” masturbazioni.

  • L’Italia è piena di immigrati, più degli altri paesi europei

In Italia gli stranieri rappresentano l’8% della popolazione, meno dell’Austria (14%), dell’Irlanda e del Belgio (12%), della Germania (11%), della Spagna (10%), del Regno Unito (9%)…

  • L’Italia è invasa dai flussi migratori

Come raccontato nell’articolo di Ste Stells l’afflusso di migranti si è drasticamente ridotto nel corso degli ultimi 2 anni.

  • Non c’è abbastanza spazio per ospitare chi arriva dall’estero

Negli ultimi 2 anni il numero di persone emigrate dall’Italia e dei decessi è stato superiore al numero di persone immigrate in Italia e delle nascite. La popolazione residente in Italia sta diminuendo, non aumentando, e ci sono paesi dell’interno che stanno diventando dei paesi fantasma.

Come avviene che si sedimenti nella mente delle persone una bugia diventando verità?

Occorrono 3 condizioni:

– che riguardi un gruppo sociale e/o un periodo storico che ci siano estranei, meglio se abbiamo nei loro confronti dei pregiudizi (gli ebrei, gli africani, il medio evo…)

– che a dirla almeno inizialmente siano persone ritenute credibili (p. es. uno scrittore affermato, un leader politico popolare…). Questo attraverso i fan che la rilanciano, il lavoro degli uffici stampa… fa sì che diventi “virale”

– che ci siano dei media che si prestino a veicolarla senza troppi controlli e verifiche (come avviene oggi per esempio con i social).

Come ricorda Nate Silver nell’introduzione del suo libro “Il segnale e il rumore” (Fandango Libri, 2013), l’invenzione di Gutenberg della stampa a caratteri mobili produsse anche centinaia di anni di guerre sante. Prima di Gutenberg i libri erano copiati a mano, ne esistevano pochissime copie che costavano cifre importanti: un libro in media costava 20.000 euro di oggi. La stampa a caratteri mobili cambiò questa situazione. Ora una copia costava in media 50 euro. Il numero di libri prodotti crebbe esponenzialmente e ora potevano scrivere, farsi stampare e diffondere le loro opere molte più persone di prima.

La lista dei best seller venne presto dominata da testi eretici e pseudo scientifici, gli evangelizzatori fecero un uso entusiasta di questo nuovo strumento di diffusione e la grande confusione che ne seguì contribuì a provocare e alimentare una serie di guerre e persecuzioni religiose che resero il diciassettesimo secolo il più sanguinoso della storia umana, a eccezione forse del ventesimo. La sola guerra dei Trent’anni provocò la morte di un terzo della popolazione della Germania.

Poi come sappiamo l’esplosione del numero di informazioni prodotta dalla stampa ci ha regalato successivamente molte cose buone; ma ci sono voluti 3 secoli e milioni di morti sui campi di battaglia di tutta Europa perché questi vantaggi si affermassero.

Con l’avvento del World Wide Web e dei social stiamo assistendo a un fenomeno analogo a quello della rivoluzione della stampa a caratteri mobili.

Prima coloro che erano abilitati a scrivere e diffondere notizie erano in pochi (i giornalisti della carta stampata, della tv, della radio…); oggi chiunque può scrivere sui social.

Prima le notizie erano filtrate e verificate (meglio o peggio, a seconda dei casi) dai mass media; oggi ognuno può pubblicare qualsiasi cosa senza verifica.

Prima i politici se volevano esprimere il loro pensiero erano “mediati” dai giornalisti che li intervistavano; oggi presidenti della repubblica e ministri esprimono il loro pensiero e addirittura indirizzi di governo con un tweet che poi magari possono cancellare, autosmentirsi, modificare…

Ancora una volta, come all’epoca di Gutenberg, bisogna avere fiducia nelle capacità della specie umana di impadronirsi progressivamente delle nuove tecnologie e farne un uso positivo superando i problemi legati alla fase “infantile” dell’innovazione. Come diceva Mao Tse Tung “c’è grande confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente”.

Ma nel frattempo: attenzione alle bugie!

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Bruno Patierno

Bruno Patierno

Project Manager di People For Planet

1 commento

  • Argomento molto interessante, anche perché il giornalismo generico non riesce ad essere critico. Le scuole insegnano a ripetere invece di capire ed esplorare. Perciò, cosa è vera? Le statistiche vengono usati da tutti per far vedere esattamente quello in cui credono e solo pochi riescono a sapere/capire che vengono manipolati. Questo vale per sinistra-destra-centro-liberali … Chi decide cosa è vera se il grosso dei giornalisti non sa analizzare bene?

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Project Manager di People For Planet