20 maschi su 20: è l’Arabia Saudita? No, è il Comitato scientifico scelto in Italia

La petizione “QUESTO NON È UN PAESE PER DONNE” lanciata ieri ha già raccolto oltre 5mila firme.

Ci vergogniamo del nostro Paese. E cosa dire ai nostri figli, che tutti noi mittenti di questo messaggio, uomini e donne, padri e madri indistintamente, cerchiamo di educare al rispetto delle competenze e alle pari opportunità?”: è questa la petizione lanciata ieri via Change.org e rivolta al Presidente Mattarella, al Governo e alle Istituzioni. Sono oltre 5mila le firme raccolte in meno di 24 ore, per firmare, basta cliccare qui.

20 maschi su 20 componenti. Non è l’Arabia Saudita, né l’ultima riunione dei Maya, ma il Comitato tecnico scientifico (Cts) scelto in Italia per superare l’emergenza Covid-19

Se chi è bravo arriva e l’essere uomo o donna non conta nulla, allora semplicemente non ci sono abbastanza donne brave? Pietà, basta con queste idiozie. Anzi, a scanso di equivoci: pensare che in un paese di 61 milioni di persone le 20 persone più competenti e adatte a coprire i ruoli indicati siano tutti uomini è semplicemente ridicolo.

Un’idea ridicola ma purtroppo largamente condivisa da molte donne. Donne che credono che sottolineare l’assenza di donne nel Cts sia chiacchiericcio inutile, polemica da “femministe frustrate”, o addirittura sia sintomo di sessismo (!).

Donne che odiano le “femministe”

“È sessista anche scegliere una donna a prescindere. Se le selezioni sono state fatte secondo un principio meritocratico e basato sulle competenze, non vedo dove sia il problema. Bisogna preoccuparsi della qualità dei propri tecnici, non del loro genere”.

“Assurdo sindacare su questo in questo momento storico e in questa situazione specifica, l’unico requisito che devono avere è la competenza, e speriamo che ce l’abbiano!”

Sono uomini a scriverlo? Macché. Donne. Donne infastidite dal post di Marco Cappato, che via Facebook fa notare il “manel” (così si chiamano, in gergo, i Panel formati da soli uomini) della Protezione civile e scrive: “È stato fatto notare. Ma nulla. Se il Capo dipartimento Borrelli non è in grado di rimediare significa che non è all’altezza del ruolo”.

Recentemente è stata prorogata la validità della legge Golfo-Mosca che prevede dei vincoli di genere (le “quote di genere” o “quote rosa”) negli organi di amministrazione e negli organi di controllo delle società quotate in mercati regolamentati e delle società costituite in Italia, ma pare che il vincolo non sia stato preso in considerazione. Qualcuno potrà obiettare che il Cts della Protezione Civile non è un Consiglio di Amministrazione, e che quei 20 membri – beninteso, senz’altro degni e competenti –  non c’entrino nulla con la vecchia storia dell’ “old boy network“, il circolo dei vecchi amici che scelgono persone solo dentro la propria cerchia, senza posare lo sguardo oltre il proprio giardino.

Come hanno selezionato i 20 maschi del Cts?

Abbiamo provato a cercare le modalità di selezione del Cts, ma sembra che non sia mai esplicitato il criterio con cui sono stati scelti i componenti, né si capisce se questi rappresentino loro stessi o gruppi ed enti di eccellenza. Scorrendo la lista pubblicata dal Ministero della Salute nell’ordinanza 663 del 18 aprile 2020, ci si accorge però che tutti e 20 i componenti sono a capo di enti statali o parastatali, dunque il metodo di selezione, anche se non esplicitato, pare chiaro.

La domanda, allora, non è “perché il governo non ha messo donne nel comitato”, ma la seguente: “perché a capo di questi enti non ci sono donne?”. Non è la Protezione Civile a essere maschilista, né questo Governo Conte bis (dove, nonostante le consultazioni siano state tutte al maschile, “vanta” 7 donne, molte a capo di ministeri di peso). È il sistema, baby.

La parità di genere è più facile sulla Luna che sulla Terra

Le ultime due classi di astronauti della NASA contengono un egual numero di donne e di uomini e l’Amministratore della NASA ha assicurato che almeno una donna farà parte dell’equipaggio che tornerà sulla Luna. Niente retorica, niente obblighi, niente sanzioni, solo la filosofia della affirmative action: la NASA non obbliga i team che chiedono fondi a includere donne e membri delle minoranze, ma piuttosto premia quelli che lo fanno, e che quindi, hanno più probabilità di ottenere i finanziamenti.

Tavole rotonde di soli uomini? No grazie

A riprova che la parità di genere non è una questione femminista, di genere, ma di civiltà, chiudiamo con Francis S. Collins, direttore dei National Institutes of Health (NIH), un’istituzione prestigiosa che domina il panorama della ricerca biomedica americana. Da qualche tempo, Collins ha adottato un chiaro codice di condotta intitolato Time to end the Manel tradition dove dice che non parteciperà più a tavole rotonde composte da soli uomini. Mister Borrelli, do you understand?

[Aggiornato 29 aprile ore 19.00]

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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