25 novembre: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Si celebra oggi la giornata contro la violenza di genere

Il 25 novembre è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, indetta dalle Nazioni Unite per tenere viva l’attenzione sulle migliaia di donne al mondo che vengono picchiate, uccise e sfruttate.

La Giornata

L’Onu ha raccolto cifre allarmanti: al mondo 1 donna su 3 nella sua vita subisce violenza fisica o sessuale, molto frequentemente da qualcuno che le è intimo. Solo il 52% delle donne sposate o in coppia prende decisioni libere sulla propria sessualità, sulla contraccezione e sulla propria salute.
Il 71% delle vittime della tratta di esseri umani è composto da donne e ragazze, e 3 su 4 di queste sono sfruttate sessualmente.
Sullo stesso sito si legge che la violenza contro le donne è causa di morte e disabilità al pari del cancro, e causa più problemi di salute di incidenti stradali e malaria messi assieme.
l’Onu sottolinea anche la gravità del problema del femminicidio, con i suoi dati del 2012 che confermano che un femminicidio su due viene perpetrato dal partner o da un famigliare.

La manifestazione a Roma

Anche in Italia saranno molte le iniziative, gli eventi e le campagne per risvegliare le coscienze su questo tema.
A Roma si e tenuta ieri anche la manifestazione indetta dal movimento “Non una di meno”, dedicata alle problematiche italiane. Scrivono in un comunicato le organizzatrici: “Da più di due anni siamo nelle piazze e nelle strade a ribadire che i femminicidi sono la punta di un iceberg fatto di oppressione: la violenza maschile comincia nel privato delle case ma pervade ogni ambito della società e diventa sempre più strumento politico di dominio, producendo solitudine, disuguaglianze e sfruttamento”. Le donne del movimento attaccano anche il governo: “Mentre dichiara di voler porre fine alla povertà, pianifica misure che intensificano la precarietà e accentuano la dipendenza economica che ci espone ancora di più alla violenza e alle molestie sul lavoro. La precarietà è donna e per questo la nostra lotta contro la violenza è anche una lotta contro la precarietà e lo sfruttamento”. Chiudono poi ribadendo l’importanza della libertà di abortire e la contrarietà al Ddl Pillon, il disegno di legge proposto dal senatore leghista Simone Pillon, che introduce una serie di modifiche in materia di diritto di famiglia, separazione e affido condiviso dei minori.
Tra le richieste del movimento, maggior educazione alla differenze nelle scuole e nelle università, più welfare e servizi che funzionino per chi scappa dalla violenza, più educazione sessuale, consultori funzionanti e aperti.

I numeri in Italia

Anche in Italia in effetti i numeri sulla violenza di genere e sui femminicidi sono allarmanti: il quotidiano La Repubblica ha anticipato alcuni dati del report Grevio, (Group of Experts on Action against Violence against Women and Domestic Violence), organismo del Consiglio d’Europa che monitora in ogni paese l’applicazione della Convenzione di Istanbul, sulla prevenzione della violenza contro le donne. Secondo il report mancano più di 5mila posti letto sicuri per chi fugge dalla violenza in famiglia, dove si svolgono l’80% dei maltrattamenti. Secondo i numeri riferiti dal quotidiano, i fondi pubblici sono pochi ma anche utilizzati male e gli interventi di prevenzione sui territori vengono svolti in maniera poco coordinata.
Secondo i dati della rete dei Centri Antiviolenza Di.Re, presentati questa settimana e relativi al 2017, la violenza sulle donne accolte nei centri viene esercitata principalmente da uomini italiani (65%, contro il 23% di nazionalità straniera) e nel 75,7% dei casi è esercitata da un uomo che è in relazione con la donna, partner, ex, familiare, collega o amico.


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Margherita Aina

Margherita Aina

Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi

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