3 ottobre - strage Lampedusa

3 ottobre 2013: ricordiamo la strage senza precedenti nel Canale di Sicilia

Ecco quanti perdono la vita nei viaggi della speranza

 (Fonte: TG2000)

Dalla stampa nazionale:

All’alba di quel giorno, il 3 ottobre del 2013, la strage di Lampedusa non era ancora una strage. Un barcone libico carico di migranti era affondato nel Canale di Sicilia. Eppure, all’alba di quel giorno, sembrava ancora qualcosa che il mondo aveva già visto.

Via via che i corpi senza vita, imbustati in anonimi sacchi di plastica, si accumulavano sul molo Favaloro, la situazione però diventava sempre più chiara: Lampedusa, l’Italia, l’Unione europea, il mondo, tutti erano davanti a una strage senza precedenti. Una delle peggiori mai accadute nel Mediterraneo dall’inizio dell’epoca contemporanea.

I cadaveri erano già un centinaio sulla banchina, quando uno dei primi sommozzatori che si era immerso nel luogo del naufragio, al suo ritorno sulla terraferma, tra le lacrime, disse: “Sono centinaia là sotto, sono intrappolati nel barcone. Non so come riusciremo a tirarli fuori”. Il barcone intanto era colato a picco.

I corpi delle vittime ritrovati in mare furono 368, di cui 41 erano bambini. Solo 155 persone si salvarono. Venti sono rimasti dispersi. Continua a leggere (TPI.IT di Maria Teresa Camarda)

Fonti ufficiali del Ministero degli Interni riportano i seguenti dati a proposito dei migranti sbarcati in Italia: 85.207 sbarchi nel 2017, 16.935 nel 2018, e 3.073 nel 2019. A scanso di equivoci, al di là delle strumentalizzazioni politiche e della distanza, legittima, tra la realtà dei fatti e la percezione dei cittadini, il calo degli sbarchi in Italia è incontestabile. In particolare a Lampedusa, si è passati dagli 11000 del 2017 ai 3900 del 2018 ma oggi, a inizio estate, nel 2019 sono già 1084, segno evidente che “i porti chiusi” pubblicizzati dall’attuale governo non sono affatto chiusi.

(…) Persone che sbarcano senza che si sappia chi sono, cosa portano con sé e dove sono dirette, perché i riflettori sono tutti puntati sulle Ong, responsabili di trarre in salvo e accompagnare soltanto il 10% dei migranti che giungono in Italia. Il 90% di loro rimane in mano ai trafficanti, a quelli veri, che come giustamente fa notare il giornalista Antonello Caporale durante la trasmissione di L’aria che tira su La7, non vengono arrestati. E aggiunge: “I confini dell’Italia sono i confini europei. Un governo e una missione europea e militare debba sorvegliare e servire a provare una linea di investimento politico, economico e organizzativo con gli hotspot che si devono fare nel Sud Sudan e in Nigeria. È come se non esistessero. Adesso che la prossima emergenza sarà quella dei migranti climatici, che facciamo?”. Continua a leggere (Fonte: PEOPLE FOR PLANET di Stela Xhunga)

L’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni) tenta di registrare il numero di morti sulle varie rotte migratorie di tutto il mondo tramite un progetto denominato Missing Migrants Project. E l’ultimo rapporto ha indicato 17.919 persone morte o scomparse nel Mediterraneo. I ricercatori spiegano poi che dal 2014 non sono stati mai recuperati i corpi di quasi 12mila migranti.

Le stime risultano particolarmente complesse perché le uniche informazioni disponibili spesso provengono dai soli sopravvissuti e i numeri sulla mortalità possono variare o essere difficili da verificare.

(…) Per quanto riguarda il 2019, in questi giorni l’organizzazione ha indicato che quasi 1000 persone sono morte nel tentativo di arrivare nel Vecchio Continente via mare e che il numero delle morti raggiungerà quota 1000 per sei anni consecutivi. La cifra elevata sarebbe dovuta, viene spiegato, “in parte all’atteggiamento duro e alla totale ostilità nei confronti dei migranti che fuggono dalla violenza e dalla povertà”. “Questa carneficina in mare ci fa soffrire tutti. È una vergogna per tutti”, è stato commentato. Continua a leggere (Fonte: TPI.IT di Donato De Sena)        

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

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