4 domande di 7 sindaci alla Regione Lombardia: tamponi, test, protezioni…

Il presidente della Regione: «Sindaci irresponsabili»

I sette sindaci

I sindaci di 7 città capoluogo della Lombardia (Bergamo, Brescia, Lecco, Mantova, Milano, Varese) hanno rivolto una serie di domande in una lettera aperta alla Regione Lombardia in merito all’emergenza coronavirus. Tra di loro anche i sindaci, lo sottolineiamo, delle città capoluogo delle province più colpite dal virus: Bergamo, Brescia, Milano.

Le domande

Ecco di seguito il testo delle 4 domande poste dai sindaci al presidente della Regione

  • Quando saranno disponibili i dispositivi di protezione – a partire dalle mascherine – il cui arrivo è stato promesso da tempo?
  • Che cosa sta facendo la Regione per proteggere il personale sanitario e gli ospiti delle RSA, in molte delle quali sappiamo purtroppo di numerosi decessi? In una recente conferenza stampa il Presidente Fontana ha detto che la situazione “è sicuramente sotto controllo” e che “tanto i plurisintomatici che i monosintomatici verranno sottoposti a tamponamento”. È ciò che si sta realmente facendo?
  • Perché la Regione Lombardia non segue le direttive del Ministero e dell’Istituto Superiore di Sanità che prescrivono di sottoporre a tampone i sintomatici e, qualora questi siano positivi, i loro familiari e i contatti recenti?
  • Perché la Regione Lombardia non ha ancora autorizzato l’avvio della sperimentazione dei test sierologici che altre regioni, come il Veneto e l’Emilia-Romagna, hanno invece attivato? L’esito di tali test – in abbinamento a un’indagine continua attraverso tamponi su un campione statisticamente rappresentativo per età, sesso, luogo di residenza… – è ritenuto decisivo per certificare l’evoluzione dell’epidemia e l’immunità di chi abbia contratto il virus anche in forma asintomatica.

La regione risponde: bieca speculazione politica, sindaci irresponsabili

Il presidente della Regione Lombardia non ha ritenuto di rispondere nel merito.

Ha preferito invece dichiarare polemicamente: “Non c’è peggior sordo di chi non vuole ascoltare. Se poi la ‘lezioncina’ arriva da chi non ha competenze scientifiche dirette, la cosa diventa  per pura e bieca speculazione politica-ancora più inopportuna e per certi versi triste”.
“Un modo di comportarsi-irresponsabile e poco consono per chi ricopre un ruolo istituzionale.”
“È evidente, che c’è una strategia politica e che quindi l’obiettivo è tenere alta la polemica contro la Regione, impegnata invece 24 ore su 24 a contrastare concretamente il virus. Non mancheremo comunque di recapitare ai sindaci in maniera specifica e puntuale tutta la documentazione che darà loro anche risposte scientifiche”. 

Le questioni poste dai sindaci sono all’ordine del giorno

Le domande poste dai sindaci toccano parte dei temi che People For Planet sta ponendo all’ordine del giorno del dibattito per contrastare il coronavirus ormai da tempo: test mirati; protezione di medici e ospiti di case di riposo;…

Troviamo sorprendente che la Regione Lombardia, l’area più colpita al mondo dal covid-19, non abbia risposte a domande di merito che ci riguardano tutti.

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Immagine di Francesca Pedringa

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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