5 +1 labirinti italiani in cui viaggiare nel tempo

Il più famoso è quello di Creta, legato alla figura leggendaria del costruttore Dedalo, che per il re Minosse diede vita al labirinto per eccellenza

Ma nel mondo, secolo dopo secolo, sono stati realizzati altri labirinti, di cui alcuni ancora visitabili sotto forma di giardini dalla conformazione misteriosa e dalla pianta complicata, luoghi in cui si può giocare a perdere l’orientamento per immergersi nella natura e in atmosfere da fiaba. L’Italia ne ospita parecchi, eccone 5+1 per i viaggiatori che vogliono trascorrere qualche ora a contatto con la natura, sentendosi catapultati in epoche perdute.

1 – Labirinto della Masone, Fontanellato (Parma)

È il più grande labirinto del suo genere esistente, composto da un totale di circa 200 mila piante di bambù alte tra i 30 centimetri e i 15 metri, appartenenti a 20 specie diverse. Il progetto è di Franco Maria Ricci, che nel 2015 lo apre al pubblico. Gli edifici all’interno sono sede della Fondazione omonima, progettati secondo i canoni della tradizione italiana ed europea. A idearli è stato Pier Carlo Bontempi, architetto di Parma, che con Franco Maria Ricci condivideva l’amore per le forme classiche, per una tradizione italiana ed europea fatta di opere concluse, definitive, ma anche di visioni e fantasie rimaste sospese e come in attesa. Nel concepire il disegno del dedalo, Ricci si è ispirato ai mosaici delle ville e delle terme romane; per le opere murarie sono stati scelti come punto di riferimento, d’accordo con Bontempi, i grandi architetti del periodo della Rivoluzione Francese. Tutti gli edifici sono realizzati in mattoni a mano, materiale da costruzione tipico del territorio padano, in modo da creare armonia tra le strutture architettoniche e il paesaggio circostante.
Info utili: www.labirintodifrancomariaricci.it

2 – Il labirinto di Kränzelhof, Merano

La particolarità di questo labirinto è il fatto di trovarsi all’interno di una tenuta: Kränzel è infatti una cantina dove da secoli si producono vini e che oggi ospita anche 7 giardini, di cui uno è proprio un labirinto vinicolo. Nell’autunno del 2000 furono spiantati i primi frutteti, in primavera fu costruita la struttura del labirinto progettata da Gernot Candolini e spiantate le vigne. Alla creazione di questo “cuore” seguirono altri interventi su altre strutture della tenuta: il teatro, le terrazze, lo stagno ed altri elementi che formano l’intero organismo del parco. Il labirinto è composto da oltre 10 specie di vitigni e ogni anno ospita opere d’arte diverse.
Info utili: http://www.kraenzelhof.it

Fonte foto: Erlebnis Kränzelhof su Facebook

3- Parco della Preistoria, Cremona

Il Parco della preistoria si trova sulla sponda sinistra del fiume Adda, immerso in un’area naturale di oltre 100 ettari costituita da un bosco secolare. Lungo il suo itinerario ombreggiato, intercalato da acque e laghetti, sono state inserite circa 50 ricostruzioni a grandezza naturale appartenenti a 31 specie preistoriche. Il Parco offre anche un itinerario botanico con piante segnalate; si può ammirare anche ciò che resta dell’antica foresta di latifoglie che ricopriva queste zone.
L’ecosistema comprende anche una grande varietà di fauna, dagli animali che vivono liberi nel bosco come scoiattoli, lepri, ricci, talpe, ghiri, tassi, innumerevoli insetti e anfibi a quelli in semi-libertà come cervidi, asini, cavalli, pecore e pappagalli.
Nella seconda parte del percorso è inserito un labirinto costituito da siepi di circa 1,80 metri di altezza, che si estende per quasi 1000 mq. Il labirinto di siepi nasce in Europa nel tardo Rinascimento, evolvendosi dai giardini all’italiana; i primi labirinti di siepi furono realizzati intorno al Cinquecento e la maggior parte di essi furono creati tra il XVI e il XVIII secolo.
Info utili: www.parcodellapreistoria.it

4 – Castello di Donnafugata, Ragusa

Il castello di Donnafugata si trova a circa 15 chilometri dalla città. Si tratta di una dimora nobiliare del tardo Ottocento, che all’epoca sovrastava i possedimenti della ricca famiglia Arezzo De Spuches. L’edificio copre un’area di circa 2500 metri quadrati. Un’ampia facciata in stile neogotico, coronata da due torri laterali, accoglie i visitatori.
Il labirinto era uno dei vari divertimenti pensati per gli ospiti del barone. È composto da pareti in muratura realizzate con pietra locale e malta, mentre all’ingresso fu posto un soldato di pietra a sorvegliarlo. Il labirinto è di forma trapezoidale come il labirinto inglese di Hampton Court, vicino Londra, che probabilmente il barone stesso aveva visto durante uno dei suoi viaggi. Sui muri si stendevano siepi di rose rampicanti che impedivano la vista e impedivano lo scavalcamento delle corsie.
Info utili: www.comune.ragusa.gov.it/turismo/castello/

5 – Labirinto del Castello di San Pelagio a Padova e labirinto di Villa Pisani a Stra (Ve)

Il Castello di San Pelagio ha origini medievali (XIV sec.), come testimonia la torre costruita dai Da Carrara, Signori di Padova, nella prima metà del Trecento, che aveva una funzione di prima difesa dai numerosi attacchi da parte degli Scaligeri, Signori di Verona. Nella metà del Settecento la proprietà passa ai Conti Zaborra, che ampliano l’edificio e rimodernano l’ala padronale per adattarla a residenza signorile. Proprio da qui il 9 agosto 1918 il poeta Gabriele d’Annunzio partì per il “folle” volo su Vienna e il lancio di migliaia di volantini inneggianti alla resa sopra la capitale austro-ungarica. Nelle stanze del poeta tutto è rimasto come allora.
Dal 1970 la villa è stata ripensata per assumere le sembianze attuali, vale a dire un Museo del Volo, inaugurato nel 1980 per ripercorre l’intera storia del volo umano facendo perno sull’impresa dannunziana. Il percorso comprende sale dedicate a Leonardo, ai Montgolfier, ai Wright, a Ferrarin, a Lindbergh, a Nobile, a Balbo, a Forlanini, a Gagarin e Armstrong. All’esterno degli edifici è possibile passeggiare tra rose e labirinti. Tra le piante più antiche è possibile vedere una Lagestroemia Indica del 1700. È nel 2000 che viene creato un labirinto verde di 1200 mq per raccontare il mito del volo di Icaro, senza tuttavia dimenticare la funzione dei labirinti delle ville venete. Nel 2007 è poi nato il labirinto del “Forse che Si Forse che No” per sottolineare il concetto dannunziano di doppio.
Info utili: www.castellosanpelagio.it

Sempre in Veneto si trova un altro labirinto legato a D’Annunzio, quello di Villa Pisani a Stra (Ve), realizzato nel XVIII secolo come luogo di divertimento e corteggiamento. Pare infatti che in corrispondenza della torretta centrale una dama mascherata aspettasse il suo cavaliere e si rivelasse soltanto quando costui terminava il complicato percorso. Così lo descrive D’Annunzio ne “Il fuoco”: “Non si scorgeva di là dal cancello se non il principio di un tramite e una sorta di selva intricata e dura, un’apparenza misteriosa e folta. Dal centro dell’intrico s’alzava una torre, e in cima alla torre la statua di un guerriero pareva stesse alle vedette”.
Info utili: www.villapisani.beniculturali.it

In cover: Disegno di Armando Tondo

Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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