750 miliardi di euro per l’Europa di cui 173 per l’Italia per far fronte alla crisi Covid-19

“Recovery and Resilience Facility”, l’audace piano di Ursula von der Leyen

Mercoledì 27 maggio la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha presentato il suo piano di aiuti ai 27 stati membri davanti al parlamento dell’UE.

Il piano proposto chiamato Recovery and Resilience Facility (750 miliardi di euro di cui 500 miliardi a fondo perduto e 250 di prestiti da restituire) è superiore a quello che era stato proposto da Makron e Merkel.

“Oggi affrontiamo il nostro momento decisivo”

Nel suo discorso Ursula von der Leyen ha affermato “Le generazioni precedenti hanno costruito un’Unione di pace e prosperità … Oggi affrontiamo il nostro momento decisivo”.

500 miliardi come “Coronabond”

Il meccanismo proposto segna una forte rottura con il passato. Infatti le sovvenzioni agli stati a fondo perduto (500 miliardi) verrebbero ottenute mediante prestiti contratti direttamente dalla Unione europea sui mercati finanziari, utilizzando come garanzia gli impegni nazionali a carico del bilancio dell’UE. Il famoso “debito in comune”, i cosiddetti Coronabond di cui si parla da tempo. Ciò dovrebbe soddisfare i paesi del sud (Italia e Spagna in testa) che stavano spingendo per questa soluzione. Il Primo Ministro italiano Giuseppe Conte ha già commentato la proposta di Ursula von der Leyen parlando di un “ottimo segnale da Bruxelles”.

All’Italia 173 miliardi

Si tratta di “una svolta europea per fronteggiare una crisi senza precedenti”, ha scritto su Twitter il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni. All’Italia potrebbero andare 173 miliardi, 82 a fondo perduto e 91 miliardi in prestiti.

Altri paesi particolarmente beneficiati sarebbero la Spagna, che riceverebbe 77 miliardi di sovvenzioni e 63 miliardi di prestiti, e la Polonia.

Per assicurare che una parte del denaro sia disponibile già quest’anno, l’UE dovrebbe emendare il bilancio 2014-2020 per garantire una parte dei fondi nei prossimi mesi.

Come verrebbero finanziati e a cosa servirebbero

Bruxelles propone ai paesi di rimborsare il debito comunitario con un aumento delle risorse proprie (tassa sulle fonti inquinanti, tra le ipotesi).

Il Recovery and Resilience Facility non ha a che fare con condizionalità e intrusione di Bruxelles nelle scelte dei paesi” ha detto il commissario all’economia Paolo Gentiloni. “Le sovvenzioni saranno legate all’attuazione con successo di politiche che vadano nella direzione della transizione verde e digitale”.

I negoziati tra gli stati saranno duri e lunghi

Tuttavia la partita è ancora aperta. Il piano deve essere approvato dagli stati membri all’unanimità. L’Austria, la Danimarca, l’Olanda e la Svezia hanno già espresso la loro opposizione, chiedendo che gli aiuti siano limitati ai soli prestiti. La discussione tra i capi di di stato dovrebbe proseguire fino al vertice previsto il 18 giugno.

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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