A Tel Aviv piove cannabis dal cielo

A Tel Aviv “piove” cannabis dal cielo

L’iniziativa di un gruppo di attivisti a favore della legalizzazione

Lo scorso giovedì un drone ha fatto cadere una pioggia di bustine di cannabis su Piazza Rabin, a Tel Aviv, in Israele.  

I passanti, confusi da tale inaspettato fenomeno “atmosferico”, si sono affrettati a raccogliere questo “ben di Dio” caduto gratuitamente dal cielo.

Secondo il Jerusalem Post, le bustine di marijuana sono state lanciate dal gruppo di attivisti per la legalizzazione della cannabisGreen Drone”, che ha come slogan “free love“, amore libero.

Prima di far cadere la pioggia di cannabis su Tel Aviv, il gruppo ha pubblicato un messaggio su Telegram:

È ora miei cari fratelli. È un uccello? È un aereo? No, è il Green Drone, che distribuisce gratuitamente cannabis dal cielo … Godete miei amati fratelli, questo è il vostro fratello pilota che si assicura che tutti possiamo ricevere un po ‘di amore gratuito”.

Quest’iniziativa non è soltanto volta a smuovere le coscienze sulla questione della legalizzazione della cannabis, ma rappresenta anche un chiaro esempio di guerrilla marketing: l’operazione fa parte, infatti, del lancio promozionale di un nuovo sistema di consegna a domicilio chiamato “pioggia di cannabis“.

Stiamo lanciando questo nuovo progetto, che includerà una consegna settimanale in diverse parti del paese di 1 chilo di cannabis diviso in bustine da 2 grammi“, hanno commentato gli organizzatori.

Quest’operazione, infatti, è stata pensata anche per far fronte alla minaccia di un nuovo lockdown che probabilmente verrà imposto nel Paese nel tentativo di prevenire la diffusione della pandemia di coronavirus: una nuova limitazione alla mobilità delle persone “richiede una riflessione fuori dagli schemi e l’ideazione di nuovi modi per fornire cannabis ai consumatori.”

La polizia ha dichiarato di aver arrestato due uomini sospettati di aver guidato il drone, accusati anche di traffico di sostanze stupefacenti.

Nonostante in Israele il consumo di marijuana a scopi ricreativi non sia del tutto legale, il Paese si pone all’avanguardia nella ricerca e nella produzione di cannabis terapeutica, esportata a livello internazionale.

Quando capiremo che il proibizionismo fa male alle persone e allo Stato?

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Maria Grazia Cantalupo

Maria Grazia Cantalupo

Social Media Manager di People For Planet

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