Abbattere le statue: giusto o sbagliato?

Non è una novità vedere abbattere le statue, rinfreschiamoci la memoria

Il 9 aprile del 2003 fu tirata giù da una folla inferocita la statua di Saddam Hussein in piazza Firdos a Baghdad. Pare, si mormora, che tutta l’operazione fosse stata orchestrata dagli americani a favore di telecamere per dare un segnale, come a dire: “Baghdad è libera, la guerra è finita” poi sappiamo che non è andata proprio così.

Nella notte tra il 24 e il 25 giugno 2010 a Gori, in Georgia, città natale di Stalin fu smantellato il monumento in bronzo alto sei metri che lo raffigurava.

E quel monumento aveva subito la stessa sorte delle statue dedicate agli zar pochi decenni prima, durate la rivoluzione bolscevica.

I Talebani il 12 marzo 2001 distrussero i Buddha di Bamiyan. Le due statue giudicate Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.

Per parlare solo degli episodi recenti, che se andiamo indietro nella storia potremmo ricordare la Rivoluzione Francese: i rivoluzionari giacobini distrussero e saccheggiarono chiese (centinaia), decapitarono statue e altre amenità del genere.

E in questi giorni ci risiamo: le proteste per l’assassinio di George Floyd hanno portato all’abbattimento delle statue di Cristoforo Colombo e in Inghilterra a quella di Edward Colston e di Winston Churchill e abbiamo appena iniziato.

In Italia si discute molto sulla rimozione della statua di Indro Montanelli ai giardini omonimi, il giornalista è accusato di avere comperato una bambina eritrea come schiava sessuale.

Ogni rivoluzione, ogni sconvolgimento storico se l’è presa con la toponomastica, i simboli religiosi, i monumenti, con l’intento di cancellare interi periodi storici, dimenticare quello che si è stato, rinascere a nuova vita e a nuova verginità.

Giusto o sbagliato? Ognuno ha la sua idea. Giordano Bruno Guerri, storico e giornalista afferma in articolo su Agi.it: “Se dovessimo abolire le personalità storiche che hanno avuto delle macchie nella loro vita, non rimarrebbe quasi più nessuno“.

E aggiunge riferito a Montanelli “È chiaro che lui ha fatto una cosa deprecabile, acquistando una bambina eritrea. La pedofilia e, tanto meno l’acquisto di qualcuno, è assolutamente inaccettabile. Però non si può giudicare un protagonista della storia da un solo episodio. Montanelli ha fatto anche altro, è stato uno dei più grandi giornalisti italiani del ‘900, gambizzato dalle Brigate Rosse“. 

Ci lascia perplessi l’ultima affermazione: il fatto che sia stato gambizzato non lo rende un eroe e qui non si parla di fatti accaduti nel Medioevo, Montanelli è un uomo contemporaneo, non ci si dica che l’acquisto di un essere umano non era disprezzabile anche ai suoi tempi.

Allora è giusto distruggere la sua statua? Forse sì, forse no, ma è giusto che si sappia, e forse quella statua non doveva mai neanche essere costruita, forse ora, che i tempi stanno cambiando si può pensare di metterla in un altro posto, creare una sorta di Museo della Memoria dell’iconoclastia. Per non dimenticare chi e cosa sono stati gli eroi di altri tempi e per guardare avanti.

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Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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