Abitare bene, risparmiando

Risparmiare sull’energia: chi non ci pensa quando arrivano le bollette di luce e gas?

Agire sull’illuminazione oggi è semplice: sul mercato si trovano lampadine a Led, che abbattono i consumi fino al 90% rispetto alle vecchie lampadine a filamento, ed elettrodomestici che, se si tiene d’occhio l’etichetta energetica al momento dell’acquisto, permettono di risparmiare sui consumi. Pensate che l’instancabile frigorifero domestico, che è acceso 24 ore su 24, sette giorni su sette, a parità di volume e prestazioni, in venti anni ha ridotto la propria sete d’energia del 70%. Per cui su questi fronti basta un poco d’attenzione durante l’acquisto e il gioco è fatto. La bolletta dell’elettricità si riduce. Il problema è e rimane il resto della casa. Le nostre abitazioni, infatti, spesso sono dei veri e propri colabrodi energetici che perdono calore d’inverno e freddo d’estate buttando all’esterno sotto forma d’energia centinaia di euro ogni anno. Vediamo quali sono i principali interventi possibili che possono assicurare risparmi energetici per decine di anni in futuro.

Infissi

Gli interventi sugli infissi sono i più semplici da realizzare. Basta sostituire quelli vecchi, dai quali passano gli spifferi, con quelli più recenti che devono essere certificati per poter usufruire delle detrazioni fiscali relative all’efficienza energetica. Al di là della scelta, due sono le precauzioni da prendere quando si parla d’infissi. La prima è quella di controllare accuratamente la posa in opera che, se effettuata male, potrebbe inficiare l’investimento fatto. È del tutto inutile, infatti, installare un infisso molto efficiente se poi non sono state eseguite bene le sigillature di congiunzione con la struttura muraria. Se poi si possiedono le tapparelle esterne è bene prendere in considerazione la ristrutturazione anche del vano dove si arrotolano, che spesso è una vera e propria “finestra aperta” sull’esterno. Sempre in tema di tapparelle, infine, nel momento in cui si cambiano, si possono scegliere quelle coibentate per avere più isolamento termico durante le ore notturne.

Cappotto termico

L’energia non si disperde solo dagli infissi ma anche attraverso le pareti. E qui il discorso si fa più complesso. Il cappotto infatti è un’operazione di isolamento dispendiosa, va applicato alle pareti esterne e non è applicabile per un singolo appartamento in un condominio. Certo è l’intervento che fa fare il salto di classe, enegetica, all’edificio, ma con tempi di ritorno dell’investimento di svariati anni è complicato convincere tutti i condomini a investire cifre notevoli. L’alternativa è quella di mettere il cappotto all’interno dell’appartamento ma anche questa soluzione è invasiva e leva spazio vivibile.

Insufflaggio

Se però si vive in un condominio realizzato dopo gli anni Settanta è probabile che le tamponature siano realizzate con un’intercapedine d’aria che può essere riempita di materiale isolante, tramite una tecnica chiamata insufflaggio. In pratica si sfrutta la “camera d’aria” esistente per realizzare una sorta di “pannello isolante virtuale” che consente all’abitazione d’ottenere un risultato quasi simile a quello del cappotto termico. Le prestazioni non sono identiche perché con l’insufflaggio non si risolvono tutte le problematiche legate ad alcuni ponti termici, ma l’indubbio vantaggio è che in poco tempo e con una spesa ridotta si isola l’appartamento mantenendone l’abitabilità. Oltre a ciò non bisogna sottovalutare il fatto che si può realizzare l’insufflaggio anche per un singolo appartamento, senza aspettare le decisioni dell’intero condominio, cosa di non poco conto.

L’insufflaggio del materiale isolante avviene su tutte le pareti perimetrali, dopo aver ispezionato l’intercapedine con dei fori di prova e realizzando all’interno o all’esterno dell’appartamento una ulteriore serie di fori del diametro di 5-10 centimetri ogni 1,5 metri, a circa 50 centimetri in altezza dai pavimenti e dai soffitti. La foratura può essere realizzata indifferentemente dall’esterno o dall’interno a seconda della facilità d’accesso; e anche in questo secondo caso tutta l’operazione prevede la non disponibilità del singolo ambiente solo per poche ore. Realizzati i fori, con la macchina per l’insufflaggio viene introdotto il materiale e una volta riempita l’intercapedine si stucca il foro. L’insufflaggio è da evitare nel caso di pareti compromesse da crepe o da infiltrazioni d’umidità, mentre è il caso che a ogni foro corrisponda un’ispezione visiva per rilevare eventuali ostruzioni che possano impedire un riempimento omogeneo dell’intercapedine.

Gli impianti

Passiamo ora agli impianti di riscaldamento e raffrescamento.

Nel primo caso la scelta è ampia. Si va dalle caldaie a condensazione alle pompe di calore, fino a quelle geotermiche: tutte soluzioni che consentono diversi gradi di risparmio. Le caldaie a condensazione oggi sono la norma sia per gli impianti singoli sia per quelli centralizzati, mentre pompe di calore e geotermia sono soluzioni più adatte ad abitazioni singole anche se non sono da escludere applicazioni più grandi. Le ultime due, pompe di calore e geotermia, possiedono il vantaggio di “lavorare” senza necessità di carburante e l’unico consumo è quello elettrico, limitato a poche centinaia di watt, necessario al loro funzionamento. Ma oltre all’impiantistica è necessario prestare attenzione anche alla gestione del calore/raffrescamento. Nel caso si possieda un sistema di riscaldamento normale, quello con i termosifoni per intenderci, è il caso di applicare una valvola termostatica che consenta la regolazione della temperatura in ogni singolo ambiente. E se poi si scelgono valvole termostatiche connesse con il wi-fi, accoppiandole con un cronotermostato intelligente e una serie di sensori di temperatura, ecco che il livello di comfort diventa gestibile ora per ora e stanza per stanza, e grazie all’utilizzo di specifiche App anche quando si è ancora fuori da casa. Senza contare il fatto che se si possiedono tapparelle elettriche si possono programmare affinché si abbassino in estate quando entra il sole dalle finestre, e che rimangano aperte in inverno quando il sole può scaldare i locali.

Se poi si entra in una casa da ristrutturare nella quale si mettono mano ai pavimenti la scelta obbligata è quella di installare un sistema di riscaldamento-raffrescamento a pavimento che consente risparmi fino al 35% e il recupero di spazio eliminando i termosifoni. La ragione di ciò è semplice: nel caso del riscaldamento tradizionale per avere 21°C all’altezza del nostro viso, dove percepiamo il comfort, dobbiamo scaldare i locali fino al soffitto dove potremmo avere anche 30°C. Tutta energia sprecata che non serve. Discorso analogo per il raffrescamento. L’aria fredda si deposita in basso perché più pesante dell’aria e se proviene dal basso, e non dall’alto dove di solito si posizionano i climatizzatori ecco che si hanno meno sprechi.

E infine oltre alle tecnologie esistono anche i metodi naturali. Se si possiede un giardino, per esempio, può essere il caso di piantare alberi a ridosso del lato a sud della vostra abitazione ottenendo così un “regolatore” naturale della temperatura. In estate, infatti, l’albero con le proprie foglie ombreggerà la casa impedendo che si surriscaldi, mentre in inverno sempre lo stesso albero, questa volta spoglio, consentirà al sole di riscaldarla. E un discorso analogo si può fare su un balcone con un pergolato. Un terrazzo, invece, può diventare un tetto verde ricoprendolo con uno strato di terriccio, facendo bene attenzione ai carichi e al drenaggio dell’acqua piovana, seminando poi un prato, o addirittura coltivando spezie, erbe aromatiche e piccoli ortaggi. In questa maniera si isolerà sotto il profilo energetico il tetto, creando uno spazio piacevole e dal quale ottenere anche qualche prodotto. Unendo così efficienza energetica e benessere psicologico.

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris

Giornalista scientifico e ambientale. E' Direttore Responsabile di People For Planet

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Sergio Ferraris

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Giornalista scientifico e ambientale. E' Direttore Responsabile di People For Planet