Aboubakar Soumahoro fa lo sciopero della fame, Salvini mangia ciliegie

Quando i diritti umani diventano una questione di stomaco, trova le differenze

Per un politico, Matteo Salvini che divora ciliegie mentre Luca Zaia, accanto, parla delle vittime del Coronavirus, c’è un sindacalista, Aboubakar Soumahoro, che fa lo sciopero della fame per le vittime di un sistema ingiusto, a partire dalla catena agroalimentare.

Questione di stomaco

“Oggi, inizio lo sciopero della fame e mi incateno qui a Villa Pamphili, dove si stanno tenendo gli Stati Generali, finché il governo non ascolterà il grido di dolore di noi invisibili e di tutti gli esclusi“, così Aboubakar Soumahoro, il sindacalista di origini ivoriane che stamattina si è incatenato e ha iniziato uno sciopero della fame in nome degli invisibili che raccolgono la frutta e verdura destinata alle tavole italiane. Invisibili che non sono stati invitati agli Stati Generali, ma sui quali poggia un settore economico imprescindibile, al di sopra di qualsiasi codice ATECO, quello agroalimentare.

Ci siamo inginocchiati per George Floyd, abbiamo abbattuto, imbrattato statue e monumenti, abbiamo affrontato, forse per la prima volta, il passato colonialista del paese e il razzismo strutturale che permea la società italiana – lo stesso razzismo che spinge trasmissioni come Quarta Repubblica, Rete 4, a discutere del caso di Indro Montanelli rigorosamente tra bianchi italiani, scandalizzati dal “vilipendio di un morto” e non dalla “difficoltà” dello stesso, quando era in vita, di penetrare una bambina di 12 anni infibulata dalla nascita “che puzza di capra” – è tempo di tradurre i proclami in qualcosa di più. Perché simpatizzare con i manifestanti oltreoceano senza nemmeno tentare azioni trasversali in grado di tradursi in progresso, non solo in massa critica, sarebbe il solito, insopportabile, bluff all’italiana.

Leggi anche:
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Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet e per riviste e quotidiani, sia digitali che cartacei, tra cui Fanpage, Fondazione per la critica sociale, Il Manifesto, Il Reportage, Minima&Moralia. È collaboratrice della Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet e per riviste e quotidiani, sia digitali che cartacei, tra cui Fanpage, Fondazione per la critica sociale, Il Manifesto, Il Reportage, Minima&Moralia. È collaboratrice della Radio Televisione Svizzera.

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