Acquisti verdi e criteri ambientali minimi per lo sviluppo dell’economia circolare e l’uso efficiente delle risorse

Cosa succede in Italia

Gli Acquisti verdi o GPP,  che sta per Green Public Procurement, sono un approccio attraverso il quale le Pubbliche amministrazioni integrano i criteri ambientali in tutte le fasi dei loro processi di acquisto (prodotti, servizi o lavori) per  ricercare e scegliere le soluzioni che abbiano il minore impatto possibile lungo l’intero ciclo di vita.

È proprio così che li definisce la stessa Commissione europea, per cui, in concreto e in estrema sintesi: le Autorità pubbliche che si muovono in questi ambiti si impegnano da un lato a razionalizzare acquisti e consumi; dall’altro ad incrementare la qualità ambientale delle proprie forniture ed affidamenti.

Considerando il volume di acquisti delle Pubbliche amministrazioni, si tratta senza dubbio di una modalità di incentivazione di tecnologie ambientali e di prodotti validi sotto il profilo ambientale, che, se funzionante, è in grado di produrre effetti significativi.

Oltre che per ridurre gli impatti delle produzioni e delle lavorazioni, il GPP può avere ricadute importanti sul fronte pubblico come stimolo all’innovazione e alla razionalizzazione della spesa mentre, sul fronte delle imprese, nel miglioramento della competitività e nella riduzione dei costi.

Fonte immagine: http://www.minambiente.it/pagina/che-cosa-e-il-gpp

Per tutte queste ragioni gli acquisti verdi si possono ritenere come il principale strumento della strategia europea su “Consumo e Produzione sostenibile” (COM 2008/397) ed anche il nostro Piano d’azione nazionale GPP lo ha introdotto nel 2008, prevedendo l’adozione, con successivi decreti ministeriali, dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) per ogni categoria di prodotti, servizi e lavori acquistati o affidati dalla Pubblica amministrazione.

Il Piano nazionale GPP (approvato con D.M 11 aprile 2008 e integrato con D.M 10 aprile 2013), anche detto PAN GPP (http://www.minambiente.it/pagina/piano-dazione-nazionale-sul-gpp#indice), ha esteso la possibilità e la sollecitazione per le Pubbliche amministrazioni ad effettuare acquisti con criteri GPP oltre l’ambito ristretto dei prodotti ad alto contenuto di riciclo e pone l’attenzione a criteri di impatto ambientale complessivo, dall’efficienza energetica all’efficienza in termini di produzione di rifiuti. Già dal Piano si delinea una modalità operativa che deve guidare l’agire degli enti pubblici, ovvero la definizione di criteri minimi di sostenibilità da rispettare per determinate categorie di prodotti/servizi/lavori considerate prioritarie.

In Italia l’obbligatorietà per le Autorità pubbliche a utilizzare nei documenti di gara specifiche tecniche e clausole (appunto i CAM) era già stata introdotta a partire dal 2015, con il Collegato ambientale alla legge di stabilità (L.n. 221/2015): una novità importante che ha trovato poi seguito e regolamentazione nel più recente Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n.50/2016) che conferma quest’obbligo.

All’articolo 34 del Codice è previsto: “l‘obbligo di applicazione per l’intero importo della gara e per gli affidamenti di qualunque importo, delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei CAM”.

All’art. 213, sempre del Codice, inoltre, è previsto poi che l’ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, effettui il monitoraggio sull’applicazione dei CAM e sui risultati da essi prodotti.

Ad oggi le categorie merceologiche per le quali è scattata l’obbligatorietà sono le 17 che seguono:

  • arredi per interni,
  • arredo urbano,
  • ausili per l’incontinenza,
  • calzature da lavoro e accessori in pelle,
  • carta,
  • cartucce per stampanti,
  • apparecchiature informatiche da ufficio,
  • lavori di edilizia,
  • illuminazione pubblica (fornitura, progettazione, servizio),
  • servizi energetici per gli edifici,
  • servizio di illuminazione e forza motrice, servizio di riscaldamento/raffrescamento,
  • servizi di pulizia e fornitura di prodotti per l’igiene,
  • gestione dei rifiuti urbani,
  • ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari,
  • sanificazione per le strutture sanitarie e per la fornitura di prodotti detergenti,
  • prodotti tessili,
  • veicoli,
  • servizi di gestione del verde pubblico.

Particolarmente importanti sono i CAM (che Ministero dell’Ambiente ha pubblicato il DM 11 ottobre 2017 ) da seguire nell’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, la ristrutturazione e  manutenzione degli edifici pubblici e quelli sui servizi energetici per gli edifici  in considerazione proprio della quota rilevante  dei consumi energetici che deriva proprio dal riscaldamento e dal condizionamento degli immobili.

Ci poi categorie che per ordine di priorità risultano successive e per le quali i CAM sono in corso di definizione o revisione, quali:

  • Forniture di stampanti e apparecchiature multifunzione e noleggio di stampanti e apparecchiature multifunzione (revisione DM 13 dicembre 2013, G.U. n. 13 del 17 gennaio 2014), Servizio di stampa gestita (nuovo)
  • Forniture di cartucce toner e cartucce a getto di inchiostro e servizio integrato di raccolta di cartucce esauste e fornitura di cartucce di toner e a getto di inchiostro (revisione DM 13 febbraio 2014, G.U. n. 58 dell’11 marzo 2014)
  • Servizio di ristorazione collettiva e fornitura derrate alimentari: servizio di ristorazione scolastica, servizio di ristorazione collettiva per uffici e per università, servizio di ristorazione assistenziale ed ospedaliera (revisione DM 25 luglio 2011, G.U. n. 220 del 21 settembre 2011)
  • Servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione e manutenzione di strade (nuovo).

E ulteriori altre categorie programmate per le prossime annualità.

È importante domandarsi però cosa può comportare su larga scala applicazione sistematica dei CAM: si è visto come lo scopo primario del GPP e dei CAM sia l’identificazione, da parte del sistema di acquisti pubblico, del prodotto o del servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il suo intero ciclo di vita. Ci si può quindi ragionevolmente aspettare che la loro applicazione sistematica ed omogenea consenta rapidamente di diffondere le tecnologie ambientali e i prodotti ambientalmente preferibili e produca un effetto leva sul mercato;, inducendo gli operatori economici meno virtuosi ad adeguarsi alle nuove richieste della pubblica amministrazione.

E che, d’altra parte, questo stesso meccanismo sia in grado di produrre sulle imprese una riorganizzazione dei processi e del ripensamento dei prodotti per stare sul mercato.

Molte Regioni italiane sono state anche proattive, ovvero hanno legiferato con proprie Delibere e  prodotto Piani di azione locali per incrementare gli sforzi volti a promuovere sul loro territorio il GPP. Hanno realizzato disciplinari “modello” ad uso degli Enti locali oppure hanno programmato e realizzato attività formative e incontri per lo scambio delle buone pratiche o, anche, hanno definito propri CAM in attesa del recepimento della categoria a livello nazionale.

Alcune di queste hanno anche partecipato anche al programma LIFE (lo strumento finanziario per l’Ambiente che ha l’Unione europea per finanziare progetti pilota o dimostrativi con alto valore aggiunto). In questo caso il progetto specifico è denominato  Best practices exchange and strategic tools for GPP (Scambio delle migliori pratiche e strumenti strategici per il GPP) ed ha obiettivi riassumibili nei seguenti punti:

  1. contribuire al passaggio a un’economia efficiente in termini di risorse, con minori emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici;
  2. contribuire alla protezione e al miglioramento dell’ambiente e all’interruzione e all’inversione del processo di perdita di biodiversità, compresi il sostegno alla rete Natura 2000 e il contrasto al degrado degli ecosistemi;
  3. migliorare lo sviluppo, l’attuazione e l’applicazione della politica e della legislazione ambientale e climatica dell’Unione;
  4. catalizzare e promuovere l’integrazione e la diffusione degli obiettivi ambientali e climatici nelle altre politiche e nella pratica nel settore pubblico e privato, anche attraverso l’aumento della loro capacità;
  5. sostenere maggiormente la governance ambientale e in materia di clima a tutti i livelli.

La Basilicata, ad esempio, con questo programma (Best practices exchange and strategic tools for GPP)  ha redatto – nell’ambito dei CAM -un piano di azione per il triennio 2017–2020 che prevede tre tipologie di obiettivi specifici:

  • raggiungimento delle soglie di acquisti verdi da realizzare nell’ambito di ciascuna categoria merceologica individuata all’interno del Piano di Azione Nazionale per il GPP;
  • diffusione degli acquisti verdi (GPP) nell’intero territorio regionale;
  • implementazione di un sistema di monitoraggio.

Il piano d’azione sarà finanziato dalla Commissione Europea, con il coinvolgimento come partner della Regione Lazio, della Regione Sardegna, del Ministero Ambiente Romania e della Fondazione Ecosistemi.

Anche la Regione Lazio, sempre nell’ambito del Progetto LIFE GPPbest – Best Practices Exchange and strategic tools for Gpp ,  ha prodotto un’infografica inerente ai Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia, per meglio spiegare e chiarire gli ambiti di definizione ed applicazione ed ha introdotto criteri che, negli affidamenti o nelle gare danno maggior punteggio, come la capacità tecnica dei progettisti nell’applicazione dei sistemi di certificazione sostenibile in edilizia.

La Sardegna, invece, ha sviluppato due piani d’azione, uno per gli acquisti pubblici ecologici  e uno di azione ambientale.

Questi due strumenti di pianificazione e programmazione definiscono la strategia regionale volta alla realizzazione di azioni concrete di sostenibilità ambientale.

Ha, inoltre, instituito otto ecosportelli GPP provinciali, finanziati dalla Regione con il compito di fornire informazioni per favorire una maggior diffusione dell’approccio del GPP segnalando buone pratiche, possibili fonti di finanziamento, sinergie con altre politiche ambientali. Ma anche per svolgere attività di assistenza tecnica e supporto sulle modalità di redazione di documenti strategici delle procedure di acquisto, per realizzare iniziative di animazione territoriale, rivolti a target specifici di utenti e per promuovere, in varie forme e modalità, i consumi sostenibili.

Per una panoramica generale sulle azioni in termini di GPP e CAM intraprese dalle singole Regioni italiane con un quadro di sintesi predisposto dal Ministero dell’Ambiente visitare l’indirizzo http://www.minambiente.it/pagina/il-gpp-negli-enti-locali#R.

 

Fonti:

http://www.minambiente.it/pagina/piano-dazione-nazionale-sul-gpp
www.csqua.it
http://www.arrr.it/en/prevenzione-gpp.html
http://www.isprambiente.gov.it/it/certificazioni/ipp/gpp

Criteri ambientali minimi: esempi virtuosi anche in Italia


http://www.minambiente.it/pagina/che-cosa-e-il-gpp
http://www.minambiente.it/pagina/il-gpp-negli-enti-locali#R

Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

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Elisa Poggiali

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Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.