Addio a Rossana Rossanda, compagna, eretica, farfalla

Non c’è spazio per la bagarre politica, stavolta la faziosità non c’entra niente. C’è solo un grande vuoto da colmare, per non caderci tutti dentro.

È morta nella notte Rossana Rossanda, partigiana, comunista, intellettuale, giornalista, scrittrice, fondatrice del Manifesto. Aveva 96 anni e si è spenta nella propria abitazione a Roma. La notizia è stata data dal sito del Manifesto che ha annunciato un’edizione speciale del giornale per martedì per celebrare questa donna straordinaria, di una generazione straordinaria, di un modo di fare politica straordinario. Non c’è spazio per la bagarre politica, stavolta la faziosità non c’entra niente. Scrive su Twitter l’onorevole Guido Crosetto, attuale coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia:

“È morta Rossana Rossanda, comunista vera, con cui ho avuto il piacere di parlare alcune volte. Ero affascinato dai racconti sulla discussione interna al PCI in merito all’URSS. Era una donna affascinante perché durissima e rigorosa, ma con rispetto. RIP”.

Del resto applicare faziosità e strategie in relazione a Rossana Rossanda è difficile. Storica dirigente del Pci, nel 1969 venne radiata, in quanto esponente della sinistra critica del partito. Quindi, con Lucio Magri, Luigi Pintor e Valentino Parlato fondò il manifesto, prima come rivista e poi come quotidiano. Una vita di battaglie ed eresie. Criticò le leggi speciali, difese Adriano Sofri, tra i pochi a schierarsi e firmare un appello a sostegno di Enzo Tortora. Sua l’impresa, fino ad allora mancata dai suoi colleghi uomini, di far parlare il capo delle Brigate Rosse, Mario Moretti, in un’intervista sul caso Moro.

Non conformista, non scontata, rigorosissima, incuriosita dai suoi interlocutori ma mai fino in fondo persuasa, chi l’ha conosciuta giura che bastava un aggettivo mal riposto per farla intervenire a correggerlo. Perché dire una cosa in un’altra maniera equivale a dire un’altra cosa, e con le parole, come con la politica, ci vuole rigore.

La scomparsa di Rossana Rossanda è una perdita enorme, non solo per i lettori del Manifesto. Non solo per i comunisti, per chi lo è stato, per chi lo è ancora, nonostante tutto. Non solo per la sinistra italiana. “La ragazza del secolo scorso” lascia un vuoto che riguarda l’impegno individuale, civile, prima ancora che politico. Un vuoto tanto più impossibile da colmare con gli attuali figuranti da quattro soldi che abbiamo in Parlamento, tanto più da colmare, urgentemente, a meno di cadere tutti nel vuoto.

Nata a Pola, antifascista aveva partecipato alla Resistenza. Questo l’incipit dell’autobiografia “La ragazza del secolo scorso” che pubblicò con Einaudi nel 2005:

“Non ho trovato il comunismo in casa, questo è certo. E neanche la politica. E poi dell’infanzia non ricordo quasi niente, e poco dei primi sette anni nei quali – secondo Marina Cvetaeva – tutto sarebbe già compiuto. Non ho nostalgie di un’età felice né risentimenti per lacrime versate nella notte. Dev’essere stata un’infanzia comune, affettuosa, un’anticamera, una crisalide dalla quale avevo fretta di uscire per svolazzare a mo’ di farfalla”.

Bella ciao, compagna, eretica, irreprensibile farfalla.

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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