Adolescenti, troppo smartphone di notte. A rischio insonnia, violenza e bullismo

Violenza, ansia e depressione aumentano se il riposo notturno è scarso. I pediatri: spegnete i cellulari

In molti dormono poco, altri dormono male. Altri ancora dormono poco e male. E i casi di bullismo e violenza aumentano, e così pure disturbi come sonnolenza diurna, ansia, depressione e mal di testa: è quanto emerge dall’indagine «Gli adolescenti e il sonno» realizzata dall’Associazione Laboratorio Adolescenza e dall’Istituto di Ricerca IARD in collaborazione con Associazione Culturale Pediatri, con il contributo non condizionante di Uriach Italia, divisione Laborest. Tra i principali indiziati, l’uso durante la notte degli smartphone.

Solo il 7% dei ragazzi dorme 9 ore per notte

Dalla ricerca, svolta su un campione nazionale rappresentativo di 2019 studenti (1027 maschi e 992 femmine) frequentanti la terza media (età 12-14 anni), emerge che solo il 7% dei teenager dorme di notte 9 ore come raccomandato dai pediatri, mentre il 20% dorme meno di 7 ore.

A letto troppo tardi

Il problema della scarsità di riposo notturno dal punto di vista quantitativo dipende, prima di tutto, dal fatto che i ragazzi vanno a dormire troppo tardi: secondo l’indagine, il 55% si mette sotto le coperte tra le 22 e le 23 e il 28% addirittura dopo le 23.

Smartphone sempre acceso

Dal punto di vista qualitativo, invece, il sonno risulta in gran parte disturbato dalla presenza e dall’uso degli smartphone: il 59% dei teenager intervistati ammette di lasciare acceso lo smartphone accanto a sé tutta la notte. In particolare ad avere l’”ansia da telefono” sono le ragazze, che lo lasciano acceso durante le ore notturne con uno scarto di 10 punti percentuali rispetto ai coetanei maschi (66% rispetto a 56%). Le ragazze inviano messaggi sui social anche di notte (60% rispetto al 56% dei ragazzi) e utilizzano questo sistema anche come “sonnifero” quando non riescono ad addormentarsi (40%) – sebbene ormai sia noto che la luce degli schermi dei dispositivi elettronici allontani il sonno: e infatti le ragazze hanno, rispetto ai ragazzi, maggiori problemi ad addormentarsi (72% contro il 58%).

Leggi anche: 5 consigli per evitare ai nostri figli la dipendenza da smartphone

Genitori all’oscuro

In oltre il 40% dei casi i genitori non sono a conoscenza delle dinamiche del sonno che riguardano i loro figli. «Sebbene il problema sia presente e importante, raramente noi pediatri ne siamo messi al corrente o veniamo interpellati, perché i ragazzi non ne parlano coi propri genitori», spiega Maria Luisa Zuccolo, pediatra del gruppo Adolescenti ACP. «Meno del 30% considera i problemi di sonno qualcosa da dovere condividere coi genitori o poter riferire al proprio medico». 

Le conseguenze del poco sonno

La mancanza di sonno provoca prevalentemente difficoltà a svegliarsi la mattina (82%), perdurare di un senso di stanchezza durante la giornata (55%) e mal di testa (40%), e un adolescente su tre registra inoltre effetti negativi sul rendimento scolastico.

I rimedi proposti (ma non praticati)

I ragazzi sanno in teoria cosa fare per rimediare alla ridotta qualità e quantità di sonno. Intervistati al riguardo, affermano che possibili rimedi contro il riposo notturno disturbato potrebbero essere condurre ritmi di vita regolari per l’82%, fare attività sportiva costante per il 79% e seguire una sana alimentazione per il 73% (oltre a non dormire in camera da soli, secondo il 76%). Comportamenti che però, nella vita di tutti i giorni, gli adolescenti adottano molto poco.

Rischio comportamenti antisociali

Dai dati raccolti emerge, spiega la studiosa, che esiste una “questione sonno” che merita attenzione nel periodo adolescenziale «anche perché gli adolescenti che dormono poco sono a maggior rischio di comportamenti antisociali come bullismo e violenza, così come di disturbi quali sonnolenza diurna, ansia, depressione e mal di testa, sempre più diffusi fra i banchi di scuola».

Leggi anche: Smartphone, ecco come riciclare (in casa) il tuo vecchio amico

Troppo precoci con i social network

La ricerca rientra nell’ambito dell’”Indagine quantitativa e qualitativa sugli stili di vita degli adolescenti” – realizzata da Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca Iard, con la collaborazione dell’Associazione culturale pediatri (Acp) e l’Osservatorio permanente giovani e alcol – da cui emerge che gli adolescenti italiani sono sempre più precoci nel possesso dello smartphone e nell’uso dei social network (il 60% già tra i 10 e 11 anni), hanno una sempre più scarsa propensione alla lettura e uno su quattro non fa alcuna attività sportiva.

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

Potrebbe interessarti anche

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

Consigli per gli acquisti

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy