Agnelli e il progetto di un calcio solo per ricchi

La SuperLega va incontro alle esigenze degli sponsor ma sfida il senso dello sport: chi vincerà?

Una mutazione genetica. Una conseguenza del capitalismo sul calcio. Siamo all’eliminazione dei poveri. O meglio, alla creazione di un’élite, di un circolo esclusivo. In cui gli altri, ovviamente, non possono accedere. E’ il calcio del futuro immaginato da Andrea Agnelli e non solo. E’ il progetto SuperLega, un torneo che potrebbe prendere il posto della Champions League. Cui – nelle intenzioni originarie – si parteciperebbe a inviti. I meriti sportivi – promozioni, retrocessioni – non esisterebbero più. Quei club con maggiore capacità di spesa, anche dei propri tifosi (soprattutto dei propri tifosi), giocherebbero tra di loro. Nella Formula Uno del pallone. Gli altri finirebbero nel calcio a bassa velocità.

E’ la nuova guerra del pallone

Un’idea – quella del calcio dei ricchi – contro cui si stanno scagliando le federazioni nazionali. Su tutte, quella tedesca, spagnola, francese. L’Italia balbetta. E’ contraria, almeno sembra, ma lo dice a bassa voce. Del resto l’Italia calcistica è la Juventus.

Il progetto Superlega è fondamentalmente un Master di tennis perpetuo. Come se Djokovic, Federer, Nadal, Tsitsipas e altri giocassero sempre e solo tra di loro. Addio carneadi. Addio sorprese. E’ per certi versi l’aberrazione dello sport. It’s economy, stupid, direbbe quel tale. Nella corsa a spremere spettatori e sponsor, bisogna fare i conti con i cali d’attenzione. Il pubblico non è più attratto da una partita tra il Real Madrid e una squadra europea che dieci volte su dieci perde. Almeno così dicono.

Però. Però. Lo sport è in fondo la vita. E proprio quest’anno l’Europa del calcio si è imbattuta nel fenomeno Ajax che ha eliminato il Real Madrid, la Juventus ed è arrivato a un passo dalla finale di Champions. L’Ajax ha i requisiti per accedere alla SuperLega dei ricchi? Oppure abbiamo vissuto un’emozione che tra qualche anno ci sarebbe negata?

E, soprattutto, non si corre il rischio di andare incontro all’effetto saturazione? I campionati nazionali di fatto perderebbero di importanza. Effetto che peraltro già stiamo vivendo con i domini più o meno incontrastati di Psg, Juventus, Bayern Monaco. Solo il Regno Unito resiste, con una lotta tra sei squadre che infatti dovrebbero entrare tutte nel club esclusivo voluto da Agnelli e in fin dei conti accettato dalla Uefa.

Sarebbe un passaggio epocale. Dalle conseguenze ancora non del tutto immaginabili.

Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo

Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.

Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo

Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.