Agricoltura di precisione per l’ambiente e la biocircolarità

Ce ne parla Andrea Cruciani, amministratore delegato della giovane startup perugina Agricolus

“Un sistema che fornisce gli strumenti fondamentali per fare la cosa giusta, nel posto giusto, al momento giusto” è il concetto espresso da Pierce e Novak (1999) per sintetizzare quelle attività che sono alla base dell’agricoltura di precisione.

Il National Research Council americano (1997) la definisce invece: “Una strategia che usa le tecnologie d’informazione per integrare dati provenienti da più strati informativi ai fini decisionali per la gestione dei sistemi agricoli”.

Quale che sia la definizione più puntuale dell’agricoltura di precisione, termine noto a chi appartiene al settore e meno ai più, forse più semplicemente si può spiegare,  come una strategia gestionale dell’agricoltura in cui si impiegano tecnologie innovative volte all’esecuzione di pratiche e interventi agronomici che tengano conto delle specifiche esigenze di ogni singola coltura.

Il tema è tanto complesso quanto interessante perché attraverso queste tecniche le aziende agricole possono aumentare la loro efficienza produttiva e qualitativa, ridurre i costi e ottimizzare gli input, minimizzando gli impatti ambientali. Ecco perché se ne parla sempre più nel mondo agricolo e nuove aziende nascono proprio per sviluppare queste tecnologie.

Agricolus è una startup che nasce a febbraio del 2017 il cui ambito di operatività è proprio l’agricoltura di precisione. La sua innovazione è un ecosistema cloud di applicazioni pensato per ottimizzare le pratiche agronomiche e supportare così il lavoro di agricoltori, imprese agricole e agronomi. In concreto Agricolus è una piattaforma composta da strumenti per la raccolta e analisi dati: Sistemi di Supporto alle Decisioni (DSS), modelli previsionali, lotta intelligente alle fitopatie e telerilevamento.

L’azienda progetta e realizza Strumenti di Supporto alle Decisioni, il cui utilizzo consente anche di definire politiche di fertirrigazione di precisione: ciò significa che l’impiego delle risorse non è “standard”, ma viene calcolato in base al reale fabbisogno. I trattamenti e le irrigazioni vengono così programmati e realizzati solo quando e dove serve.

Andrea Cruciani, CEO di Agricolus, entra nel merito di come e quanto questa tecnologia consenta minori impatti ambientali e risparmi di costi: “In questo modo, alcuni studi calcolano che si può raggiungere oltre un 40% di risparmio sui costi dei trattamenti, anche se nell’operatività ci aggiriamo ancora intorno al 20%. Ne deriva di conseguenza un pari risparmio sul lato dell’impatto ambientale: utilizzare meno risorse come acqua, pesticidi e fertilizzanti non si traduce solo in una diminuzione dei costi, ma anche nella salvaguardia dell’ambiente che ci circonda”.

La storia dell’azienda viene da più lontano: “L’idea nasce infatti già nel 2010, quando inizia l’attività di ricerca e sviluppo sull’applicazione di tecnologie innovative per l’agricoltura all’interno di un’azienda informatica in cui siamo stati incubati prima di diventare ufficialmente una startup” racconta Cruciani. “La decisione di conferire ad Agricolus una sua “autonomia” arriva dopo la realizzazione di diversi progetti, soluzioni customizzate per grandi clienti e importanti riconoscimenti europei in ambito Smart Agriculture”.

Agricolus ha un team multidisciplinare che intreccia le competenze per soddisfare le esigenze del cliente finale: agrononomi, sviluppatori, analisti e tecnici GIS, ma anche figure che si occupano di comunicazione e web marketing. Il team dei fondatori è composto da Andrea Cruciani (CEO) insieme a Antonio Natale (COO) e a Diego Guidotti (R&D).

La parte più significativa della loro innovatività consiste nell’avere tutti gli strumenti a disposizione all’interno di un’unica piattaforma, attraverso cui gestire gli interventi colturali da effettuare e dove registrare tutte le operazioni relative ai propri campi. “Inoltre i nostri modelli sono basati su diverse fonti di dati: sensori sul campo; satellitari; operazioni di  scouting sul campo (automatiche e non), macchinari agricoli” spiega Cruciani “e una delle caratteristiche principali di Agricolus è di essere un collettore di dati eterogenei che attraverso i nostri modelli matematici vengono uniti (data fusion) per fornire previsioni e stime di alcuni fenomeni: questi modelli non vengono usati solo per prevedere, ma anche per evidenziare delle caratteristiche importanti al fine del supporto alle decisioni”.

Lo scorso anno sono stati tra i vincitori della competizione Start2beCircular, promossa da Fondazione Bracco, Fondazione Giuseppina Mai di Confindustria e Banca Prossima per promuovere la transizione a favore di una crescita sostenibile attraverso iniziative imprenditoriali innovative.

Sul tema biocircolarità in particolare, Cruciani dà notizia di un progetto attualmente in corso: “Stiamo portando avanti diverse iniziative e progetti sperimentali come quello che abbiamo da poco accreditato presso il Large Scale Pilot IoF (internet of farming) che ci vede alle prese con un progetto di economia circolare tra la produzione di foraggio per allevamento e l’utilizzo del letame dell’allevamento nella concimazione del foraggio stesso. Il tutto per un controllo preciso della gestione sia in campo che in stalla che conduca ad una produzione di maggiore qualità”.

Immagine: https://www.agricolus.com/

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Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

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