Il tuo aiuto per salvare le api

La Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica per sapere cosa ne pensano i suoi 500 milioni di abitanti sulle politiche più giuste per provare a salvare le api. Un’occasione rara, su un tema fondamentale

È questo il link per accedere, entro il 5 aprile, al questionario messo a punto dalla Commissione Europea per sapere la nostra opinione sulle politiche per la difesa delle api domestiche e selvatiche, e altri impollinatori. Un’occasione unica, che potrebbe cambiare le cose.

L’impollinazione è – come noto – uno dei servizi più importanti forniti dalla natura per la sopravvivenza e il benessere umano, ma anche per la nostra economia. Le sole api selvatiche, composto da oltre 20mila specie, garantiscono l’impollinazione dei fiori da cui dipende il 35% della produzione agricola mondiale, con un valore economico stimato ogni anno di oltre 153 miliardi di euro a livello globale e 22 miliardi di euro in Europa. Quasi il 90% di tutte le piante selvatiche con fiore e oltre l’80% delle piante coltivate dall’industria, infatti, dipendono in vasta misura dall’impollinazione animale: api domestiche e selvatiche, vespe, farfalle, falene, coleotteri, uccelli, pipistrelli e altri vertebrati. Tutti animali, soprattutto le api, in forte declino per diversi fattori: l’inquinamento, il cambiamento climatico, le malattie, ma soprattutto l’uso di antiparassitari in agricoltura.

L’Unione Europea e la sua Politica Agricola Comune (PAC 2014 – 2020) avrebbero quindi ottime ragioni per prendersi cura delle api e degli altri insetti impollinatori, ma questo ancora non avviene come dovrebbe, a giudicare per esempio dal Programma per lo Sviluppo Rurale del secondo pilastro della PAC, che di fatto attribuisce più contributi finanziari agli agricoltori che utilizzano pesticidi rispetto a coloro che praticano l’agricoltura biologica.

Se vuoi partecipare, ma non ti senti abbastanza informato sul tema, il progetto Bee Safe del Wwf, parte della Campagna “Cambia la Terra”, fornisce anche una guida alla compilazione del questionario e le indicazioni per partecipare. Non serve comunque essere esperti, nè avere troppo tempo a disposizione per far capire da che parte stiamo. Ogni contributo è prezioso: la moria delle api in Europa ha segnato una perdita dell’11,9% negli inverni tra il 2015 e il 2016 e le cose non stanno migliorando. Perché un alveare sopravviva, la perdita massima consentita durante l’inverno è del 15% delle api. Paesi con un uso di pesticidi ancora più spinto del nostro, come gli Stati Uniti, hanno perso nello stesso periodo addirittura il 28,1% delle colonie.

Inoltre, il prossimo 22 marzo, la Commissione deciderà nello specifico sul divieto definitivo di alcuni insetticidi neonicotinoidi accusati di essere tra i principali responsabili della moria delle api domestiche e selvatiche, come ha confermato un recente rapporto presentato dall’EFSA (Agenzia Europea per la sicurezza alimentare). Si può dire la nostra – facendo pressione sul governo italiano e sulla Commissione europea nello stesso tempo – anche con una raccolta firme organizzata da Greenpeace a questo link.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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