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Alaska: il sì di Trump alla caccia con tecniche “inumane e barbare”

Nel mirino anche i cuccioli di orsi e lupi

Donald Trump abolisce le regole introdotte dall’Amministrazione Obama nel 2015, dando il via libera ai cacciatori di tornare ad uccidere lupi ed orsi e i loro cuccioli nei parchi nazionali dell’Alaska. La motivazione? Secondo i cacciatori, i divieti imposti rappresentano una violazione delle pratiche tradizionali dei nativi della regione.

A sconcertare non è tanto il tema generale dalla caccia, da sempre campo di scontro tra chi dice e chi dice no a questa pratica, ma sono le tecniche ri-autorizzate dall’amministrazione USA corrente.

Infatti, dal 9 luglio 2020, tornerà ad essere normale poter risvegliare gli orsi dal letargo direttamente nelle loro tane usando come esche i dolci. O stanare lupi e coyote con i loro cuccioli durante lo svezzamento abbagliandoli con i fari, per poi sparargli. Ma non solo… sarà possibile anche sparare agli animali direttamente dalle proprie autovetture, imbarcazioni e velivoli in generale, elicotteri e snowmobile compresi.

Il provvedimento pubblicato sul Federal Register, (la Gazzetta Ufficiale degli Stati Uniti Usa), è frutto di una serie di pressioni fatte all’amministrazione Trump da parte dei funzionari eletti dell’Alaska che, per la maggior parte amanti della caccia, considerano i divieti imposti cinque anni fa da Obama come più severi rispetto ai vigenti nel resto degli USA. Di contro, questa decisione non poteva che suscitare l’ira delle associazioni ambientaliste, gestori dei parchi nazionali compresi, che definiscono queste nuove libertà concesse ai cacciatori come inumane e barbare, sottolineando anche che i parchi dove saranno applicate “sono i posti dove arrivano turisti da tutto il mondo nella speranza di vedere questi animali, vivi e nel loro habitat naturale”.

Una scelta che ha tutta l’aria essere stata presa più per interessi politici ed economici che nell’interesse della tutela della fauna e delle tradizioni locali, come dichiarato.

Tra i sostenitori della nuova misura, tra gli altri Lisa Murkowski, senatrice repubblicana dell’Alaska, la quale afferma che il provvedimento “protegge le tradizioni di caccia e di pesca dell’Alaska e difende i diritti dello stato“, affermazione non passata inosservata e severamente criticata da Theresa Pierno, presidente del National Parks Conservation Association:  sparare ad una mamma orso ed al suo cucciolo in letargo non è il tipo di tradizione che i nostro parchi nazionali dovrebbero preservare”.

Alla voce di protesta di Theresa, si aggiunge quella di Jim Adams, direttore della medesima associazione, che considera questa autorizzazione un escamotage per ridurre la popolazione di lupi e altri predatori in generale, e determinare un aumento significativo di agli altri animali del parco, come caribù e alci. Vittime preferite dai cacciatori.

Il delicato momento storico che l’America si trova a vivere in questi giorni (l’incertezza della pandemia del Coronavirus tra i migliaia di decessi e disoccupati e il dilagante malcontento di migliaia di manifestanti per l’omicidio Floyd) sembrerebbe essere stato terreno fertile per Donald Trump che, approfittando della situazione, ha dichiarato ufficialmente aperta la stagione di caccia di orsi e lupi dopo che la discussione sulle regole era ferma dal 2018.

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Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

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Claudia Faverio

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