Cos’è il Binge Drinking (abbuffata alcolica)? Fotomontaggio di Armando Tondo, luglio 2018Cos’è il Binge Drinking (abbuffata alcolica)? Fotomontaggio di Armando Tondo, luglio 2018

Binge drinking: ubriacarsi alla velocità della luce fa male

Alcol e giovani: dall’Istat la notizia che è in aumento la pratica dell’ubriacatura veloce

Sebbene tra i ragazzi sia in diminuzione il consumo giornaliero di alcol, l’assunzione di bevande alcoliche fuori dai pasti risulta in crescita e sale la percentuale di giovani che beve alcol in modo smodato fino a ubriacarsi, fenomeno noto come binge drinking.

Diminuisce il consumo giornaliero di alcol, ma aumenta quello fuori dai pasti e il ricorso al binge drinking, pratica pericolosa per la salute che consiste nell’assunzione di dosi elevate di alcolici in un breve lasso di tempo finalizzata al rapido raggiungimento dell’ubriachezza. Il tema “alcol e giovani” nel nostro Paese può attualmente essere visto come una medaglia con due facce molto diverse tra loro che, se da un lato mostra un dato positivo grazie alla diminuzione del consumo giornaliero di bevande alcoliche, dall’altro mette invece in risalto due dati negativi: l’aumento dell’ingestione di alcol al di fuori dei pasti e la crescita del fenomeno del binge drinking, l’ubriacatura veloce. I dati arrivano dal Report 2016 sul Consumo di alcol in Italia dell’Istat, l’Istituto nazionale di statistica.

Giovani e adolescenti: eccessi frequenti

In particolare, dal Report emerge che il consumo di alcolici tra gli adolescenti – sia quello giornaliero (peraltro molto contenuto), sia quello occasionale (seppure con un andamento oscillante negli ultimi anni) – è diminuito sensibilmente, passando dal 29% al 20,4%, sebbene nel consumo di alcol le fasce d’età a eccedere più frequentemente sia proprio quella degli adolescenti di 11-17 anni (22,9% maschi e 17,9% femmine) seguita da quella dei giovani di 18-24 anni (22,8% maschi e 12,2% femmine), preceduta solo dagli ultrasessantacinquenni (36,2% uomini e 8,3% donne).

Alcolici fuori pasto: consumo massimo intorno ai 29 anni

L’abitudine di assumere bevande alcoliche fuori pasto frequentemente (ovvero almeno una volta a settimana) riguarda soprattutto i giovani di 18-34 anni, con un’incidenza fra i ragazzi più che doppia rispetto alle ragazze. In particolare considerando l’andamento per età, la quota di consumo almeno settimanale di alcol fuori pasto sale fino al raggiungimento della fascia di età 25-29 anni, per poi scendere progressivamente nelle classi di età immediatamente successive.

Il binge drinking

Secondo i nuovi Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti (LARN), si parla di binge drinking quando si assumono oltre 6 unità alcoliche (UA) in un’unica occasione. Una unità alcolica corrisponde a circa 12 grammi di etanolo, che sono contenuti in un bicchiere piccolo (125 ml) di vino a media gradazione, in una lattina o bottiglia di birra (330 ml) di media gradazione o in una dose da bar (40 ml) di superalcolico. La popolazione giovane di 18-24 anni, rileva l’Istat, è quella più a rischio per il binge drinking, frequente soprattutto durante momenti di socializzazione, come dichiara il 17% dei ragazzi (21,8% dei maschi e 11,7% delle femmine), e in particolare tra i 16 e 17 anni questa pratica raggiunge livelli superiori a quelli medi della popolazione.

Il luoghi del binge drinking

Il Rapporto 2016 dell’Istat ha anche indagato quali sono i luoghi in cui più spesso i giovani si lasciano andare al binge drinking: per adolescenti e giovani fino a 24 anni i posti preferiti risultano essere le discoteche e, in generale, i locali “night”, mentre le persone un po’ più grandi (24-44 anni) mostrano di preferire i bar, i pub o le birrerie. Per quanto riguarda il luogo in cui è avvenuto più frequentemente l’ultimo episodio di binge drinking, nell’ordine si trovano: casa di amici o parenti (39,3%); bar, pub o birreria (29,4%); ristorante, pizzeria, osteria (27,5%); casa propria (25,1%); discoteca/night (13,0%); all’aperto o in strada (5,3%) e altri luoghi (2,7%), come ad esempio posti di degustazione o vinoforum .

Chi va in discoteca consuma più alcol

Alcuni comportamenti non moderati nel consumo di alcolici risultano più diffusi tra chi frequenta abitualmente (più di 12 volte nell’anno) discoteche e luoghi in cui si balla. “Pur non potendo affermare che il consumo di bevande alcoliche avviene necessariamente nel momento in cui ci si trova in discoteca o in altri luoghi in cui si balla – si legge nel Rapporto Istat – si osserva che alla frequentazione assidua di questi luoghi nel tempo libero (12 o più volte all’anno) si associa un’abitudine maggiore al bere in modo non moderato”. E il fenomeno riguarda soprattutto i giovani e gli adulti fino a 44 anni. In particolare, poi, “tra i giovani di 18-24 anni di sesso maschile che vanno abitualmente in discoteca, il 38,4% ha l’abitudine al binge drinking (contro il 10% di quelli che non ci vanno) e il 24,4% delle donne (contro il 3,2%). Anche la quota dei giovanissimi di 11-17 anni con l’abitudine al binge drinking (3,5%) sale tra chi frequenta le discoteche e raggiunge il 18,9% tra chi le frequenta maggiormente”.

Le bevande alcoliche preferite

Tra gli adolescenti di 11-17 anni e i giovani (fino a 44 anni) ai primi posti si trovano birra e aperitivi, amari e superalcolici, e all’ultimo posto il vino. Ma sono forti le differenze di genere: gli uomini scelgono soprattutto la birra, le giovani fino a 24 anni invece aperitivi, amari e super alcolici.

L’esempio dei genitori conta

Il consumo non moderato di alcol dei genitori influenza il comportamento dei figli: ha infatti abitudini alcoliche non moderate il 30,5% degli 11- 24enni che vivono in famiglie dove almeno un genitore ha un consumo di alcol eccedente, mentre la percentuale scende al 16,2% tra i giovani con genitori che non bevono o bevono in maniera moderata.

Indispensabili monitoraggio e prevenzione

Nonostante alcuni segnali positivi come la diminuzione del consumo giornaliero di alcol tra i giovani, “si osservano ormai da tempo modalità di consumo rischiose per la salute che vanno monitorate – si legge nel documento elaborato dall’istituto superiore di sanità in base ai dati Istat in occasione dell’Alcohol prevention day 2017. “L’attenzione va posta specialmente su consumo di alcol in età precoce, consumo occasionale e al di fuori dai pasti e consumo quotidiano non moderato e binge drinking”. Tra le strategie che dovranno essere poste in atto nel futuro per ridurre il consumo di alcolici, conclude il documento, “è necessario monitorare il comportamento di gruppi specifici di popolazione più a rischio, come i giovani”, e “informarli ed educarli a un consumo moderato non legato alle mode, superando l’ignoranza e i falsi miti legati alla socializzazione e al successo. Senza dimenticare di puntare sulla prevenzione a partire dalla famiglia, “perché molti comportamenti scorretti vengono appresi anche tra le mura domestiche”.

Immagine di copertina: fotomontaggio di Armando Tondo, luglio 2018

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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