Alcol, sigarette e gioco d’azzardo: per i minori l’accesso è quasi libero

Sebbene siano vietati ai minorenni per legge, a questi prodotti gli adolescenti italiani possono accedere con facilità. L’indagine Moige

Il 65% dei commercianti non controlla l’età dei ragazzi a cui vende alcolici.
Il 40% del tabacco ai minorenni viene venduto nelle tabaccherie e, rispetto al gioco d’azzardo, al 62% degli under18 non è stato mai chiesto il documento per verificare l’età.

Insomma: ai prodotti come alcol, tabacco e giochi d’azzardo, vietati ai minorenni dalla legge, i ragazzi italiani con meno di 18 anni hanno un accesso piuttosto semplice, in diversi casi quasi libero.  I dati arrivano dall’indagine “Venduti ai minori” promossa dal Moige (Movimento italiano genitori), organizzazione che agisce per la protezione e la sicurezza dei bambini attraverso azioni di intervento e prevenzione sui problemi dell’infanzia e dell’adolescenza.

L’alcol

Lo studio, condotto da un gruppo di ricercatori guidati da Tonino Cantelmi dell’Università Europea di Roma su un campione di 1.388 minori tra gli 11 e i 17 anni frequentanti scuole secondarie di primo e secondo grado italiane, ha messo in evidenza che pub, discoteche e bar (64%) sono il principale accesso all’alcol degli under18, e che la maggior parte dei rivenditori non presta attenzione al rispetto della normativa vigente a tutela di chi non è ancora maggiorenne: se il 65% degli esercenti non controlla l’età dei ragazzi, il 38% – anche quando la verifica – non si rifiuta di somministrare comunque le bevande alcoliche. Inoltre sembrerebbe che nel 48% dei casi i commercianti abbiano continuato a vendere alcolici nonostante il visibile stato di ubriachezza dei giovani acquirenti.

Tabacco, sigarette e cannabis

Anche nel caso della vendita di sigarette e di tabacco nel 63% dei casi il documento ai giovani acquirenti non viene chiesto e, secondo i dati raccolti, il 45% dei venditori non si rifiuta di vendere sigarette nonostante abbia accertato la minore età. Riguardo alla vendita tramite i distributori automatici, gli adolescenti intervistati affermano di aver aggirato il problema della verifica dell’età tramite tessera sanitaria chiedendo a un amico più grande (66%) o utilizzando la tessera di un genitore o un fratello (19%), mentre il 15% dichiara di avere accesso a distributori che vendono senza chiedere la tessera, e quindi illegali.
Stesso copione anche per quanta riguarda la sigaretta elettronica: i giovani hanno dichiarato che nel 78% dei casi non è stato chiesto loro un documento prima dell’acquisto e che 3 volte su 4 il rivenditore non si è rifiutato di vendere il prodotto nonostante avesse accertato la loro minore età. E per quanto riguarda la vendita di cannabis light, dall’indagine è emerso che tra i cannabis shop 7 rivenditori su 10 (68%) hanno venduto il prodotto nonostante gli acquirenti fossero under18.

Il gioco d’azzardo

Rispetto al gioco d’azzardo, al 62% dei minori non è stato mai chiesto il documento per verificare l’età e in un caso su due il rivenditore non si è rifiutato di farlo malgrado la conoscenza della minore età. ‘’Sono dati molto gravi e preoccupanti che fanno emergere un grande pericolo per la tutela dei nostri figli – ha affermato Antonio Affinita, direttore generale del Moige -. Occorre ripensare e ridefinire il sistema di sanzioni, controlli e formazione. L’impegno a proteggere  i minori non può essere confinato solo in famiglia, ma riguarda tutti coloro che producono tali prodotti nocivi, che devono attivarsi fattivamente per garantire che non vadano a finire nelle mani dei nostri ragazzi’’.

Agire con urgenza per tutelare i minori

“Occorrono – ha commentato la senatrice Licia Ronzulli, Presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza -. interventi normativi più stringenti verso chi compie atti così miserabili verso un minore. L’indagine del Moige apre uno squarcio molto ampio e decisamente preoccupante ed evidenzia la necessità di agire con urgenza per la tutela dei minori, rilanciando anche il tema dei controlli. Dobbiamo ricordarci che la tutela dei minori non è un optional”.

 

Commenta con Facebook
Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

commenta

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.