Alexandria Ocasio-Cortez in Italia verrebbe fatta ancora più a pezzi

In Italia manca una Alexandria Ocasio-Cortez, ma forse è meglio così. Meglio per lei. “Fai troppo poco sesso”, “Sodero, se non stai zitta ti violento”, “Te ne sei andata a Roma a cercare i negretti”: da noi è così che ci si rivolge alle donne in politica, e le Ocasio-Cortez non avrebbero speranza di sopravvivere.

“Non mi hanno cresciuta per accettare abusi dagli uomini”: in dieci minuti di intervento in aula, la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez ha prima distrutto l’attacco violento del repubblicano Ted Yoho, che lo scorso lunedì l’aveva apostrofata con un insulto sessista, bitch, “puttana”, poi ha sbugiardato il tentativo di scusarsi – o meglio, di non scusarsi – di lui. Nel discorso di “scuse” il deputato Yoho si era infatti appellato al proprio status di pater familias lasciandosi andare a un’arringa goffa e oltremodo retorica anche per il gusto degli americani, che quanto a retorica, notoriamente non scherzano.

discorso integrale della deputata Ocasio-Cortez

Ventotto anni, origini portoricane, proveniente dal Bronx e dichiaratamente socialista, un profilo in netta discontinuità col passato, atipico, non soltanto per i repubblicani di Donald Trump, ma anche per molti democratici del suo partito. “L’ostacolo più grande a una donna in politica non è all’opposizione, è nel proprio partito”, disse una una volta Tina Anselmi intervistata da Enzo Biagi, e mai frase fu più puntuale, perché ogni donna che faccia politica, sa che prima di tutto deve pararsi dal fuoco amico, è la regola, e per la Ocasio non ci sono state eccezioni o sconti dal suo partito.

Ciò nonostante, con una scalata inedita persino nella patria del self-made (sì, meglio se man però), Alexandria Ocasio-Cortez sta rivoltando il dibattito politico come un calzino. Non senza incongruenze, intendiamoci: pubblicamente protesta contro Nancy Pelosi, ma politicamente le dà il proprio voto alla camera. Presenta un Green New Deal talmente utopico da risultare palesemente irrealizzabile anche agli occhi di un bambino, al punto che i più maliziosi dicono lo abbia fatto per farsi un po’ di pubblicità in stile Al Gore ai tempi d’oro, tanto più che il Green New Deal della Ocasio mira a un’economia a zero emissioni (carbon neutral) nel giro di dieci anni, ma presuppone un’attuazione in deficit, e senza vietare il fossile. Chiede Aliquote al 70% per i patrimoni superiori ai 10mln e sanità pubblica per tutti, ma non dice come realizzarli, e così via.

Al netto di queste incongruenze, però, AOC (come viene definita da media e supporters) oltre ad assumersi il pesante fardello di next big thing della politica americana, sta portato avanti ideali socialisti come mai era avvenuto prima. Un socialismo, quello di Alexandria Ocasio-Cortez (e di Bernie Sanders) del tutto inedito per gli elettori americani, che invece complici fatti, accadimenti e rivolte, sono chiamati forse per la prima volta a una radicalità che, se dovesse funzionare, deflagrerebbe nel resto del mondo. Una radicalità così potente, da, magari, un giorno, portarsi via frasi come “fai più sesso” e “Stai zitta o ti violento”. Perché se è vero che in Italia manca una Alexandria Ocasio-Cortez, è altrettanto vero che, forse, è meglio. Meglio per lei. Perché qui alle donne ree di lanciarsi in politica si dà della puttana un giorno sì e l’altro pure, tanto nei bagni del Parlamento, magari in sottovoce, quanto nei consigli comunali delle province più sperdute, come quella di Frasi, in Puglia, dove il consigliere comunale Vito Zocco, alla collega Francesca Sodero, ha rivolto, nell’ordine, le seguenti frasi: “Fai troppo poco sesso”, “Sodero, se non stai zitta ti violento”, “Te ne sei andata a Roma a cercare i negretti”. Da noi le Ocasio-Cortez non avrebbero speranza di sopravvivere. O forse no, stiamo a vedere.

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

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Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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