Alimentazione sana: ecco le sette fake news …

… scovate (e smentite) dall’Istituto superiore di sanità

La frutta va mangiata lontano dai pasti. Consumare carboidrati a cena fa ingrassare. Bere l’acqua del rubinetto fa venire i calcoli ai reni. In fatto di alimentazione si sentono ogni giorno informazioni di diverso tipo e, complice il web, le notizie – vere o false che siano – fanno presto a rimbalzare da un sito all’altro, creando vere e proprie credenze popolari.

Poiché mangiare in modo corretto è molto importante per rimanere in buona salute, l’Istituto superiore di sanità (Iss) – l’organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale che sotto la vigilanza del ministero della Salute svolge funzioni di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, documentazione e formazione in materia di salute pubblica – ha stanato e smentito alcune “bufale alimentari“. Eccone sette.

1. Consumare carboidrati a cena fa ingrassare

Falso. Una credenza tanto diffusa quanto errata è quella di evitare di consumare i carboidrati a cena (per esempio un bel piatto di pasta) perché in questo momento della giornata fanno ingrassare. “Si tratta di una errata convinzione – si legge sul sito dell’Iss – Non conta infatti in che momento della giornata si mangino carboidrati, ma piuttosto quanti se ne introducono quotidianamente e di quante calorie totali si compone la nostra dieta”. Il rischio dell’aumento di peso non sussiste se i carboidrati vengono consumati in porzioni adeguate al proprio fisico, all’età e all’attività fisica.

2. La frutta va consumata lontano dai pasti

Falso. Si sente spesso dire che mangiare frutta a fine pasto non sia una buona abitudine. I motivi che alimentano questa credenza sono diversi: tra tutti, spicca la motivazione legata al gonfiore che deriverebbe dal fatto che il consumo di frutta come conclusione del pranzo o della cena rallenti il transito del cibo attraverso il tratto gastrointestinale, dando vita a processi di fermentazione del cibo introdotto e conseguente accumulo di gas nell’intestino. Questa situazione si verifica soprattutto in persone che soffrono di disturbi intestinali: nei soggetti senza queste problematiche, invece, mangiare un frutto a fine pasto apporta diversi benefici, tra cui l’aumento del senso di sazietà.

3. Se hai bisogno di ferro, mangia spinaci

Falso. A differenza di ciò che comunemente si crede, gli spinaci non sono una buona fonte di ferro per l’organismo. Gran parte del ferro in essi contenuto è inutilizzabile dall’organismo perché presente insieme a sostanze che ne inibiscono l’assorbimento nell’intestino. La credenza popolare che gli spinaci siano un’ottima fonte di ferro è, probabilmente, dovuta in parte alla larga diffusione mediatica che hanno avuto alcune pubblicità e alcuni cartoni animati. Il consumo di spinaci, comunque, va sempre raccomandato perché sono una buona fonte di vitamine, acido folico e cellulosa.

4. Mangiare gli agrumi di sera fa male

Falso. Secondo un antico proverbio è cosa buona mangiare l’arancia – e gli agrumi in generale – al mattino, mentre è meno consigliato consumare questi frutti di pomeriggio o, peggio, di sera, perché renderebbero difficile la digestione. L’Istituto superiore di sanità spiega però che nessuna prova scientifica dimostra che l’arancia – e gli agrumi in genere – siano da consumare in specifici momenti della giornata, né che possano influenzare in modo negativo la digestione per individui in salute. Il succo d’arancia va invece consumato con molta moderazione da chi soffre di reflusso gastroesofageo, perché potrebbe provocare un peggioramento della sintomatologia.

5. Il kamut è un cereale antico

Falso. Il “Kamut” non è il nome di un cereale antico, ma il marchio commerciale che la società Kamut International ha posto su una varietà di frumento che negli Stati Uniti è stata registrata con la sigla QK-77 e che viene coltivata e venduta in regime di monopolio in tutto il mondo.
Vedi anche: Kamut: sappiamo che stiamo mangiando una marca?

6. L’acqua del rubinetto fa venire i calcoli

Falso. Nessuna evidenza scientifica giustifica il consiglio molto diffuso di utilizzare acque leggere o moderatamente oligominerali in sostituzione dell’acqua del rubinetto per evitare la formazione di calcoli ai reni. È una falsa convinzione pensare che la concentrazione di calcio presente nell’acqua potabile di casa possa favorire la formazione di calcoli renali.
Leggi anche: Meno plastica, l’acqua pubblica è buona!
e: Il Disertore: gli italiani bevono acqua minerale perché si paga

7. La cipolla assorbe i microbi

Falso. Le cipolle sono spesso usate come rimedio naturale contro tosse e raffreddore, soprattutto per i bambini: si pensa che posizionando accanto ai lettini alcune fette di cipolla, queste sarebbero in grado di attirare i microbi, risolvendo il raffreddore. In realtà la cipolla può aiutare a liberare il naso, anche in caso di raffreddore, perché induce la lacrimazione, e quindi facilita l’espulsione del muco che ristagna nelle cavità nasali, ma la sua azione anti-raffreddore non va oltre questa funzione.

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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