Alzheimer, nuove speranze: un farmaco rallenta il declino

L’azienda produttrice richiederà alla Fda autorizzazione alla immissione in commercio

Contro l’Alzheimer, la forma di demenza più diffusa al mondo, potrebbero esserci nuove speranze. Potrebbe infatti essere in arrivo la prima terapia in grado di rallentare il declino cognitivo: un farmaco sperimentale che si chiama Aducanumab, ovvero un anticorpo specifico contro la proteina beta amiloide, da sempre principale indiziata nell’insorgenza di questa forma di demenza.

Prima terapia contro l’Alzheimer

Il farmaco è stato messo a punto dall’azienda statunitense Biogen, che prevede di presentarne richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio negli Stati Uniti all’inizio del 2020: se l’immissione in commercio verrà approvata dalla Food and Drug Administration (FDA, l’Agenzia statunitense per gli alimenti e i medicinali), la molecola diverrebbe la prima terapia autorizzata per ridurre il declino clinico nella malattia di Alzheimer.

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Aducanumab riduce il declino

L’annuncio arriva dalla stessa azienda, che nel marzo 2019 aveva gelato le molte aspettative riposte in questa molecola interrompendo anticipatamente i trial clinici in corso a seguito di risultati deludenti: una nuova analisi condotta su un set più ampio di dati, spiegano da Biogen, ha dimostrato però che Aducanumab funziona, è farmacologicamente e clinicamente attivo ed è  in grado di ridurre gli accumuli di proteina beta amiloide nel cervello e di rallentare il declino clinico, con un profilo di sicurezza e di tollerabilità coerente con gli studi precedenti.

«Siamo fiduciosi di poter offrire ai pazienti la prima terapia che riduce il declino clinico causato dalla malattia di Alzheimer e le potenziali implicazioni di questi risultati in patologie che presentano caratteristiche simili», ha commentato Michel Vounatsos, Amministratore Delegato di Biogen. «Di fronte a una patologia così devastante, che colpisce decine di milioni di persone del mondo, l’annuncio di oggi rappresenta davvero una speranza nella lotta contro questa malattia».

Implicazioni anche per Parkinson e Sla

Michele Vendruscolo, del dipartimento di chimica dell’Università di Cambridge ed esperto del settore, in un commento all’Ansa ha spiegato che «questo annuncio è importante perché Aducanumab, se approvato dalla FDA, sarà il primo farmaco capace di curare l’Alzheimer. Altrettanto importante è il fatto che Aducanumab dimostra che intervenire sull’aggregazione del peptide beta amiloide è un approccio terapeutico efficace: questa dimostrazione aprirà la strada per lo sviluppo di altri composti ancora più potenti per l’Alzheimer e per altre malattie neurodegenerative, inclusi Parkinson e sclerosi laterale amiotrofica».

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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