Amazon, “Molte recensioni sono false”

Un’associazione di consumatori denuncia il metodo

Secondo Which?, associazione di consumatori britannica, le recensioni sui prodotti venduti su Amazon sono in buona parte false, e giudizi positivi un tanto al chilo si vendono online in modo anche abbastanza maldestro. Le recensioni – assieme alla velocità di spedizione – sono la forza del gigante mondiale del commercio online, e riescono a stabilire il successo o l’insuccesso non solo di un particolare articolo, ma anche del sistema Amazon in generale. Un crollo nella fiducia dei consumatori significherebbe un grosso colpo per la società multinazionale che è già sotto stretta osservazione per la mancata tutela dei diritti basilari dei lavoratori e lo scarso rispetto per l’ambiente.

Una recensione positiva a 5 dollari

La sola indagine di Which? ha trovato 10 siti web che vendono recensioni false a partire da 5 dollari ciascuna, e incentivano recensioni positive in cambio di prodotti gratuiti. Amazon in teoria combatte questa “tentazione” delle aziende operative nella vendita di prodotti all’interno del suo portale, ma secondo l’associazione, l’azienda sta affrontando una “lotta in salita nella diffusa pratica delle recensioni false”.

“Rimuoviamo le recensioni false e agiamo contro chiunque sia coinvolto in abusi”, ha fatto sapere in risposta un portavoce di Amazon.

Come funziona la compravendita

Un’azienda che vende su Amazon, secondo l’analisi, ha la possibilità di rivolgersi a siti web identificati che offrono servizi di revisione per le merci in vendita su Amazon violando i termini e le condizioni dell’azienda. A che prezzo? Esistono veri e propri “programmi fedeltà” che prevedono “pacchetti” di recensioni false che i venditori possono acquistare per circa 15 dollari a recensione, così come pacchetti all’ingrosso a partire da 620 per 50 recensioni (circa quindi 12 dollari a recensione) e fino a 8.000 dollari per mille commenti positivi. Non una grossa cifra se si pensa alle conseguenze per una azienda che vende un prodotto con la visibilità di milioni di persone, e la cui affidabilità è considerata altissima oltre le mille valutazioni positive. Cinque delle aziende esaminate avevano oltre 700mila “giudici” corrotti dei loro prodotti.

Vademecum del “giudice corrotto”

A chi vende la propria recensione vengono offerti buoni spesa, prodotti gratuiti o scontati. Esistono addirittura programmi di fidelizzazione per cui al maggior numero di commenti positivi si guadagnano punti che portano poi a premi in prodotti vari. Ma non finisce qui. Per rendere completamente verosimili i commenti falsi, alcuni siti – secondo l’indagine – riportano anche consigli su come scrivere recensioni in modo da non destare i sospetti di Amazon, e in alcuni casi ci sono criteri da soddisfare se vogliono ricevere i premi. Per esempio, si suggerisce di lasciare recensioni lunghe almeno due frasi e includere foto.

Qualche consiglio

Come valutare le recensioni alla luce di tutto questo? Scetticismo è la parola chiave. Bene essere sospettosi se ad esempio il numero di recensioni di un prodotto è insolitamente alto rispetto ad altri di quella categoria. Leggere le recensioni con estrema attenzione è altra idea utile. Se ci sono, è bene anche valutare le recensioni scritte in un’altra lingua. Se non conosci il marchio, controlla se ha un proprio sito e valuta il suo aspetto e quanti dettagli vengono elargiti. Meglio diffidare dei prodotti con molte immagini o video nei commenti, un classico esempio di eccesso di zelo che difficilmente viene elargito da un utente senza un secondo scopo.

“Make Amazon Pay” (Amazon deve pagare)

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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Michela Dell'Amico

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