Ambiente, sfide e opportunità del 2020

Nuove e vecchie minacce ambientali per il prossimo anno, dal buco nell’ozono all’uso sfrenato della cellulosa

Quali sono le opportunità e le minacce da affrontare l’anno prossimo per la preservazione della biodiversità? Un gruppo di scienziati si è riunito per rispondere a questa domanda, con la guida del biologo della conservazione dell’Università di Cambridge, William Sutherland nell’ambito di una “osservazione dell’orizzonte” annuale, durante la quale hanno riassunto le tendenze emergenti o previste che hanno un forte potenziale a beneficio o a danno degli esseri viventi. Tutte le rilevanze sono pubblicate sulla rivista Trends in Ecology & Evolution.

Energia e imballaggi

La cellulosa, uno dei principali componenti del legno la cui domanda aumenta del 18%, viene usata moltissimo per imballaggi (in sostituzione della plastica) e costruzioni, ma potrebbe anche diventare la causa di conversione delle foreste in piantagioni prive di biodiversità, rischiando distruggere l’habitat.

La recente direttiva dell’Unione Europea che da un lato classifica il legno come una fonte di energia rinnovabile e dall’altro stimola l’utilizzo di energie rinnovabili entro il 2030, implica l’importazione di legno nell’UE paradossalmente danneggiando ambiente e biodiversità. Crescono le preoccupazioni per la distruzione dell’habitat forestale anche in Europa.

Habitat acquatico

Le grandi “foreste” di alghe – che crescono lungo le coste di tutto il mondo per proteggerle dall’erosione e salvaguardando la vita marina – stanno scomparendo, a causa dell’innalzamento della temperatura degli oceani. L’allarme è scattato per proteggere le alghe e tutti gli ecosistemi oceanici a rischio, il cui degrado comporterebbe perdite economiche devastanti.

Sempre in tema acquatico, negli allevamenti ittici l’uso di sistemi di acquacoltura a ricircolo potrebbe essere la svolta per ridurre lo spreco di acqua del 97% -99%.

Quali sono le conseguenze del restringimento del buco nell’ozono sopra l’Antartico? A quanto pare secondo gli scienziati questa alterazione potrebbe contribuire ai cambiamenti del vento e ad altri mutamenti meteorologici sul polo sud. Il cambiamento climatico a sua volta probabilmente causerà lo scioglimento di più ghiaccio antartico, che innescherà a sua volta l’innalzamento globale del livello del mare minacciando ulteriormente le comunità costiere e l’habitat.

Fungo killer e corna lunghe

Una bella notizia: un fungo geneticamente modificato produce la stessa tossina del veleno di ragno, obiettivo è mettere K.O. una volta per tutte le tanto odiate zanzare (spesso portatrici di malattie come la malaria), senza però danneggiare l’ambiente (come fanno gli insetticidi tradizionali) e giovando alla biodiversità.

Altissima attenzione a un altro infestante: la zecca asiatica dalle corna lunghe, che porta con sé un batterio che uccide i mammiferi. Negli USA l’allarme si sta diffondendo dagli allevamenti alla fauna selvatica. Staremo a vedere.

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Photo by niko photos on Unsplash

Caterina Conserva

Caterina Conserva

Giornalista con la passione per l'ecologia, i libri e le lunghe camminate in giro per il mondo

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Caterina Conserva

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Giornalista con la passione per l'ecologia, i libri e le lunghe camminate in giro per il mondo

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