Amsterdam, i turisti pagano per pescare plastica nei canali

Amsterdam, i turisti pagano per pescare plastica nei canali

In barca, col retino, in 15 mila hanno contribuito finora a “Plastic Whale”.

A ripulire le acque di Amsterdam dalla plastica ci pensano i turisti. E per farlo pagano.
«Sembra incredibile, ma la gente lo adora», spiega Marius Smit, 45 anni, fondatore di Plastic Whale, «la prima compagnia professionale di pescatori di plastica»: un’impresa sociale che ha l’ambiziosa missione di ridurre l’inquinamento, fondendo l’utile al dilettevole.
Un’idea che fino ad oggi ha attirato 15mila persone. Sono salite su una colorata barca elettrica che le ha accompagnate per i chilometri di canali su cui è costruita la città olandese. Ma non si sono limitate ad apprezzarne storia e panorama come in un qualsiasi tour per visitatori. Hanno calato giù un retino per acciuffare sacchi, tappi e bottiglie. «Un bottino da cui ricaviamo nuovi prodotti dimostrando che la plastica non è solo un rifiuto, può diventare un’ottima materia prima».
Plastic Whale da poco la sfrutta per costruire mobili da ufficio. La prima collezione è stata inaugurata lo scorso febbraio e si compone di tavolo, sedie, lampada e un pannello acustico.

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